Sicurezza
Pontedera
Perdo il lavoroe vado dal sindacoa chiedere aiuto
Francesca Suggi
Sguardo basso, parole che stentano ad uscire, il cuore squartato dal dramma e dalla vergogna, tanta dignità. Bussano alla porta del sindaco di Pontedera insieme: lui che a quasi 50 anni non ha più il suo lavoro di artigiano. Lei, la moglie, sbattuta fuori da quel lavoretto che seppure part time le permetteva di arrotondare, per quei due figli ancora a scuola da crescere e il mutuo da pagare
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PONTEDERA. Sguardo basso, parole che stentano ad uscire, il cuore squartato dal dramma e dalla vergogna, tanta dignità. Bussano alla porta del sindaco di Pontedera insieme: lui che a quasi 50 anni non ha più il suo lavoro di artigiano. Lei, la moglie, sbattuta fuori da quel lavoretto che seppure part time le permetteva di arrotondare, per quei due figli ancora a scuola da crescere e il mutuo da pagare. «Ci aiuti, abbiamo perso il lavoro, non sappiamo come andare avanti». La coppia che arriva nella città della Piaggio da un Comune vicino rappresenta il nuovo volto della crisi. Quella di padri e madri di famigli over 40 che ne scontano sulla propria pelle gli effetti. Persone che hanno sgobbato per una vita e che ora, si trovano ad implorare un lavoro, riponendo le ultime speranze in quel faccia a faccia con il primo cittadino. Ne riceve una quarantina al mese Simone Millozzi: «Purtroppo non ho la bacchetta, ascolto, prendo curricula, cerco di sensibilizzare le aziende a pescare dal nostro bacino. Di più non posso fare», racconta. Il fenomeno è diffuso a macchia d'olio: in tutta la provincia nell'ultimo anno c'è stata un'impennata di richieste dirette ai "capi" dei Comuni. «Vengono anche i giovani, ma il dramma è rappresentato dalle tante persone che alla soglia della pensione sono state licenziate. E' difficile in questa situazione trovare loro una nuova collocazione», descrive la sua esperienza Moreno Franceschini, sindaco di Cascina. Da lui si presentano pure le donne: «In tanti casi i mariti hanno perso il lavoro e loro cercano qualcosa per riuscire a portare qualche soldo a casa».
E mentre il giovane, comunque, ha in tanti casi una famiglia alle spalle e un'"abitudine" forzata al precariato, il precipizio vero arriva agli over. Spulciando la pila di cv sotto la scrivania del sindaco di Crespina Thomas D'Addona salta fuori che anche nei borghi più piccoli la crisi è forte. «E' vero che un sindaco ha tanti rapporti con le aziende, ma è altrettanto vero che oggi ovunque chiedi, ti rispondono che margini di assunzione anche a tempo determinato non ce ne sono». Parlando con la gente trapela sfiducia nei canali tradizionali di ricerca del lavoro, vedi i centri per l'impiego. Ma è là che i sindaci dirottano tutte le persone che bussano alle loro porte: «Io ascolto, poi mi faccio lasciare i numeri di telefono e consiglio di rivolgersi ai centri per l'impiego. Diversamente non posso fare», dice la sua il sindaco di Calcinaia Lucia Ciampi.
A Lajatico ultimamente in processione da Fabio Tedeschi molte persone che hanno il terrore di perdere il posto: «Magari hanno sentore che tira cattiva aria e chiedono consigli su dove potersi rivolgere». Succede la stessa cosa a Palaia, nel Comune di Alberto Falchi: «Alcuni fraintendono il ruolo del sindaco - dice - pensando che io abbia il potere di assumerli in Comune». Una riflessione sulle qualifiche: «Spesso sono persone disposte a fare tutto, ma capita chi ha pretese e allora è difficile aiutare».
Sotto la scrivania del sindaco di Pomarance Loris Martignoni c'è una lista di richieste, differenziate per tipologia: «Ascoltare il dramma delle famiglie e sapere di non poter fare gran che fa male. Spero che nella nuova area industriale ci possa essere margine per un po' di occupazione».
E mentre il giovane, comunque, ha in tanti casi una famiglia alle spalle e un'"abitudine" forzata al precariato, il precipizio vero arriva agli over. Spulciando la pila di cv sotto la scrivania del sindaco di Crespina Thomas D'Addona salta fuori che anche nei borghi più piccoli la crisi è forte. «E' vero che un sindaco ha tanti rapporti con le aziende, ma è altrettanto vero che oggi ovunque chiedi, ti rispondono che margini di assunzione anche a tempo determinato non ce ne sono». Parlando con la gente trapela sfiducia nei canali tradizionali di ricerca del lavoro, vedi i centri per l'impiego. Ma è là che i sindaci dirottano tutte le persone che bussano alle loro porte: «Io ascolto, poi mi faccio lasciare i numeri di telefono e consiglio di rivolgersi ai centri per l'impiego. Diversamente non posso fare», dice la sua il sindaco di Calcinaia Lucia Ciampi.
A Lajatico ultimamente in processione da Fabio Tedeschi molte persone che hanno il terrore di perdere il posto: «Magari hanno sentore che tira cattiva aria e chiedono consigli su dove potersi rivolgere». Succede la stessa cosa a Palaia, nel Comune di Alberto Falchi: «Alcuni fraintendono il ruolo del sindaco - dice - pensando che io abbia il potere di assumerli in Comune». Una riflessione sulle qualifiche: «Spesso sono persone disposte a fare tutto, ma capita chi ha pretese e allora è difficile aiutare».
Sotto la scrivania del sindaco di Pomarance Loris Martignoni c'è una lista di richieste, differenziate per tipologia: «Ascoltare il dramma delle famiglie e sapere di non poter fare gran che fa male. Spero che nella nuova area industriale ci possa essere margine per un po' di occupazione».
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