Gioco
Pontedera
Piaggio mantenga gli impegni
Manolo Morandini
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Da sinistra, Romei, Millozzi e NocchiNonostante i processi di diversificazione, il polso dell'economia in Valdera è ancora legato a doppio filo alla Piaggio. Ed è in casa della Vespa che il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, prova a guardare per mettere a fuoco le tendenze a breve e medio termine
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PONTEDERA. Nonostante i processi di diversificazione, il polso dell'economia in Valdera è ancora legato a doppio filo alla Piaggio. Ed è in casa della Vespa che il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, prova a guardare per mettere a fuoco le tendenze a breve e medio termine. «Seppure in un quadro di tenuta i due mesi di cassa integrazione sono un fatto drammatico - afferma Millozzi - Oltre a monitorare costantemente l'azienda occorre aprire un confronto con la proprietà per comprendere le prospettive e salvaguardare l'impegno preso con l'amministrazione comunale di realizzare un polo ricambi internazionale, che sancirebbe la volontà della proprietà di voler continuare a investire sul territorio».
Una volontà che pare aver preso forma in progetti e documenti, quelli necessari al rilascio del permesso a costruire. Negli uffici comunali la Piaggio ha presentato il dossier ma per completare l'iter manca qualche foglio. Poi, il via all'intervento: un magazzino di circa 40 mila metri quadrati che sorgerà nell'area industriale "Pip3" a fronte di un lotto di 120mila metri quadrati. Un segnale in positivo della volontà di mantenere su Pontedera servizi che oggi sono dispersi in altre aree della provincia. Ma anche di rispetto dell'impegno di completare l'intervento entro il 2011.
Il nodo restano le strategie industriali del Gruppo. «Dobbiamo inchiodare l'azienda a chiarire quali indirizzi intende perseguire su questo territorio - sostiene l'assessore al lavoro di Pontedera, Francesco Nocchi - Le divisioni sindacali non possono mettere in secondo piano questo aspetto. Che cosa si continuerà a produrre a Pontedera e quale rapporto si vuol mantenere con il comprensorio e il suo apparato produttivo?». Domande lanciate nell'ambito della tavola rotonda "La situazione produttiva in Valdera", ieri presso il Centrum Sete Sòis Sete Luas.
E la questione non ha mancato di trovare sponda nei sindacati di categoria. Il nodo è la produzione dei motori. «Sono il cuore di un'azienda motoristica, non è indifferente dove si producono - sottolinea Nocchi - Piaggio deve chiarire se almeno parte della gamma più innovativa si continuerà a fare qui». Scenari a cui si legano le sorti dell'indotto. «Una realtà d'imprese che risente dei picchi di stagionalità - dice Millozzi - e in carenza di prospettive certe non riesce a consolidarsi, a programmare e neppure a fare investimenti per il futuro».
Una volontà che pare aver preso forma in progetti e documenti, quelli necessari al rilascio del permesso a costruire. Negli uffici comunali la Piaggio ha presentato il dossier ma per completare l'iter manca qualche foglio. Poi, il via all'intervento: un magazzino di circa 40 mila metri quadrati che sorgerà nell'area industriale "Pip3" a fronte di un lotto di 120mila metri quadrati. Un segnale in positivo della volontà di mantenere su Pontedera servizi che oggi sono dispersi in altre aree della provincia. Ma anche di rispetto dell'impegno di completare l'intervento entro il 2011.
Il nodo restano le strategie industriali del Gruppo. «Dobbiamo inchiodare l'azienda a chiarire quali indirizzi intende perseguire su questo territorio - sostiene l'assessore al lavoro di Pontedera, Francesco Nocchi - Le divisioni sindacali non possono mettere in secondo piano questo aspetto. Che cosa si continuerà a produrre a Pontedera e quale rapporto si vuol mantenere con il comprensorio e il suo apparato produttivo?». Domande lanciate nell'ambito della tavola rotonda "La situazione produttiva in Valdera", ieri presso il Centrum Sete Sòis Sete Luas.
E la questione non ha mancato di trovare sponda nei sindacati di categoria. Il nodo è la produzione dei motori. «Sono il cuore di un'azienda motoristica, non è indifferente dove si producono - sottolinea Nocchi - Piaggio deve chiarire se almeno parte della gamma più innovativa si continuerà a fare qui». Scenari a cui si legano le sorti dell'indotto. «Una realtà d'imprese che risente dei picchi di stagionalità - dice Millozzi - e in carenza di prospettive certe non riesce a consolidarsi, a programmare e neppure a fare investimenti per il futuro».
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