Il Tirreno

Pontedera

«Lo considerano alla stregua di una lavagna»

Il crocifisso? Un arredo

Una seduta del consiglio comunale di Santa Croce
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Una seduta del consiglio comunale di Santa Croce

Il crocifisso? Un arredo. Per la precisione, un elemento degli arredi previsti per le aule scolastiche da un regio decreto. Quello che reca il numero 965 e affonda le radici nel lontano 1924 (era il 30 aprile)

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SANTA CROCE. La disposizione dell'allora re d'Italia è uno dei presupposti su cui si è fondata la mozione dei gruppi consiliari d'opposizione al Comune di Santa Croce sull'Arno, il Popolo della Libertà e "Il centrodestra per Santa Croce".
La mozione è stata firmata dai consiglieri Letizia Quaglierini, Irene Storti, Gianluca Giannini, Francesco Maria Abellonio, Stefano Giannotti, Francesca Pieracci e Giampaolo Sordi.

Visto che il crocifisso è quindi un arredo delle scuole, ecco la necessità per il Comune di controllare che sia presente nelle aule e di consegnarlo a quegli istituti in cui non sia presente in qualche aula. La pensano così i membri della minoranza santacrocese, che nella mozione hanno chiesto "che il sindaco e la giunta s'impegnino a difendere e tutelare le radici e la storia della comunità, cominciando dall'esposizione della Santa Croce, storico crocifisso ligneo, quale simbolo che contraddistingue il popolo santacrocese, nell'aula del consiglio comunale; che il crocifisso venga mantenuto nelle aule scolastiche del Comune verificando quante e quali siano le scuole che presentano aule in cui il crocifisso non è esposto e che il Comune si adoperi affinché tutte le scuole di pertinenza dell'amministrazione abbiano effettivamente a disposizione ed esposto il crocifisso".

La mozione dell'opposizione non è passata. E' stata bocciata dalla maggioranza, che a sua volta ha approvato una contro-mozione presentata dai gruppi di Partito Democratico, Sinistra e Libertà e Partito Socialista. In cui, prendendo ovviamente spunto dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ha decretato la rimozione del crocifisso dai luoghi pubblici, si esprime la preoccupazione che lo stesso crocifisso possa essere usato come simbolo identitario per realizzare una società di "diversi" e l'indisponibilità a rendere il crocifisso strumento di ulteriore divisione nella discussione politica e nella società civile.

«Il crocifisso - afferma il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi - ha un valore universale che propone a tutti mete di pace, amore, fratellanza, solidarietà, uguaglianza, giustizia e rispetto della dignità umana. I gruppi consiliari di opposizione si sono dimostrati, durante l'ultima seduta del consiglio comunale, cristiani "per l'occasione". Hanno equiparato ripetutamente il crocifisso ad un semplice arredo scolastico (come la lavagna o un banco), sminuendone così il grandissimo valore religioso. Hanno cercato di trasformarlo in un mezzo di contesa politica di parte. La maggioranza di centrosinistra ha respinto questa strumentalizzazione, approvando compatta una diversa mozione che riafferma invece il valore universale del crocifisso e dichiara la sua indisponibilità a usarlo come mezzo di divisione tra cristiani e nella società civile. Il crocifisso non deve diventare uno strumento da brandire contro altri».
(Cri.Mar.)

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