Il dolore
La città che cambia
Da manicomio a residenza di lusso
Francesca Suggi
Poggio alle Croci che verrà. Duecento appartamenti, alcune piscine interne ed esterne, un'area per concerti, centro benessere. E' lunga la lista dei comfort a cinque stelle del complesso turistico che sorgerà là dove il paziente Nof incise la sua storia di dolore e follia
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VOLTERRA. Poggio alle Croci che verrà. Duecento appartamenti, alcune piscine interne ed esterne, un'area per concerti, centro benessere. E' lunga la lista dei comfort a cinque stelle del complesso turistico che sorgerà là dove il paziente Nof incise la sua storia di dolore e follia. Solo un lontano ricordo resteranno quei padiglioni dell'ex manicomio di Volterra, da oltre trent'anni ingoiati da degrado e abbandono.
Una memoria passata, che al presente fa bella mostra sul web, con un sito inglese che spara nell'etere dei paperoni stranieri proprio l'operazione volterrana. Con tanto di diagrammi sui flussi turistici, dettagli del progetto, descrizione della zona. Insomma una vetrina bella e buona per attirare investitori sulle etrusche colline toscane, ad un tiro di schioppo dall'aereoporto di Pisa, da città d'arte e dalla costa.
Se da una parte si cerca già di proporre vendite extra lusso, dall'altra sui tavoli della giunta c'è al vaglio proprio il progetto dettagliato di riconversione presentato, secondo indiscrezioni, proprio dall'immobiliarista inglese di origini indiane che ha acquistato dall'Asl quei 100mila metri cubi di volume e 33mila metri quadri di superficie edificabili.
«Non abbiamo ancora visionato il progetto, al momento è al vaglio della maggioranza», fa sapere Danilo Cuini, consigliere comunale della Sinistra per Volterra. E' lui che ha scovato il sito www.poggioallecroci.com.
«Sono convinto che sia un'operazione sbagliata perché si svende il nostro bellissimo territorio per un business edilizio di natura speculativa. Senza contare che il villaggio turistico residenziale che sorgerà sarà praticamente adiacente al popoloso borgo di San Lazzaro».
E il piano regolatore prevede in loco proprio la realizzazione di un quartiere residenziale, turistico. Un occhio alle carte, si permette la creazione di nuovi edifici attraverso l'espansione dei volumi esistenti di ulteriori 8mila metri quadri. Si va poi nei dettagli, su ciò che puo essere demolito, tipo gli edifici dell'ex officina giudiziaria ed il padiglione Sarteschi, si parla di 20mila metri quadri di verde "il mantenimento del parco è la prima condizione per il riutilizzo dell'area", parcheggi pubblici pari a 14mila metri quadrati. Un occhio di riguardo va, invece, ai tre padiglioni Charcot, Maragliano, Ferri - identificati con i nomi dei medici che lavoravano nell'ex manicomio chiuso dopo la legge Basaglia del 1978 - si prevedono, infatti, "interventi di recupero senza mutamento di destinazione d'uso".
Nel piano strutturale il Comune lancia un messaggio chiaro: gli spazi aperti dovranno essere fruiti anche dai cittadini. Per questo chiede la realizzazione di uno spazio spettacoli. Addirittura l'intera operazione Poggio alle Croci si trova, ben dettagliata, sul sito di Invest in Tuscany, il servizio di Toscana Promozione nato per attirare investimenti diretti dall'estero sul territorio regionale.
Una memoria passata, che al presente fa bella mostra sul web, con un sito inglese che spara nell'etere dei paperoni stranieri proprio l'operazione volterrana. Con tanto di diagrammi sui flussi turistici, dettagli del progetto, descrizione della zona. Insomma una vetrina bella e buona per attirare investitori sulle etrusche colline toscane, ad un tiro di schioppo dall'aereoporto di Pisa, da città d'arte e dalla costa.
Se da una parte si cerca già di proporre vendite extra lusso, dall'altra sui tavoli della giunta c'è al vaglio proprio il progetto dettagliato di riconversione presentato, secondo indiscrezioni, proprio dall'immobiliarista inglese di origini indiane che ha acquistato dall'Asl quei 100mila metri cubi di volume e 33mila metri quadri di superficie edificabili.
«Non abbiamo ancora visionato il progetto, al momento è al vaglio della maggioranza», fa sapere Danilo Cuini, consigliere comunale della Sinistra per Volterra. E' lui che ha scovato il sito www.poggioallecroci.com.
«Sono convinto che sia un'operazione sbagliata perché si svende il nostro bellissimo territorio per un business edilizio di natura speculativa. Senza contare che il villaggio turistico residenziale che sorgerà sarà praticamente adiacente al popoloso borgo di San Lazzaro».
E il piano regolatore prevede in loco proprio la realizzazione di un quartiere residenziale, turistico. Un occhio alle carte, si permette la creazione di nuovi edifici attraverso l'espansione dei volumi esistenti di ulteriori 8mila metri quadri. Si va poi nei dettagli, su ciò che puo essere demolito, tipo gli edifici dell'ex officina giudiziaria ed il padiglione Sarteschi, si parla di 20mila metri quadri di verde "il mantenimento del parco è la prima condizione per il riutilizzo dell'area", parcheggi pubblici pari a 14mila metri quadrati. Un occhio di riguardo va, invece, ai tre padiglioni Charcot, Maragliano, Ferri - identificati con i nomi dei medici che lavoravano nell'ex manicomio chiuso dopo la legge Basaglia del 1978 - si prevedono, infatti, "interventi di recupero senza mutamento di destinazione d'uso".
Nel piano strutturale il Comune lancia un messaggio chiaro: gli spazi aperti dovranno essere fruiti anche dai cittadini. Per questo chiede la realizzazione di uno spazio spettacoli. Addirittura l'intera operazione Poggio alle Croci si trova, ben dettagliata, sul sito di Invest in Tuscany, il servizio di Toscana Promozione nato per attirare investimenti diretti dall'estero sul territorio regionale.
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