Il Tirreno

Pontedera

LA TRUFFA DEL MATTONE

La coop fa flop, rischiano la casa

Manolo Morandini
La coop fa flop, rischiano la casa

Voleva farla finita. Come si può perdere tutto all'improvviso e trovare la forza per ricominciare dopo una vita di sacrifici? È quanto deve essersi chiesto il signor Bacciarelli. Ma la risposta non è arrivata. In un primo momento ha vinto lo sconforto

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FORNACETTE. Un senso di smarrimento così forte che lo ha portato a perdersi. Non ha retto all'idea di essere buttato fuori da casa sua. L'appartamento, in zona Peep a Fornacette, è di quelli costruiti dalla Cooperativa Primavera 90. La società di Montelupo Fiorentino ha intascato da circa due anni l'intero prezzo di vendita, compreso l'Iva e i soldi per il rogito del notaio. Eppure, nonostante i solleciti, l'atto non è mai stato sottoscritto. La Cooperativa ha avanzato la richiesta di fallimento così c'è il rischio che il tribunale venga a prendersi la casa del signor Bacciarelli.

Una sorte amara che lo accomuna a qualche decina di famiglie. Tanti sono quelli che rischiano di rimanere schiacciati dal fallimento, tra Fornacette, Ponte a Egola e Montelupo Fiorentino. Per scongiurare il peggio c'è chi prova a far sentire la voce dell'avvocato ma anche a organizzare un comitato dei truffati. È così che si sentono i soci della Primavera 90, che ha presentato la procedura per l'ammissione al concordato preventivo. L'ipotesi, al vaglio del tribunale di Firenze, li ha messi di fronte alla prospettiva di perdere quanto versato o pagare di nuovo, all'asta fallimentare, per tenersi quello che di fatto è già loro. Il tribunale si pronuncerà il 17 dicembre.

Sono una sessantina i soci e solo alcuni hanno avuto la fortuna di chiudere in tempo con il rogito dal notaio che ha sancito l'acquisto dell'appartamento e l'uscita dalla compagine sociale. A Fornacette sono 20 le unità immobiliari di cui 2 invendute. A Ponte a Egola 24, di cui 8 in fase di costruzione.

«Ma tutto ciò com'è possibile?» chiede Federico Fornaciari. «Mi sento umiliato, sono a rischio i soldi che i miei genitori hanno messo da parte in una vita di sacrifici - afferma - Abbiamo pagato tutto, oltre 162mila euro, ma la promessa del rogito la cooperativa non l'ha mai onorata. Al telefono mi dicevano: "Bimbo se non dai i soldini non si può fare il contratto". Pagavo 7mila euro d'affitto all'anno, non avevo altra scelta». L'assurdo è che a Fornacette, come a Ponte a Egola, queste famiglie sono in casa anche da due anni, hanno la residenza e le utenze intestate. Hanno pagato anche l'Ici. Proprietari di fatto, di fronte al Comune ma non per la legge.

«Sono in casa da tre anni e ho versato 90mila euro - dice Raffaele Vitale - Ho sollecitato più volte il rogito ma non ho visto niente». E guardando la moglie Federica: «Non abbiamo certezze è come se fossero bloccate la vita e le scelte familiari».

La sorte non ha certo sorriso a Oreste De Sanctis. «Anni fa a Cascina sono incappato nel fallimento del costruttore Sabatini e la casa l'ho pagata due volte. Adesso a Fornacette mi ritrovo in una situazione analoga. L'esperienza mi ha evitato di pagare per intero la casa ma sono comunque a rischio».

Quelle di Ponte a Egola sono storie che si sovrappongono. «Sono in casa da due anni - dice Caterina Federici - Quando ho sollecitato la cooperativa a fare il rogito mi è sempre stato risposto che sarei stata contattata nell'arco di due mesi. Eppure ho già le utenze intestate come residente e sul certificato elettorale ho lo stesso indirizzo. A casa sono venuti i vigili urbani a verificare prima di darci la residenza». E aggiunge: «Ho un figlio di due anni, come faremo?».

Una vicenda intricata. Sono in molti a puntare il dito contro la Cooperativa Primavera 90. «A costruire a Ponte a Egola è stata l'impresa Immobiliare Damiano Srl, che ha sede sociale coincidente con quella della cooperativa - afferma Maria Antonietta Senatore - E il legale rappresentante oltre a essere stretto parente del presidente della cooperativa è socio della stessa. È difficile pensare a un conflitto d'interessi». La signora e il marito Alfredo Sorace non ci stanno alla prospettiva di perdere la casa e i risparmi di una vita. Hanno iniziato a indagare. «I versamenti corrisposti nel corso della costruzione non sono stati utilizzati, se non in minima parte, per coprire i costi». Da qui la richiesta che hanno formulato, insieme ad altri, alla procura di Pisa: «Servono indagini urgenti per verificare la commissione di reati in danno ai soci».

Più di un numero non quadra. «La cooperativa aveva stipulato con la Bnl un mutuo per la costruzione degli immobili di 1,9 milioni di euro. Al termine dei lavori è stato ridotto di appena 474mila euro nononstante i cospicui versamenti in conto cstruzione che come soci abbiamo fatto». A gettare un'ombra è anche Stefano Scordino: «Ho la registrazione, mi hanno chiesto dei soldi a nero».

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