Il Tirreno

Pontedera

SANTA MARIA A MONTE

Sacerdote travolto dalle accuse

Cristiano Marcacci
La chiesa della parrocchia di San Donato
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La chiesa della parrocchia di San Donato

Se ne andrà don Cristoforo, il parroco di San Donato di Santa Maria a Monte. Lui nega su tutti i fronti. Dice di non avere relazioni sentimentali, né in paese a San Donato né in Polonia, di non avere figli "segreti" e di non aver mai inviato un euro della parrocchia in Polonia, dove avrebbe facilitato l'acquisto di una casa per una donna molto più giovane

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SANTA MARIA A MONTE. «Mi avete lasciato solo, proprio come Cristo sulla croce». Ha usato queste parole don Cristoforo nella sua ultima messa domenicale. Il parroco, di origine polacca, lascerà infatti nei prossimi giorni la comunità religiosa di San Donato, nel comune di Santa Maria a Monte, che ha servito e guidato per ben tredici anni. La sua è quasi una fuga.

Da cosa e da chi scappa il prete? Da chi e cosa viene perseguitato don Krzystof Pastuszak? Una strana e torbida vicenda, che coinvolge anche dei giovani e una donna del paese. Una cosa è certa: in questi mesi il parroco è inseguito da una marea di accuse pesanti. Delle quali è perfettamente a conoscenza il vescovo della diocesi di San Miniato, monsignor Fausto Tardelli, il quale avrebbe a disposizione anche alcune importanti testimonianze. Da qui la decisione di andare incontro alla volontà di don Cristoforo e di lasciarlo partire per la Polonia. Responsabilità schiaccianti secondo alcuni (per la verità tanti, in paese, anche vicini al consiglio pastorale), maldicenze e dicerie basate sul nulla secondo il diretto interessato. Lui nega su tutti i fronti. Dice di non avere relazioni sentimentali, né in paese a San Donato né in Polonia, di non avere figli "segreti" e di non aver mai inviato un euro della parrocchia in Polonia (dove avrebbe facilitato l'acquisto di una casa per una donna molto più giovane di lui).

Alle prime domande dirette, don Cristoforo ci risponde che preferisce non parlare e che sa tutto il vescovo. Gli chiediamo se monsignor Tardelli è a conoscenza delle accuse che pesano su di lui e se ha già preso una decisione: «Le sapete voi le accuse, figuriamoci se non le conosce il vescovo. Sarà lui a prendere la decisione che riterrà migliore». Facciamo subito scivolare il discorso sulla presunta vita "parallela e segreta" in Polonia, ma don Cristoforo nega con assoluta determinazione: «Non ho donne e non ho figli. Chi mi accusa deve avere le prove. Oggi, la medicina ha fatto passi da gigante. Esiste il dna per verificare la paternità». Sembra una persona distrutta, don Cristoforo. È deluso, amareggiato. «Da tempo - ci dice - so delle voci che circolano sul mio conto. Sono tutte falsità. Basta aspettare, il tempo sarà galantuomo. Non capisco perché mi stanno trattando così, sono 13 anni che servo questa comunità e mi sono sempre trovato bene».

All'improvviso, don Cristoforo parla dei soldi, anche se nessuno gli ha chiesto alcunché. «È tutto documentato e rendicontato - afferma -. Non ho mai spostato un euro da qui. Ho impiegato tutto per le attività della parrocchia».

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