Il Tirreno

Pontedera

LA RACCOLTA DEI RIFIUTI

Bollette insolute per 12 milioni

Manolo Morandini
Anche per le bollette Tia non pagate c’è il nodo dell’Iva
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Anche per le bollette Tia non pagate c’è il nodo dell’Iva

Una evasione da record. È quella con cui si trova a fare i conti Geofor che è alle prese con mancati pagamenti della Tia per circa 12 milioni di euro. Soldi per vecchie fatture non incassate e oltretutto difficili da recuperare

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PONTEDERA. Dei 5 milioni affidati a Equitalia per la riscossione coatta per adesso sono entrati nelle casse del gestore dei rifiuti appena 700mila euro, ovvero il 14 per cento.

«La quota principale di evasione si deve alle aziende commerciali che spesso non sono neppure facili da rintracciare per il recupero forzoso» afferma il presidente Geofor Paolo Marconcini. L'incognita vale un quinto del volume d'affari che annualmente gestisce l'azienda, a cui fa capo la raccolta e smaltimento dei rifiuti in 24 comuni della provincia a fronte di circa 360mila cittadini serviti. «Con lentezza ma Equitalia si muove» puntualizza Marconcini. Ma è una lentezza che va di pari passo con la difficoltà spesso di risalire al debitore. «Non possiamo incoraggiare chi imbroglia a discapito di chi paga regolarmente - afferma il presidente - L'azienda investirà nell'informatizzazione in modo da abbreviare i tempi per l'avvio delle procedure di recupero forzoso. Ma ai Comuni chiediamo che nelle procedure di autorizzazione all'esercizio dell'attività commerciale si introduca la regola che è necessaria la preventiva iscrizione all'anagrafe di Geofor. È indispensabile una tracciabilità». Oggi, invece, con il rilascio della licenza si consegna un modulo per l'iscrizione all'anagrafe della Tia, rimettendo alla buona volontà dell'esercente il farlo o meno.

L'evasione è un dato in crescita, complice almeno in parte anche la crisi economica. Rispetto ai 5 milioni relativi al 2006 e 2007 Geofor sconta anche le verifiche sul 2008, che hanno messo in luce ulteriori minori entrate nell'ordine di 3 milioni di euro e altri 4 milioni per l'anno in corso. «È una situazione di difficoltà che ci accomuna agli altri gestori toscani che operano nello stesso settore - sostiene Marconcini - C'è anche un problema di disaffezione al pagamento dei servizi. Un problema che è amplificato dall'incertezza sul pagamento dell'Iva sulla Tia che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo».

Lo scenario è confuso. I soldi promessi ai contribuenti a partire dalla sentenza della Corte costituzionale, la 238 dello scorso luglio, sono ancora lontani dal ritornare nelle tasche dei consumatori. Geofor stima che la partita dell'Iva ammonti a circa 2,5 milioni di euro, ma non è chiaro chi dovrà essere a sborsare i soldi, se l'azienda o l'agenzia delle entrate. Nel frattempo, nei dodici comuni che hanno scelto il regime Tia, agli utenti sono arrivate bollette comprensive dell'Iva al 10 per cento. Si tratta dei proprietari di immobili nei comuni di Bientina, Calci, Calcinaia, Cascina, Crespina, Ponsacco, Pontedera, San Giuliano Terme, San Miniato, Santa Maria a Monte, Vecchiano e Vicopisano.

La Tia che è nata come la soluzione per far fronte ai costi e ai problemi del servizio passando da un regime di tassazione a uno di tariffa, ovvero tanto costa il servizio e altrettanto devono pagare i cittadini. «Invece si è rivelata un boomerang - conclude Marconcini - Di fatto è stata equiparata a una tassa e Geofor non è un ente di diritto pubblico che può fare imposizione. Insomma, se è una tassa non possiamo applicarla e neppure riscuoterla. Serve un intervento legislativo che faccia chiarezza».

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