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Pontedera non basta piùLa pillola abortiva da lunedì anche a Volterra

Manolo Morandini
Pontedera non basta piùLa pillola abortiva da lunedì anche a Volterra

Pontedera non basta più. La pillola abortiva Ru486 da lunedì prossimo si potrà prendere anche a Volterra. A suggerire l'apertura del servizio è l'aumento delle richieste a cui si deve far fronte all'ospedale Lotti

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PONTEDERA. Nella città della Vespa arrivano donne da tutta la Toscana ma anche da altre regioni, come il Lazio dove non ci sono strutture che praticano l'alternativa a quella chirurgica per l'interruzione volontaria di gravidanza.

Non si tratta di un assalto in massa e neppure del sintomo di una crescita del numero degli aborti volontari. «Mettiamo a disposizione delle donne una possibilità di scelta diversa da quella chirurgica - sottolinea Massimo Srebot, direttore di Ostetricia e ginecologia dell'Asl 5 di Pisa - Indicata per quelle donne che presentano particolari difficoltà cliniche o un'avversità psicologica ad "andare sotto i ferri". Si tratta di un momento di vita burrascoso e controverso. La nostra attenzione è nel cercare di non buttare altra benzina sul fuoco».

A spingere per la somministrazione all'ospedale di Volterra è anche il peso della burocrazia rispetto ai tempi stabiliti dalla legge: la pillola può essere assunta entro il 49esimo giorno dall'ultima mestruazione, oltre non si può. La procedura resta complicata, nonostante il benestare dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che ha autorizzato l'immissione in commercio della pillola abortiva Ru 486 a base di mifepristone. «Per adesso il farmaco continua ad arrivare dalla Francia - precisa Srebot - Il protocollo clinico utilizzato prevede un dettagliato schema di raccolta del consenso informato e la messa a punto della procedura che prevede per ogni donna che ne ha necessità, la prescrizione, l'invio della richiesta in originale, tramite corriere, alla casa farmaceutica a Parigi e la consegna alla farmacia dell'Asl 5 di Pisa, in cui un farmacista si occupa poi delle procedure di sdoganamento all'ufficio medico della dogana dell'aeroporto e finalmente del recapito in ospedale e poi in reparto».

Un tortuoso percorso in attesa che il farmaco arrivi nella disponibilità dei prontuari ospedalieri. L'arrivo è atteso per l'inizio del 2010, dopo il non facile via libera dell'Aifa. «Con l'autorizzazione dell'Aifa, una volta a regime, non essendo più legati ai viaggi del corriere Pisa-Parigi-Pisa, potremo procedere a somministrazioni in più giorni. Si ridurrà l'affollamento, vi saranno meno esclusioni per il superamento dei tempi massimi gestazionali e si alleggerirà nettamente la parte burocratica e i costi collegati».

«Sono passati otto anni da quando iniziai a interessarmi alla possibilità di utilizzare il mifepristone e quattro da quando viene somministrato all'ospedale di Pontedera - precisa il dottor Srebot - L'intenzione era quella di mettere a disposizione delle donne italiane, al pari di quelle di quasi tutto il mondo, una possibilità di scelta alternativa». E aggiunge: «Dopo un'esperienza di oltre 400 casi non vi sono mai state complicazioni. E ovviamente non vi è stato alcun aumento del numero delle interruzioni volontarie di gravidanza, anzi, una diminuzione nel totale e maggiormente in quelle chirurgiche passate al farmacologico». Un'opportunità medica che fatica a essere disponibile nelle strutture ospedaliere. «Pontedera è il centro dove è stato fatto un numero maggiore d'interruzioni con questa modalità - sostiene - Gli altri centri in Toscana sono a Pescia, Empoli e Siena. Salvo casi di piccoli numeri nel resto d'Italia solo a Bologna, Trento e Torino si pratica l'aborto farmacologico, mentre da Roma in giù in nessuna struttura».


LA SCHEDA

La pillola abortiva Ru 486 è nata in Francia nel 1988. Contiene una sostanza chiamata mifepristone, che inibisce il progesterone. Senza l'azione di questo ormone la gravidanza non può procedere.

La Ru 486 deve esser presa insieme a un altro farmaco (da assumere due giorni dopo) che provoca le contrazioni necessarie per espellere l'embrione. In pratica la pillola agisce sull'ovulo fecondato, provocando l'aborto chimico.

Va assunta nelle prime settimane di gestazione, comunque entro la 7ª.

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