Il dolore
La Rotta
In massa davanti al giudice di pace
Nilo Di Modica
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A sinistra l’autovelox mangia-soldi che è stato installato dal Comune di Montopoli in località La Casina a Casteldelbosco; a destra il gruppo dei promotori del comitato nato l’altra sera a La Rotta (da sin. gli avvocati Alessandro Catarsi e Martina Orsini ed Enzo Catarsi e Sauro Di Sandro)LA BATTAGLIA CONTRO L'AUTOVELOX All'assemblea pubblica de La Rotta è nato il comitato degli automoblisti sanzionati
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LA ROTTA. Sono tanti, agguerriti e pronti a farsi valere davanti al sindaco e al giudice di pace. Questi gli aspetti salienti che, nella serata di venerdì, hanno accomunato i primi costituenti del comitato che si propone un ricorso collettivo contro l'implacabile autovelox di Casteldelbosco.
In tutto, una settantina di partecipanti, riuniti al circolo "Il Botteghino" di La Rotta in soli due giorni di volantinaggi e tam-tam su internet, che hanno avuto modo di porre le loro domande ad Alessandro Catarsi e Martina Orsini, gli avvocati chiamati per l'occasione dai promotori. Tutti, multe alla mano, per cercare di analizzare i contorni di una faccenda che sta investendo tutto il comprensorio, con oltre 3.600 multe recapitate nei giorni scorsi. Chiari fin da subito gli intendimenti dei promotori, primo fra tutti il rottigiano Enzo Catarsi. «Metto subito in guardia tutti coloro che vorranno vedere in questa iniziativa un atto di ribellismo - ha spiegato Catarsi -: ciò che facciamo oggi è unirci non tanto contro l'autovelox, quanto contro l'uso strumentale che molte amministrazioni fanno di questi apparecchi. Un uso che spesso, come nel caso di Casteldelbosco, è corredato da vari stratagemmi. Penso ad esempio al fatto che la forma dell'autovelox in questione è differente dal solito e poco riconoscibile».
Della stessa opinione gli altri due promotori, Sauro Di Sandro e Giuseppe Sottile. Molte le contestazioni rivolte all'odiata macchinetta: dalla sua localizzazione di "dubbia utilità" fino alla cartellonistica, da molti contestata per la sua scarsa chiarezza e non solo. Molti, infatti, sono pronti a giurare che alcuni dei cartelli sono "fioriti" in un secondo momento, con lo scoppiare dello scandalo. L'intera serata è stata dedicata inoltre a chiarire i dubbi di natura legale, quali i tempi di ricorso, i possibili appigli, le strategie e tutti i chiarimenti sulla regolamentazione vigente in materia di multe e comunicazioni. In particolare, nel corso della serata, è stata fatta presente la necessità di muoversi su più piani. Accoppiare una strategia votata al ricorso al giudice di pace ad un'altra, più "politica" e conciliatoria, che cerchi di illuminare l'amministrazione di Montopoli ed il suo sindaco sulla gravità della situazione.
Due in particolare le richieste che verranno esposte al sindaco. «Le questioni vertono tutte sul medesimo problema di trasparenza - spiega Di Sandro -. Innanzitutto, sulla comunicazione, che è stata quasi assente fino allo scoppiare dello scandalo. In merito a questo chiederemo che che le multe fatte da agosto fino a metà novembre vengano annullate». In secondo luogo, più dissuasione e meno sanzioni. «Le multe a pioggia non sono un deterrente - continua Di Sandro - ecco perché chiederemo che l'autovelox venga sostituito con un segnalatore di velocità, che di sicuro aumenta la consapevolezza di chi guida». Non ultima la questione della reale utilità dell'autovelox in quel punto. Una collocazione che i più si spiegano come un tentativo di identificare più infrazioni e per giunta senza l'utilizzo della pattuglia, obbligatoria durante i controlli in pieno centro abitato.
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