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EDILIZIA SELVAGGIA
I ferri piombano sulla strada, sospeso cantiere
Francesca Suggi
Una ventina di chili l'una. Cinque "lance" in ferro lunghe tre metri e larghe un pollice che piombano sulla strada principale del paese. Da un'altezza di tre metri. Da un tetto di una casa evidentemente nel degrado, circondata in parte da ponteggi e impalcature. Stranamente non passa nessuno là sotto e non ci sono auto parcheggiate
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CRESPINA. Una ventina di chili l'una. Cinque "lance" in ferro lunghe tre metri e larghe un pollice che piombano sulla strada principale del paese. Da un'altezza di tre metri. Da un tetto di una casa evidentemente nel degrado, circondata in parte da ponteggi e impalcature. Stranamente non passa nessuno là sotto e non ci sono auto parcheggiate: ma un attimo prima, oppure dopo poteva risultare fatale.
«Con un'ordinanza speciale abbiamo subito sospeso i lavori di quel cantiere allestito e portato avanti senza tener conto delle norme di sicurezza. Poteva veramente succedere una tragedia», rabbia e pugno duro per il sindaco Thomas D'Addona. Contro il proprietario dell'edificio e il direttore dei lavori è già partita una doppia denuncia alla Asl «perché faccia un sopralluogo e sequestri il cantiere» e alla Procura della Repubblica.
«E' un attentato bello e buono alla pubblica incolumità. Le ripercussioni sul proprietario, di origini milanesi e sul direttore dei lavori con tutta probabilità saranno duplici: amministrative e penali», continua il primo cittadino che l'altra sera si è subito allertato, insieme all'assessore Sergio Tognoni. Sono i vigili del fuoco, per primi sul posto, a salire sul tetto e rimuovere tutti gli altri oggetti ferrosi e non che, privi di qualsiasi ancoraggio, stavano per cadere giù spinti dal vento. Giù diritti sulla via principale che porta al Comune, sempre trafficata da macchine e persone. «Per fortuna quella sera pioveva e faceva parecchio vento, quindi la gente era a casa. Se quei tondini colpivano una persona in testa l'avrebbero ammazzata», continua D'Addona che ha già dato mandato agli uffici di verificare la conformità - o meno - dei lavori al progetto. Il primo cittadino promette sanzioni esemplari. Al di là di un decoro urbano da anni ignorato da parte del proprietario «per adesso, in via cautelativa, abbiamo sospeso il cantiere e si presuppone che la Asl dopo il sopralluogo proceda al sequestro. Nell'ordinanza - conclude - si chiede al proprietario di rimuovere tutto ciò che può costituire pericolo nel più breve tempo possibile. E' l'unica attività che gli sarà concessa. Se non lo farà lui, lo faremo noi in danno. Si tratta di un atteggiamento irresponsabile. Oltre che bypassare le norme di sicurezza, ha messo a rischio anche l'incolumità dei cittadini. E' di una gravità inaudita».
«Con un'ordinanza speciale abbiamo subito sospeso i lavori di quel cantiere allestito e portato avanti senza tener conto delle norme di sicurezza. Poteva veramente succedere una tragedia», rabbia e pugno duro per il sindaco Thomas D'Addona. Contro il proprietario dell'edificio e il direttore dei lavori è già partita una doppia denuncia alla Asl «perché faccia un sopralluogo e sequestri il cantiere» e alla Procura della Repubblica.
«E' un attentato bello e buono alla pubblica incolumità. Le ripercussioni sul proprietario, di origini milanesi e sul direttore dei lavori con tutta probabilità saranno duplici: amministrative e penali», continua il primo cittadino che l'altra sera si è subito allertato, insieme all'assessore Sergio Tognoni. Sono i vigili del fuoco, per primi sul posto, a salire sul tetto e rimuovere tutti gli altri oggetti ferrosi e non che, privi di qualsiasi ancoraggio, stavano per cadere giù spinti dal vento. Giù diritti sulla via principale che porta al Comune, sempre trafficata da macchine e persone. «Per fortuna quella sera pioveva e faceva parecchio vento, quindi la gente era a casa. Se quei tondini colpivano una persona in testa l'avrebbero ammazzata», continua D'Addona che ha già dato mandato agli uffici di verificare la conformità - o meno - dei lavori al progetto. Il primo cittadino promette sanzioni esemplari. Al di là di un decoro urbano da anni ignorato da parte del proprietario «per adesso, in via cautelativa, abbiamo sospeso il cantiere e si presuppone che la Asl dopo il sopralluogo proceda al sequestro. Nell'ordinanza - conclude - si chiede al proprietario di rimuovere tutto ciò che può costituire pericolo nel più breve tempo possibile. E' l'unica attività che gli sarà concessa. Se non lo farà lui, lo faremo noi in danno. Si tratta di un atteggiamento irresponsabile. Oltre che bypassare le norme di sicurezza, ha messo a rischio anche l'incolumità dei cittadini. E' di una gravità inaudita».
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