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Prova-tampone, l'esito è sconosciuto

Sono passati otto giorni da quando è stata sottoposta alla prova del tampone all'ospedale Cisanello di Pisa, ma ancora nessuno le ha detto se la febbre alta che la perseguitava era da influenza A oppure no. Nonostante che al reparto "Malattie infettive" le avessero assicurato una risposta nel giro di 24 ore se negativa e nel giro di 48 ore se positiva.

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PONTEDERA. Sono passati otto giorni da quando è stata sottoposta alla prova del tampone all'ospedale Cisanello di Pisa, ma ancora nessuno le ha detto se la febbre alta che la perseguitava era da influenza A oppure no. Nonostante che al reparto "Malattie infettive" le avessero assicurato una risposta nel giro di 24 ore se negativa e nel giro di 48 ore se positiva.

La denuncia arriva da un cittadino di Pontedera, S.D.M., la cui figlia trentacinquenne si sta ristabilendo dai malesseri dei giorni scorsi. «Dopo cinque giorni di febbre molto alta - racconta l'uomo - mia figlia cominciò ad avere l'affanno. Il medico di famiglia le consigliò quindi di recarsi a Cisanello per sottoporsi al tampone (un esame che sugli adulti a Pontedera non è possibile). Si presentò regolarmente al reparto "Malattie infettive" ed il medico che la sottopose al prelievo disse che dopo 24 ore, successivamente ai riscontri di laboratorio, avrebbero comunicato l'esito. Al massimo, si potevano raggiungere le 48 ore, ma non di più. Mia figlia lasciò in reparto ben tre numeri di telefono a cui poteva essere rintracciata. Ma nessuno si è fatto mai sentire. Siamo stati noi a chiamare più volte in reparto, ma non abbiamo mai ottenuto le risposte che cercavamo».

Per la verità, una telefonata è arrivata. La donna è stata chiamata dall'Asl di Pontedera, che, informata del tampone praticato su di lei a Pisa, voleva essere informata dell'esito. «Ma è possibile - si chiede S.D.M. - che dopo otto giorni non possiamo ancora sapere se mia figlia aveva l'influenza A oppure no? Mi sembra gravissimo, dopo tutto quello che succede in giro per l'Italia. C'è anche da tener presente che mia figlia lavora in un luogo pubblico e ha a casa un ragazzino di 15 anni. Ci si vuol preoccupare dei possibili rischi di contagio, o no?».

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