Sicurezza
PONTEDERA
Facevano i bulli sull'autobus, denunciati
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Gli studenti in fila per prendere il bus che li porta a scuolaContinuano i controlli sui mezzi pubblici per scongiurare altri casi
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PONTEDERA. Costringevano i ragazzi delle prime classi delle superiori a cantare, a ballare, o ad altre prove di abilità. Molestie continue, anche pesanti, compiute da un gruppo di ragazzi di 16-17 anni nei confronti di altri di 14-15, ogni mattina sull'autobus che li portava a scuola.
Ad essere prese di mira sono le "matricole", ragazzini che hanno cominciato a frequentare le scuole superiori lo scorso settembre. Cinque studenti minorenni residenti in vari centri del comprensorio del Cuoio, sono stati denunciati dai carabinieri per violenza private e molestie.
I racconti degli atti di bullismo - alcuni episodi sono stati raccontati anche dalle cronache locali - sono stati riferiti anche ai carabinieri di Santa Croce sull'Arno che, insieme ai colleghi della compagnia di San Miniato, hanno cercato di capire cosa c'era dietro le storie che i ragazzi, una volta tornati a casa, raccontavano in famiglia o ad altri studenti delle scuole superiori. Non è stata però una denuncia formale a far partire le indagini, quanto le notizie circolate sia a Santa Croce che nei centri vicini.
Così, dopo avere capito cosa succedeva sul bus, i carabinieri di propria iniziativa hanno organizzato alcuni servizi impiegando anche militari in borghese. Come normali passeggeri sono saliti sui bus di linea che collegano Fucecchio, Santa Croce a Pontedera. Una tratta su cui erano stati segnalati gli atti di bullismo nei confronti di quattordicenni che, un po' per paura un po' per imbarazzo, subivano le richieste dei ragazzi più grandi. Le umiliazioni non sono sfuggite ai militari che si sono subito resi conto - i ragazzi terribili non si facevano intimorire neppure dalla presenza degli autisti - che il problema c'era. Non erano chiacchiere di adolescenti. Le vessazioni erano concrete.
I servizi di controllo sono stati ripetuti fino a quando non sono stati identificati cinque minorenni, che hanno un'età compresa tra i 16 e i 17 anni, è sono stati chiamati a rispondere dei loro comportamenti, che sono andati ben oltre il semplice scherzo tra studenti sempre possibile sia in classe come sul bus.
Per tutti loro è partita la comuncicazione alla Procura dei minorenni di Firenze. Ovviamente prima sono state informate le famiglie e gli stessi ragazzi sono stati invitati a rendersi conto degli atti di bullismo. Dopo l'intervento dei carabinieri due famiglie si sono decise anche a presentare una querela formale.
I controlli non si fermeranno proprio per evitare che i bulli rendano la vita insopportabile ad altri studenti.
Lo spaccone di turno potrebbe quindi trovarsi faccia a faccia con un militare in borghese senza neppure rendersene conto. Col rischio, però, di essere denunciato.
Ad essere prese di mira sono le "matricole", ragazzini che hanno cominciato a frequentare le scuole superiori lo scorso settembre. Cinque studenti minorenni residenti in vari centri del comprensorio del Cuoio, sono stati denunciati dai carabinieri per violenza private e molestie.
I racconti degli atti di bullismo - alcuni episodi sono stati raccontati anche dalle cronache locali - sono stati riferiti anche ai carabinieri di Santa Croce sull'Arno che, insieme ai colleghi della compagnia di San Miniato, hanno cercato di capire cosa c'era dietro le storie che i ragazzi, una volta tornati a casa, raccontavano in famiglia o ad altri studenti delle scuole superiori. Non è stata però una denuncia formale a far partire le indagini, quanto le notizie circolate sia a Santa Croce che nei centri vicini.
Così, dopo avere capito cosa succedeva sul bus, i carabinieri di propria iniziativa hanno organizzato alcuni servizi impiegando anche militari in borghese. Come normali passeggeri sono saliti sui bus di linea che collegano Fucecchio, Santa Croce a Pontedera. Una tratta su cui erano stati segnalati gli atti di bullismo nei confronti di quattordicenni che, un po' per paura un po' per imbarazzo, subivano le richieste dei ragazzi più grandi. Le umiliazioni non sono sfuggite ai militari che si sono subito resi conto - i ragazzi terribili non si facevano intimorire neppure dalla presenza degli autisti - che il problema c'era. Non erano chiacchiere di adolescenti. Le vessazioni erano concrete.
I servizi di controllo sono stati ripetuti fino a quando non sono stati identificati cinque minorenni, che hanno un'età compresa tra i 16 e i 17 anni, è sono stati chiamati a rispondere dei loro comportamenti, che sono andati ben oltre il semplice scherzo tra studenti sempre possibile sia in classe come sul bus.
Per tutti loro è partita la comuncicazione alla Procura dei minorenni di Firenze. Ovviamente prima sono state informate le famiglie e gli stessi ragazzi sono stati invitati a rendersi conto degli atti di bullismo. Dopo l'intervento dei carabinieri due famiglie si sono decise anche a presentare una querela formale.
I controlli non si fermeranno proprio per evitare che i bulli rendano la vita insopportabile ad altri studenti.
Lo spaccone di turno potrebbe quindi trovarsi faccia a faccia con un militare in borghese senza neppure rendersene conto. Col rischio, però, di essere denunciato.
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