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Al setaccio le ultime ore di Napoli

Al setaccio le ultime ore di Napoli

Supino con la faccia a terra, in un lago di sangue. Indossava jeans e scarpe da lavoro il muratore trovato morto, sulle colline di Peccioli, al margine di una piazzola, a due passi dal bosco ma ben visibile dalla strada, la provinciale delle Colline per Legoli.

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PECCIOLI. Supino con la faccia a terra, in un lago di sangue. Indossava jeans e scarpe da lavoro il muratore trovato morto, sulle colline di Peccioli, al margine di una piazzola, a due passi dal bosco ma ben visibile dalla strada, la provinciale delle Colline per Legoli. Una piazzola dove spesso cacciatori e cercatori di funghi parcheggiano le auto e che all'alba di ieri è stata teatro di un'esecuzione a colpi d'arma da fuoco che riporta a contesti molto lontani dalla nostra provincia.
I carabinieri stanno passando al setaccio la vita e le ultime ore di Giuseppe Napoli, 49 anni, originario di Enna e da circa cinque anni emigrato in Alta Valdera, ucciso come fosse un mafioso.

Tutto fa pensare - l'ultimo colpo è stato sparato a bruciapelo all'altezza della nuca - a un regolamento di conti. L'uomo aveva piccoli precedenti di polizia giudiziaria e ufficialmente lavorava nel settore dell'edilizia. Probabilmente, la vittima conosceva chi gli ha sparato e ha lottato per difendersi: sul corpo sono stati trovati graffi e lesioni che fanno pensare ad una colluttazione. Forse Napoli aveva un appuntamento con l'omicida a Capannoli, dove è stata poi ritrovata l'auto della vittima. Da lì è cominciato il viaggio verso la morte del muratore, il cui cadavere è stato scoperto poche ore dopo il delitto. Ma quale possa essere il movente, cosa si nasconda dietro l'esecuzione, ancora resta un giallo.

Nel pomeriggio di ieri i carabinieri hanno cercato di rintracciare i familiari dell'uomo, il quale però faceva una vita abbastanza riservata. Abitava da solo a Partino (anche se la sua residenza ufficiale risulta ancora ad Aidone, in provincia di Enna), piccola frazione di Palaia dove la vita scorre tranquilla. L'ultima volta che il paese è stato sconvolto da un delitto era il lontano 2003 quando Cristiano Gini, 28 anni, uccise per gelosia la moglie, Silvia Fiorentini, 33 anni.

I vicini di casa raccontano di aver visto, ma solo fino ad alcune settimane fa, una donna (forse una straniera dell'Europa dell'est) che frequentava il piccolo appartamento preso in affitto dalla vittima. Sono state sentite alcune persone che conoscevano la vittima - che in passato ha lavorato anche con alcuni albanesi - arrivando così sulle tracce di quattro siciliani che Napoli frequentava e con i quali condivideva interessi di lavoro. Napoli aveva tre fratelli, due dei quali sono morti in un incidente stradale mentre un terzo è morto intossicato dal monossido di carbonio. Al momento non ci sarebbe niente che collega l'omicidio avvenuto a Peccioli con la provenienza della vittima.

È stata perquisita la casa della vittima, in via del Santo 16, dove anche nel pomeriggio sono rimasti a lungo i carabinieri. Documenti utili sarebbero stati trovati anche sull'auto, un'Alfa Romeo 156, che l'uomo aveva parcheggiato lungo la Volterrana a Capannoli e che ieri mattina è stata ritrovata davanti al bar "Cristal 2".

L'altra sera l'uomo, che frequentava assiduamente Forcoli e il bar "Toto", sarebbe stato visto fare la spesa in un negozio di Forcoli. In passato l'uomo aveva frequentato anche Ghizzano di Peccioli, dove la notizia ha suscitato stupore e sconcerto, così come è successo a Partino.

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