La manifestazione
PONTEDERA
Bottino da 320mila euro
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Armando Mangini all’interno dei Magazzini svaligiati«Hanno rubato più di duecento capi, un danno per noi davvero enorme. Dopo un primo inventario abbiamo raggiunto oltre trecentoventimila euro».
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TERRICCIOLA. «Hanno rubato più di duecento capi, un danno per noi davvero enorme. Dopo un primo inventario abbiamo raggiunto oltre trecentoventimila euro». Armando Mangini, titolare dei Magazzini Mangini a La Rosa di Terricciola, ieri mattina, insieme ai carabinieri - che hanno effettuato un altro sopralluogo nel magazzino - racconta com'è avvenuto il furto ai danni della sua attività, una delle più conosciute in provincia, nel settore dell'abbigliamento, dei tendaggi e della biancheria per la casa. «Altre volte abbiamo subito tentativi di furto - racconta il commerciante - ma una cosa del genere non c'era mai successa. Siamo rimasti senza parole quando ci siamo resi conto che mancavano numerose pellicce, diciamo quasi tutti i capi che avevamo acquistato per questa stagione».
I ladri, entrati in azione nella notte tra martedì e mercoledì, avevano pensato davvero a tutto. Un furto studiato nei dettagli, tanto che sono riusciti a eludere i sistemi d'allarme di cui il magazzino dell'abbigliamento è ben dotato. Solo che i malviventi sono riusciti a trovare la porta giusta, da cui sono entrati, dopo avere rotto il vetro di una porta sul retro, in un settore della grande attività commerciale in cui sono esposti sia le pellicce che i capi di abbigliamento di note firme della moda. Un settore evidentemente non molto "coperto" dai sensori dell'impianto di allarme. Un furto su commissione, molto probabilmente. I carabinieri (che hanno acquisito le immagini della videosorveglianza interna) sono convinti che la razzia sia stata compiuta da stranieri che già sapevano dove piazzare la merce.
«Siamo assicurati ma non per l'intero ammontare del danno - spiega il commerciante -: è stato per noi un duro colpo». Le indagini relative al furto sono affidate ai carabinieri della compagnia di San Miniato. I militari hanno effettuato numerosi sopralluoghi. Hanno anche visto che i ladri si erano preparati la via di fuga, sempre sul retro dell'attività commerciale. Se fossero stati scoperti avrebbero cercato di allontanarsi in una zona in cui è facile fare perdere le proprie tracce.
I ladri, entrati in azione nella notte tra martedì e mercoledì, avevano pensato davvero a tutto. Un furto studiato nei dettagli, tanto che sono riusciti a eludere i sistemi d'allarme di cui il magazzino dell'abbigliamento è ben dotato. Solo che i malviventi sono riusciti a trovare la porta giusta, da cui sono entrati, dopo avere rotto il vetro di una porta sul retro, in un settore della grande attività commerciale in cui sono esposti sia le pellicce che i capi di abbigliamento di note firme della moda. Un settore evidentemente non molto "coperto" dai sensori dell'impianto di allarme. Un furto su commissione, molto probabilmente. I carabinieri (che hanno acquisito le immagini della videosorveglianza interna) sono convinti che la razzia sia stata compiuta da stranieri che già sapevano dove piazzare la merce.
«Siamo assicurati ma non per l'intero ammontare del danno - spiega il commerciante -: è stato per noi un duro colpo». Le indagini relative al furto sono affidate ai carabinieri della compagnia di San Miniato. I militari hanno effettuato numerosi sopralluoghi. Hanno anche visto che i ladri si erano preparati la via di fuga, sempre sul retro dell'attività commerciale. Se fossero stati scoperti avrebbero cercato di allontanarsi in una zona in cui è facile fare perdere le proprie tracce.
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