Il dolore
Pontedera
Aspetta da 7 anni un contributoi soldi non arrivano, non ci sono
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Disabili in attesa di ricevere i contributi da Regione e Ministero Sono sette le situazioni in sospesoDovevano servire a installare un supporto mobile per la moglie malata di sclerosi
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PONTEDERA. Ricordate il signor Bandoni? Lo scorso maggio (e successivamente a ottobre) il pensionato denunciava un'attesa di sette anni per 5.319 euro, soldi che la Regione avrebbe dovuto fornirgli come contributo all'installazione di un supporto mobile per la moglie affetta da sclerosi multipla.
Come altri sette, per un totale di 31.413,85 euro mancanti sul Comune di Pontedera. «Dove sono finiti questi soldi?» chiedeva il signor Bandoni. «Quanto devo aspettare?»
Al termine di un intrigo di leggi e decreti le risposte sono arrivate. Ed ecco svelato il mistero: quei soldi non ci sono mai stati, il Ministero deve ancora fornirli. E non sembra intenzionato a farlo.
«I contributi per l'eliminazione delle barriere archiettoniche sono iniziati il 9 gennaio 1989 con la legge 13» spiega Giovanni Pasqualetti, responsabile regionale del settore Reti di solidarietà. «Lo stato trasferiva alle Regioni i finanziamenti previsti nelle finanziarie, e le Regioni approvavano le graduatorie stilate dai Comuni». Quella fatidica è del 2003. «La A per i non deambulanti, la B per invalidi parziali». All'epoca la signora Bandoni rientrò nella seconda (oggi è non deambulante al 100%). Le graduatorie venivano formate in base alla data di presentazione della domanda: perché dopo sette anni i soldi non arrivano? «Lo stato risulta inadempiente da anni per il rifinanziamento delle legge 13. Alla fine del 2003 esisteva un notevole pregresso da soddisfare».
Dai piani alti un segnale arrivò nel'99: «Un finanziamento comunque insufficiente a coprire il fabbisogno complessivo. Ad oggi siamo riusciti a liquidare tutta la graduatoria A e parte della B, fino alla posizione 245».
Questo il risultato: un «limbo» (come lo definisce qualcuno dalla direzione delle Politiche di solidarietà) una zona grigia per la quale i contributi non sono arrivati, causa «una legge che impedisce alla Regione di liquidarli in modo autonomo».
La situazione è paradossale: i cittadini caduti nel «limbo» si vedono "scavalcare" da altri che hanno presentato la domanda dopo di loro. Questi ricevono i contributi. I primi, attendono invano.
«Abbiamo più volte sollecitato il Ministero - afferma Pasqualetti - numerose sono state le segnalazioni di difensori civici».
Ma a luglio il Ministero ha comunicato che i soldi non verranno inseriti nella finanziaria. Che fare? «L'unica soluzione - conclude il responsabile - sarebbe una una modifica della legge».
Filippo Bernardeschi
Come altri sette, per un totale di 31.413,85 euro mancanti sul Comune di Pontedera. «Dove sono finiti questi soldi?» chiedeva il signor Bandoni. «Quanto devo aspettare?»
Al termine di un intrigo di leggi e decreti le risposte sono arrivate. Ed ecco svelato il mistero: quei soldi non ci sono mai stati, il Ministero deve ancora fornirli. E non sembra intenzionato a farlo.
«I contributi per l'eliminazione delle barriere archiettoniche sono iniziati il 9 gennaio 1989 con la legge 13» spiega Giovanni Pasqualetti, responsabile regionale del settore Reti di solidarietà. «Lo stato trasferiva alle Regioni i finanziamenti previsti nelle finanziarie, e le Regioni approvavano le graduatorie stilate dai Comuni». Quella fatidica è del 2003. «La A per i non deambulanti, la B per invalidi parziali». All'epoca la signora Bandoni rientrò nella seconda (oggi è non deambulante al 100%). Le graduatorie venivano formate in base alla data di presentazione della domanda: perché dopo sette anni i soldi non arrivano? «Lo stato risulta inadempiente da anni per il rifinanziamento delle legge 13. Alla fine del 2003 esisteva un notevole pregresso da soddisfare».
Dai piani alti un segnale arrivò nel'99: «Un finanziamento comunque insufficiente a coprire il fabbisogno complessivo. Ad oggi siamo riusciti a liquidare tutta la graduatoria A e parte della B, fino alla posizione 245».
Questo il risultato: un «limbo» (come lo definisce qualcuno dalla direzione delle Politiche di solidarietà) una zona grigia per la quale i contributi non sono arrivati, causa «una legge che impedisce alla Regione di liquidarli in modo autonomo».
La situazione è paradossale: i cittadini caduti nel «limbo» si vedono "scavalcare" da altri che hanno presentato la domanda dopo di loro. Questi ricevono i contributi. I primi, attendono invano.
«Abbiamo più volte sollecitato il Ministero - afferma Pasqualetti - numerose sono state le segnalazioni di difensori civici».
Ma a luglio il Ministero ha comunicato che i soldi non verranno inseriti nella finanziaria. Che fare? «L'unica soluzione - conclude il responsabile - sarebbe una una modifica della legge».
Filippo Bernardeschi
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