Il Tirreno

Pontedera

PONTEDERA

Scuole lasciate senza il sapone

Andreas Quirici
Qui a fianco Luciana Rocchi preside del Liceo XXV Aprile che ospita lo scientifico e il classico e a destra studenti e insegnanti all’interno di una scuola della zona
◗
Qui a fianco Luciana Rocchi preside del Liceo XXV Aprile che ospita lo scientifico e il classico e a destra studenti e insegnanti all’interno di una scuola della zona

Le difficoltà Mancano i soldi, alcuni presidi hanno usato i contributi versati dalle famiglie. Altri aspettano

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. C'è chi fa da sé, chi aspetta i soldi per il funzionamento della scuola, chi invece si rivolge all'amministrazione provinciale e attende che l'intervento d'installazione dei dispenser con il sapone per lavarsi le mani per premunirsi contro l'influenza A venga effettuato.

«Ci dicono di far rispettare la circolare ministeriale con le 5 regole per prevenire la pandemia - dice Luciana Rocchi, preside del liceo XXV aprile, dove studiano un migliaio di ragazzi - ma poi nei bagni non c'è il sapone per lavarsi le mani. Così abbiamo fatto da soli». L'istituto ha chiesto una serie di preventivi a ditte specializzate nella fornitura di materiale per la scuola e ha scelto una quindicina di dispenser per relative sapone, ricaricabili, in modo da far rispettare la circolare. «Sì - riprende Rocchi - solo che non sappiamo come far asciugare le mani ai ragazzi. Ci siamo informati per l'acquisto degli asciugatori automatici, ma costano troppo e non possiamo. Speriamo solo che i ragazzi non rovinino i dispenser. Sto facendo una circolare proprio per dire di non distruggerli, perché non ne verranno comprati di nuovi».

La spesa è stata di 500 euro e in parte sono stati utilizzati i contributi delle famiglie (80 euro per i ragazzi delle classi quarte e quinte e 40 per gli altri). Al professionale Pacinotti, invece, si attendono i soldi per il funzionamento della scuola che, nonostante l'inizio dell'anno avvenuto già da varie settimane, non sono ancora arrivati. «Purtroppo è un fatto inequivocabile - dice la preside Lucia Orsini - e non possiamo farci nulla. Abbiamo appeso cartelli con su scritto la profilassi un po' ovunque e abbiamo anche ribadito alle famiglie, tramite una circolare, l'obbligatorietà di portare il certificato medico dopo i 5 giorni di assenza.

Abbiamo imposto restrizioni in questo ambito, perché spesso i ragazzi si dimenticavano del certificato o inventavano scuse per non portarlo. Ma senza il documento del medico non si viene accettati a scuola. Purtroppo, però, non abbiamo ancora i soldi per il sapone e questo è spiacevole, perché dovremmo dare agli studenti gli strumenti. Da una parte la scuola ha problemi economici, dall'altra i ragazzi non pensano alle conseguenze di loro atti vandalici e la situazione resta sempre uguale. Noi stiamo facendo economia, addirittura stiamo riducendo i caratteri delle circolari in modo da utilizzare meno fogli, ma così è davvero difficile».

Al linguistico Montale, invece, la preside Renella Bandinelli ha chiesto all'amministrazione provinciale di installare il nécessaire per la corretta igiene degli studenti. La risposta è stata affermativa, non resta che attendere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze