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Pontedera

PONTEDERA

Quegli "angeli" che aiutano chi soffre

Una volontaria Avo mentre aiuta una signora ricoverata in ospedale
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Una volontaria Avo mentre aiuta una signora ricoverata in ospedale

Quando Anna, signora ottantenne in trazione al reparto d'ortopedia del Lotti non riesce a mangiare da sola, quando Mamadoup, appena ricoverato dopo un incidente, non ha un pigiama, quando Carlo, ormai in corsia da un po' di tempo, ha bisogno di un sorriso e di una parola di conforto, spuntano in reparto i volontari dell'Avo.

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PONTEDERA. Quando Anna, signora ottantenne in trazione al reparto d'ortopedia del Lotti non riesce a mangiare da sola, quando Mamadoup, appena ricoverato dopo un incidente, non ha un pigiama, quando Carlo, ormai in corsia da un po' di tempo, ha bisogno di un sorriso e di una parola di conforto, spuntano in reparto i volontari dell'Avo.

Quando si arriva a vedere la sofferenza è difficile tornare indietro. Uno sguardo alla distanza che separa chi è in ospedale da chi è a casa, chi sta male da chi sta bene e il volontariato diventa una scelta di vita.
E' successo così per molte delle 50 persone che a Pontedera contribuiscono a rendere più umani i reparti di medicina e di ortopedia. Si dividono due turni giornalieri, dal lunedì al venerdì, grazie ad una convenzione rinnovata, da oltre vent'anni, con l'Asl.
Tengono la mano ai malati, ci parlano, li aiutano nei piccoli compiti quotidiani, sbrigano pratiche e portano loro materiali per l'igiene se non ce l'hanno.

E oggi festeggeranno la prima giornata nazionale Avo con stand davanti all'ospedale e in piazza Curtatone e con un convegno, dalle 9 alle 12.30 al Museo Piaggio, sul tema dell'esperienza del dono.

«Il nostro obiettivo - spiega il presidente dell'Avo, Pietro Paperini - è offrire un sostegno ai pazienti. In una struttura dove spesso i malati si sentono un numero, noi vogliamo portare un messaggio di solidarietà, offrire un servizio gratuito per alleviare, almeno un po', le loro sofferenze». Preziose intenzioni che col tempo hanno fatto grande Avo, presente con 240 sedi in tutta Italia e oltre 30mila volontari. «La manifestazione di sabato - commenta il sindaco Simone Millozzi - è un appuntamento fondamentale per farsi conoscere dalla gente, per attirare la loro attenzione e sperare in qualche nuova adesione. La qualità del nostro ospedale non si basa solo sulle infrastrutture ma anche sull'impegno costante, sull'entusiasmo e sulle forti motivazioni di questi volontari».

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