Attenzione
PONTEDERA
Ferita nel treno che cade a pezzi
Giacomo Pelfer
◗
Il pronto soccorso di Pontedera e, accanto, passeggeri sul trenoNessun rumore, è successo tutto all'improvviso Ho sentito un forte dolore alla testa, poi ho avuto vomito e vertigini
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BIENTINA. Quando i treni cadono a pezzi. Non più una metafora, ma la brutta disavventura capitata a una ragazza di Bientina. Seduta al suo posto, sul treno che ogni giorno la riporta a casa, si è sentita piombare sulla testa la plafoniera che copre il neon del vagone. Una brutta botta, che le ha procurato nausea, vomito e dolori alla testa e al collo. Una minaccia sulla testa dei pendolari, già costretti a fare i conti con ritardi e sporco.
Protagonista di questa esperienza tanto assurda quanto pericolosa è Chiara Degl'Innocenti, 23 anni, iscritta al corso di Ingegneria gestionale all'Università di Pisa.
Lo scorso giovedì, come ogni giorno della settimana, Chiara era salita sul treno delle 11,54 che arriva alla stazione di Pontedera alle 12,10.
A metà del tragitto, un pezzo della griglia di alluminio che copre il neon del vagone si è staccata da un lato ed è venuta giù, nell'indifferenza generale di altri giovani passeggeri.
«È caduta verticalmente - racconta la ragazza -, ho sentito proprio lo spigolo. Niente lasciava prevedere che quel pezzo stava per staccarsi: nessun rumore, nessuna vibrazione. È successo tutto all'improvviso».
Le conseguenze potevano essere ben più gravi. In quel momento, infatti, Chiara era protesa in avanti, col volto rivolto sul cellulare, e la plafoniera l'ha colpita dietro la nuca.
«È stata una fortuna - dice la giovane - Altrimenti la plafoniera mi sarebbe potuta arrivare sulla fronte o sugli occhi». Inizialmente, però, Chiara non si è preoccupata più di tanto: si è bagnata la testa in bagno ed è scesa alla stazione di Pontedera.
«Una volta a casa - racconta - ho iniziato a sentire un forte dolore alla testa e al collo, accompagnato da vomito e vertigini».
Al pronto soccorso la ragazza è stata sottoposta alla tac, che ha escluso lesioni interne, ma le è stato prescritto l'uso del collare per almeno dieci giorni.
A quel punto, Chiara e i suoi genitori, si sono rivolti agli uffici delle ferrovie per presentare denuncia: dalla stazione di Pontedera all'ufficio di polizia ferroviaria di Pisa, fino ad arrivare all'ufficio assistenza clienti di Trenitalia.
«La denuncia l'abbiamo fatta - dice Chiara -, ma mi hanno dato poche speranze, perché l'accaduto non è stato verbalizzato».
Secondo le Ferrovie, infatti, la ragazza avrebbe dovuto avvisare immediatamente il personale presente sul convoglio, mettendosi a cercare il controllore tra i vagoni, o addirittura tirando il freno dell'emergenza.
«In certi momenti non ti sembra il caso di creare allarmismo - dice la ragazza -, credevo che non ne valesse la pena».
All'ufficio assistenza hanno comunque consigliato d'inviare una lettera presso un ufficio legale che si occupa dei contrasti fra Trenitalia e la clientela. «Mi hanno però spiegato - conclude Chiara - che sono pieni di pratiche e che non riceverò risposta prima di due anni».
Protagonista di questa esperienza tanto assurda quanto pericolosa è Chiara Degl'Innocenti, 23 anni, iscritta al corso di Ingegneria gestionale all'Università di Pisa.
Lo scorso giovedì, come ogni giorno della settimana, Chiara era salita sul treno delle 11,54 che arriva alla stazione di Pontedera alle 12,10.
A metà del tragitto, un pezzo della griglia di alluminio che copre il neon del vagone si è staccata da un lato ed è venuta giù, nell'indifferenza generale di altri giovani passeggeri.
«È caduta verticalmente - racconta la ragazza -, ho sentito proprio lo spigolo. Niente lasciava prevedere che quel pezzo stava per staccarsi: nessun rumore, nessuna vibrazione. È successo tutto all'improvviso».
Le conseguenze potevano essere ben più gravi. In quel momento, infatti, Chiara era protesa in avanti, col volto rivolto sul cellulare, e la plafoniera l'ha colpita dietro la nuca.
«È stata una fortuna - dice la giovane - Altrimenti la plafoniera mi sarebbe potuta arrivare sulla fronte o sugli occhi». Inizialmente, però, Chiara non si è preoccupata più di tanto: si è bagnata la testa in bagno ed è scesa alla stazione di Pontedera.
«Una volta a casa - racconta - ho iniziato a sentire un forte dolore alla testa e al collo, accompagnato da vomito e vertigini».
Al pronto soccorso la ragazza è stata sottoposta alla tac, che ha escluso lesioni interne, ma le è stato prescritto l'uso del collare per almeno dieci giorni.
A quel punto, Chiara e i suoi genitori, si sono rivolti agli uffici delle ferrovie per presentare denuncia: dalla stazione di Pontedera all'ufficio di polizia ferroviaria di Pisa, fino ad arrivare all'ufficio assistenza clienti di Trenitalia.
«La denuncia l'abbiamo fatta - dice Chiara -, ma mi hanno dato poche speranze, perché l'accaduto non è stato verbalizzato».
Secondo le Ferrovie, infatti, la ragazza avrebbe dovuto avvisare immediatamente il personale presente sul convoglio, mettendosi a cercare il controllore tra i vagoni, o addirittura tirando il freno dell'emergenza.
«In certi momenti non ti sembra il caso di creare allarmismo - dice la ragazza -, credevo che non ne valesse la pena».
All'ufficio assistenza hanno comunque consigliato d'inviare una lettera presso un ufficio legale che si occupa dei contrasti fra Trenitalia e la clientela. «Mi hanno però spiegato - conclude Chiara - che sono pieni di pratiche e che non riceverò risposta prima di due anni».
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