Sicurezza
danza del ventre
Martina, l'odalisca di Ponsacco
Elena Iacoponi
L'inizio è stato solo per gioco, nel 2002 a Empoli con una mia amica È una predisposizione naturale che ho coltivato
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PONSACCO. Spirali, cerchi, movimenti serpentini, onde e vibrazioni mimano la danza dell'universo. Un rituale di fertilità e amore di cui è interprete e insegnante la ponsacchina Martina Filippi, classe'76, archeologa, che ha sposato la filosofia delle danze orientali dal 2002 fino a farne una professione.
«Ho iniziato per gioco con un'amica - racconta Martina - La mia predisposizione naturale verso questo tipo di danza mi ha aiutato. Mi reputo una ballerina mancata, non ho mai seguito corsi di danza classica e neppure di ginnastica. È dal 2002 che ho iniziato la danza del ventre, con un'insegnante di Empoli». È così che ha preso il via il percorso artistico di Martina Filippi, che aggiunge: «Ho continuato con l'insegnante romana Maria Strova, successivamente con Francesca Pedretti di Milano per il gruppo "Tribal Bellydance". Ho seguito uno stage di tecnica fusion di Salimpour Suhaila, sempre a Milano, con Olivia Mancino. Ho studiato, inoltre, con Samantha Hasthorpe e Sharon Kihara per la "tribal fusion" delle Ballydance». Per inseguire la sua passione, in Inghilterra, a Blackpool, l'odalisca ponsacchina ha partecipato a un'audizione per le Ballydance, il corpo di ballo americano della coreografa Jillina, seguito dall'ex-manager di Sting e dei Police, Miles Copland.
«Sono specializzata in "tribal fusion" e tengo anche stage in giro per l'Italia: Milano, Roma, Bolzano, Prato - prosegue Martina - Le mie allieve sono donne di tutte le età. Non occorre avere particolari caratteristiche fisiche per praticare la danza del ventre: è adatta a tutte le signore». La sua scuola di ballo è a Ponsacco, presso la palestra Futura.
«Solo in questi ultimi anni questa danza ha iniziato a prendere piede e per il futuro mi propongo di lavorare per sensibilizzare la gente comune sui benefici della sua pratica sotto la guida di insegnanti professioniste che, per ora, sono poche - spiega la danzatrice Martina - Questa disciplina pone particolare attenzione alla postura corretta e alla consapevolezza del peso corporeo sul posto e in movimento». «Inoltre, praticarla dà benefici fisici e psichici: rafforza l'autostima personale, la sicurezza in sé, ma è importante anche per la circolazione, scioglie la muscolatura e può essere di aiuto contro i dolori mestruali».
Ma c'è anche qualche controindicazione. «Sicuramente per praticare danza del ventre non bisogna avere particolari problemi alla colonna vertebrale, anche se in alcuni casi con qualche accorgimento, può essere fatta una eccezione - sottolinea - Questa danza libera dagli schemi mentali, il corpo che danza diventa come uno strumento musicale che suona e libera le note. Sicuramente toglie tante vergogne inutili e le mie allieve ne sono rimaste entusiaste, tanto che alcune hanno ripetuto il corso l'anno successivo».
Nel 2006 Martina è stata ospite della trasmissione di Teo Mammuccari "Cultura moderna" su Canale 5. «Molte soddisfazioni sono arrivate anche dal mio gruppo di allieve con le quali partecipo a vari spettacoli - aggiunge Martina - andiamo nei borghi, anche per spettacoli di strada non solo sul palco. Il 12 settembre ero a Montecatini Terme per la "Partita del cuore", tra i promotori la mia amica Eleonora Di Miele, e sabato 19 settembre alla Notte Bianca a Pontedera».
«Sto preparando anche nuovi spettacoli con Stefano Zingoni, un amico, specializzato in percussioni jambé - afferma l'odalisca di Ponsacco - Abbiamo instaurato un dialogo tra danza e percussioni che proporremo nelle manifestazioni a cui parteciperemo prossimamente con le mie allieve».
Smessi i panni da odalisca Martina indossa quelli da Indiana Jones. «E' vero sono anche archeologa - dice - Non è facile conciliare tutto ed amalgamarlo alla vita privata. Cerco di fare il possibile». E aggiunge: «Ho frequentato il liceo artistico a Lucca e sono laureata in lettere, con indirizzo in archeologia medievale, all'Università di Firenze, con una laurea dal titolo "Ceramica dipinta tarda di Empoli" con il professor Guido Vannini».
Martina lavora al museo di Orentano e collabora con quello di Fucecchio per la sezione didattica. «Terrò lezioni per il Cesvot per tecnici archeologici, grazie alla collaborazione dell'Associazione archeologica Medio-Valdarno di Empoli, di cui sono socia e membro del consiglio sottolinea - Ho partecipato anche allo scavo archeologico in località Le Melorie a Ponsacco, a Firenze agli Uffizi, a Castelfranco ed attivamente a Empoli, ai Magazzini del Sale e alla Rocca di Monterappoli».
«Ho iniziato per gioco con un'amica - racconta Martina - La mia predisposizione naturale verso questo tipo di danza mi ha aiutato. Mi reputo una ballerina mancata, non ho mai seguito corsi di danza classica e neppure di ginnastica. È dal 2002 che ho iniziato la danza del ventre, con un'insegnante di Empoli». È così che ha preso il via il percorso artistico di Martina Filippi, che aggiunge: «Ho continuato con l'insegnante romana Maria Strova, successivamente con Francesca Pedretti di Milano per il gruppo "Tribal Bellydance". Ho seguito uno stage di tecnica fusion di Salimpour Suhaila, sempre a Milano, con Olivia Mancino. Ho studiato, inoltre, con Samantha Hasthorpe e Sharon Kihara per la "tribal fusion" delle Ballydance». Per inseguire la sua passione, in Inghilterra, a Blackpool, l'odalisca ponsacchina ha partecipato a un'audizione per le Ballydance, il corpo di ballo americano della coreografa Jillina, seguito dall'ex-manager di Sting e dei Police, Miles Copland.
«Sono specializzata in "tribal fusion" e tengo anche stage in giro per l'Italia: Milano, Roma, Bolzano, Prato - prosegue Martina - Le mie allieve sono donne di tutte le età. Non occorre avere particolari caratteristiche fisiche per praticare la danza del ventre: è adatta a tutte le signore». La sua scuola di ballo è a Ponsacco, presso la palestra Futura.
«Solo in questi ultimi anni questa danza ha iniziato a prendere piede e per il futuro mi propongo di lavorare per sensibilizzare la gente comune sui benefici della sua pratica sotto la guida di insegnanti professioniste che, per ora, sono poche - spiega la danzatrice Martina - Questa disciplina pone particolare attenzione alla postura corretta e alla consapevolezza del peso corporeo sul posto e in movimento». «Inoltre, praticarla dà benefici fisici e psichici: rafforza l'autostima personale, la sicurezza in sé, ma è importante anche per la circolazione, scioglie la muscolatura e può essere di aiuto contro i dolori mestruali».
Ma c'è anche qualche controindicazione. «Sicuramente per praticare danza del ventre non bisogna avere particolari problemi alla colonna vertebrale, anche se in alcuni casi con qualche accorgimento, può essere fatta una eccezione - sottolinea - Questa danza libera dagli schemi mentali, il corpo che danza diventa come uno strumento musicale che suona e libera le note. Sicuramente toglie tante vergogne inutili e le mie allieve ne sono rimaste entusiaste, tanto che alcune hanno ripetuto il corso l'anno successivo».
Nel 2006 Martina è stata ospite della trasmissione di Teo Mammuccari "Cultura moderna" su Canale 5. «Molte soddisfazioni sono arrivate anche dal mio gruppo di allieve con le quali partecipo a vari spettacoli - aggiunge Martina - andiamo nei borghi, anche per spettacoli di strada non solo sul palco. Il 12 settembre ero a Montecatini Terme per la "Partita del cuore", tra i promotori la mia amica Eleonora Di Miele, e sabato 19 settembre alla Notte Bianca a Pontedera».
«Sto preparando anche nuovi spettacoli con Stefano Zingoni, un amico, specializzato in percussioni jambé - afferma l'odalisca di Ponsacco - Abbiamo instaurato un dialogo tra danza e percussioni che proporremo nelle manifestazioni a cui parteciperemo prossimamente con le mie allieve».
Smessi i panni da odalisca Martina indossa quelli da Indiana Jones. «E' vero sono anche archeologa - dice - Non è facile conciliare tutto ed amalgamarlo alla vita privata. Cerco di fare il possibile». E aggiunge: «Ho frequentato il liceo artistico a Lucca e sono laureata in lettere, con indirizzo in archeologia medievale, all'Università di Firenze, con una laurea dal titolo "Ceramica dipinta tarda di Empoli" con il professor Guido Vannini».
Martina lavora al museo di Orentano e collabora con quello di Fucecchio per la sezione didattica. «Terrò lezioni per il Cesvot per tecnici archeologici, grazie alla collaborazione dell'Associazione archeologica Medio-Valdarno di Empoli, di cui sono socia e membro del consiglio sottolinea - Ho partecipato anche allo scavo archeologico in località Le Melorie a Ponsacco, a Firenze agli Uffizi, a Castelfranco ed attivamente a Empoli, ai Magazzini del Sale e alla Rocca di Monterappoli».
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