Il Tirreno

Pontedera

Scuola

In piazza la rabbia degli studenti

Cristiano Marcacci
In piazza la rabbia degli studenti

Niente lezioni. È il momento della piazza. La protesta degli studenti, che covava da giorni, è scoppiata definitivamente e ha inondato le vie del centro. Ieri mattina, circa trecento ragazzi delle scuole superiori (classico, professionale, geometri, ragioneria, Iti, pedagogico, linguistico e scientifico) hanno manifestato contro i tagli conseguenti al decreto Gelmini

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Niente lezioni. È il momento della piazza. La protesta degli studenti, che covava da giorni, è scoppiata definitivamente e ha inondato le vie del centro. Ieri mattina, circa trecento ragazzi delle scuole superiori (classico, professionale, geometri, ragioneria, Iti, pedagogico, linguistico e scientifico) hanno manifestato contro i tagli conseguenti al decreto Gelmini, urlando a colpi di megafono numerosi slogan all'indirizzo della ministra e del governo Berlusconi. L'iniziativa si è svolta all'insegna della correttezza e della compostezza, ad eccezione di qualche attimo di tensione verificatosi al villaggio scolastico, dove per un gruppo di giovani un po' più agitati degli altri sono dovuti intervenire polizia e carabinieri.
«Siamo qui - ci spiega Alessandro, in terza al Pedagogico, leader della protesta - non perché vogliamo fare forca, bensì perché anche noi, soprattutto noi, teniamo alla scuola pubblica. Che invece viene sempre più penalizzata a vantaggio di quella privata. Se da un lato aumentano le tasse, dall'altro diminuiscono le ore di lezione, impoverendo in questo modo l'offerta generale. Prendiamo quanto succede nelle nostre scuole: l'anno prossimo molti di noi saranno costretti a rinunciare agli stage, basilari in particolare per gli istituti tecnici, e ad una parte delle ore di laboratorio».
Una parte dell'ira degli studenti è rivolta soprattutto ai dirigenti scolastici. Questi ultimi, secondo l'accusa, avrebbero paura delle occupazioni e farebbero di tutto per impedire momenti comuni di riflessione. «I nostri presidi - riprende Alessandro - sono decisamente contrari a questo tipo di iniziative e ci stanno negando la possibilità di organizzare delle assemblee nel giro di pochi giorni. Un esempio: se la richiediamo oggi, ce la concendono tra un mese. Così non è possibile. Vogliamo poterci confrontare. Ecco perché, da lunedì, la protesta continuerà».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze