Sicurezza
Le scuse
Donna multata sul bus, il Cpt chiede scusa
Paola Silvi
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Un pullman della Cpt«Sbagliare è umano. L'importante è rendersi conto dell'errore e, se possibile, porvi rimedio». Lo ammette Pasquale Zoppo, direttore del Cpt (Consorzio Pisano Trasporti), con umiltà e senza troppi giri di parole, ripercorrendo la vicenda di E.S. multata su uno dei suoi autobus
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PONTEDERA. «Sbagliare è umano. L'importante è rendersi conto dell'errore e, se possibile, porvi rimedio». Lo ammette Pasquale Zoppo, direttore del Cpt (Consorzio Pisano Trasporti), con umiltà e senza troppi giri di parole, ripercorrendo la vicenda di E.S. multata su uno dei suoi autobus nel tratto che da Bientina porta a Pontedera. La donna di 38 anni, affetta da una malattia fortemente invalidante sia nella psiche che nel fisico, si è dimenticata di obliterare il biglietto che però aveva acquistato e teneva con sé. Il controllore presente sul mezzo, appena scoperta la mancanza, ha applicato severamente le regole con eccessiva fermezza e zelante rigore, decidendo di non sorvolare su quella passeggera sì inadempiente, ma non per sua volontà. E. S. è stata multata di 41,50 euro, per altro subito pagate. «Ho già telefonato al padre della ragazza - dichiara Zoppo - e mi sono scusato, assicurando la famiglia che il Cpt rimborserà le 41,50 euro». Ormai non si può far altro, se non rimanere sconcertati davanti all'evidenza. «La nostra filosofia è proprio quella dell'accoglienza. I nostri bus sono aperti a tutti, specialmente a quei viaggiatori più deboli che, non avendo la patente, sono clienti abituali». Zoppo è dispiaciuto. A volte basta una distrazione per mandare in fumo anni di attenzione e sensibilità. «Per tradizione - continua il direttore - il Cpt non ha mai fatto sanzioni ai disabili. E' il primo caso che vedo in 25 anni di carriera all'interno dell'azienda. Certo, può succedere che si multi l'accompagnatore ma abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo per questi utenti che spesso conosciamo per nome. Gli autisti costruiscono con loro, giorno dopo giorno, un rapporto personale. Le multe dunque hanno poco senso». Qual è allora il senso della multa? «La sanzione dovrebbe avere prima di tutto una funzione educativa. Il pugno di ferro va tenuto contro gli evasori abitudinari, i furbetti, i mal intenzionati, recidivi ad acquistare il ticket. Per quanto riguarda la signora, non c'è alcun dubbio sull'assurdità dell'azione di controllo». Zoppo non è ancora riuscito a parlare con il verificatore di turno. Può solo abbozzare spiegazioni, tentare ipotesi plausibili. «Ascoltando il racconto del babbo, ho escluso a priori che il controllore non si sia accorto della malattia della donna. Non rimane che pensare a una distrazione». Grossolana ma pur sempre distrazione. «Anche perchè chi sale sull'autobus come controllore deve avere alle spalle almeno una quindicina d'anni di carriera. Questa mansione scatta dopo aver raggiunto un certo livello professionale. I controllori non sono pivellini, appena arrivati. Conoscono bene l'atmosfera dei bus». E infine le rassicurazioni alla famiglia. «Ho garantito al padre - conclude l'ingegnere - che sua figlia sarà sempre la benvenuta sui nostri pullman. Non era una faccia nota, ma non è una giustificazione. Da ora in avanti non ci faremo più cogliere impreparati. Come abbiamo aumentato le verifiche per contrastare gli episodi spiacevoli, a volte anche ai limiti del bullismo, così non mancheremo di predicare ai nostri dipendenti maggiore sensibilità».
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