Il Tirreno

Pontedera

Incoraggianti segnali per gli imprenditori

Si smuove il mercato conciarioe i cinesi vogliono le nostre pelli

Due momenti di Lineapelle in corso di svolgimento alla fiera di Bologna
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Due momenti di Lineapelle in corso di svolgimento alla fiera di Bologna

Le incoraggianti previsioni della vigilia si stanno verificando nel concreto in questi giorni durante la fiera Lineapelle a Bologna, dove si presenta la stagione autunno-inverno 2010/2011. Il mercato delle concerie sta tornando a muoversi su una strada di maggior concretezza e praticità

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BOLOGNA. Le incoraggianti previsioni della vigilia si stanno verificando nel concreto in questi giorni durante la fiera Lineapelle a Bologna, dove si presenta la stagione autunno-inverno 2010/2011. Il mercato delle concerie sta tornando a muoversi su una strada di maggior concretezza e praticità.
Si cerca il classico che superi la stagionalità e pelli trasversali in grado di tornare utili sia per la calzatura che per la pelletteria, passando per le cinture. Sembrano tornati gli statunitensi, che negli ultimi mesi erano mancati, ma notizie molto buone arrivano dalla Cina, le cui imprese cercano la pelle toscana per impreziosire i loro articoli.
Classico, con l'obiettivo di essere venduto al dettaglio. Banditi i voli pindarici e la troppa fantasia, dopo molte stagioni in cui è stata la vernice a farla da padrone. Negli stand si vedono pellami scuri in varie tonalità e marroni dalle numerose sfumature. Pelli morbide e di altissima qualità, «perché il mercato chiede oggetti che durino a lungo, anche se la ricerca del prezzo migliore è ancora una delle prerogative fondamentali di questo periodo», come detto da esponenti della conceria Stella di Fucecchio. In alcuni casi, però, è la stessa conceria a proporre uno stesso articolo su supporti differenti, in modo da proporre alle case produttrici l'opportunità di realizzare coordinati fra borse, scarpe e cinture. «Lavoriamo così da anni - spiegano dalla conceria Dingo di Castelfranco di Sotto - ma in questo momento riteniamo che sviluppare lo stesso tipo di articolo per più oggetti possa offrire ampi varchi per la collocazione dei prodotti sul mercato». Anche dalla conceria Ambassador di Santa Croce sull'Arno dicono che «una pelle in questa fase deve avere più collocazioni, perché in questa maniera si riesce a ottenere maggiore interesse da parte della clientela».
Visitatori in un numero non eccezionale, a quanto sembra, ma con un'attenzione e un interesse per concludere affari molto importanti. «C'è stata meno dispersione di idee - spiegano dalla Cormorano di Santa Croce sull'Arno - e questo è senza dubbio un bene, perché si va nella direzione della concretezza e della ripresa di trattative che erano ferme da troppo tempo. E' vero, il classico sta avendo un ottimo riscontro, con una particolarità della richiesta di estrema morbidezza anche per materiali che solitamente venivano cercati più duri e rigidi».
La conferma di molti clienti storici è giunta anche dalla Incas di Castelfranco di sotto: «Sono venuti i nostri riferimenti tra i compratori e questo è fondamentale per guardare ai prossimi mesi con fiducia. Da segnalare il prezzo della pelle grezza in aumento, a causa dei grossi quantitativi acquistati dai cinesi».
Ma tra la clientela sembra tornata anche l'ondata americana e cinese. «Sì - dicono dalla Dolmen di Santa Croce sull'Arno che sta brevettando un sistema di concia per la vernice -, dagli Stati Uniti si sono visti molti operatori di mercato e con una voglia di comprare molto incoraggiante. C'è voglia di sperimentare anche con pelli particolari, ma in generale abbiamo notato anche molti clienti cinesi intenzionati a comprare le nostre pelli e a pagarle ai nostri prezzi. Un fatto questo molto insolito».
Conferma di ciò anche dal Consorzio D&Co di Santa Croce sull'Arno e la spiegazione la fornisce la conceria santacrocese Fratelli Rosati: «Prima di Lineapelle abbiamo ricevuto la visita di un'azienda cinese che produce calzature. I suoi esponenti erano alla ricerca di pelle di pregio da inserire nelle loro proposte. La cosa ci ha stupito, ma la spiegazione è stata che i loro margini di guadagno si stanno erodendo e, per cercare di proporre qualcosa di nuovo, hanno intenzione di aumentare la qualità dei loro prodotti utilizzando la nostra pelle».

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di Redazione web