Il Tirreno

Pontedera

Il personaggio

Cecilia, la donna che nacque 2 volte

Andrea Lanini
Un momento del giuramento di Cecilia Onyenezide davanti al sindaco
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Un momento del giuramento di Cecilia Onyenezide davanti al sindaco

Al giuramento in Comune davanti al sindaco Millozzi c'era anche la maggiore delle 4 figlie. «Aspettavo da tempo questo evento»

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PONTEDERA. Allegra, agitata, emozionatissima. «State tranquilli, al momento buono mi calmo». Risponde al cellulare, si mette in posa per le foto («Ecco, fatemene una qui, accanto alla porta, in modo da prendere bene tutta questa bella sala»). Saluta gli amici che sono venuti a trovarla in questo giorno importante. Abbracci, strette di mano, sorrisi.
Brava Cecilia, brava, le dicono tutti, questa è la tua festa. Lei ringrazia, chiede a Fiorella, la figlia più grande, di scattare un'altra foto. «Oggi», dice con gli occhi umidi, «è come se rinascessi una seconda volta».
Mercoledì 14 ottobre: una giornata che inizia presto, a casa Onyenezide. C'è da fare un sacco di cose. La più urgente: preparare un discorso. «Ci ho pensato un bel po', ho provato anche a buttare giù qualche appunto, tanto per non dimenticarmi le cose assolutamente da dire, ma poi erano troppe. Troppi i nomi, troppi i fatti, 23 anni sono lunghi, come fai a raccontarli in un attimo?».
Niente appunti, si è detta, meglio improvvisare. «Dirò quel che mi viene lì per lì».
L'appuntamento col sindaco Millozzi per la cerimonia di acquisizione della cittadinanza italiana è per le 9, ma Cecilia Onyenezide arriva con parecchi minuti di anticipo.
La sala consiliare del Comune di Pontedera ha già le luci accese, le carte da firmare sono lì, sistemate sul tavolo.
Cecilia, elegantissima nel suo tailleur scuro, le guarda soddisfatta. «Questa mattinata non me la scordo più», dice.
«Anzi voglio raccontarla a chi non è potuto venire. Alle persone care che sono dall'altra parte del mondo». Certo, le foto sono anche per loro: i parenti e gli amici rimasti a Mbano, Nigeria, il paese in cui è nata nel 1960. «È dal 1986 che aspetto questo momento. Ma sì, certo, è da tanto che mi sento italiana e pontederese. Però ora è tutto ufficiale, un bel documento con una bella firma sopra».
Le quattro figlie di Cecilia sono tutte nate a Pontedera. Fiorella, 22 anni, fa l'università, Chimica farmaceutica. Vittoria, 20, frequenta un college a Londra. Liliana, 18, fa l'ultimo anno del liceo linguistico e Lucia, 14, è al primo di ragioneria. Una storia di integrazione felice, quella di casa Onyenezide. Cecilia è vicepresidente del Consiglio comunale degli stranieri di Pontedera e madre di quattro studentesse modello. Ma la burocrazia non fa sconti, anche loro devono aspettare. «Qui non è come in Inghilterra», spiega Fiorella, «Se nasci a Londra sei inglese, e per chi arriva da fuori per la cittadinanza ci vuole meno. Io, per essere italiana a tutti gli effetti, ho dovuto aspettare i 18 anni. Lucia, che è minorenne, ha ancora il permesso di soggiorno».
Ci siamo. Il sindaco di Pontedera legge la formula di rito; Cecilia Onyenezide pronuncia la sua promessa solenne: «Giuro di essere fedele alla Repubblica...». Alla fine è Fiorella a commuoversi. Un lungo abbraccio, una foto con «nonna Polina», la mamma di Cecilia. È una bella festa. Quando anche Lucia potrà sentirsi del tutto italiana, lo sarà ancora di più.

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