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Pontedera

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Quello scempio di scritteche costa ogni meseoltre mille euro di pulizie

Emilio Chiorazzo
Messaggi d’amore, disegni e vignette: così sono deturpate le panchine d’autore
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Messaggi d’amore, disegni e vignette: così sono deturpate le panchine d’autore

Se vogliamo, possiamo definirlo degrado. O sporcizia. O, in qualsiasi altro modo. Ma è sempre un atto di inciviltà, consumato nei confronti di opere d'arte. Un atto che una duplice valenza: offende la sensibilità dei cittadini e, soprattutto, pesa sulle tasche degli stessi

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PONTEDERA. Se vogliamo, possiamo definirlo degrado. O sporcizia. O, in qualsiasi altro modo. Ma è sempre un atto di inciviltà, consumato nei confronti di opere d'arte. Un atto che una duplice valenza: offende la sensibilità dei cittadini e, soprattutto, pesa sulle tasche degli stessi. Già, perché l'amministrazione comunale spende fior di soldi, per ripulire monumenti, muri e altre cose pubbliche che, sistematicamente, finiscono nel mirino di "grafomani" senza senso civico.
Per capire com'è la situazione, basta fare due passi nella centrale piazza Garibaldi.
O, piazza delle panchine, come la conoscono tutti - e forse, meglio - a Pontedera. Non c'è che l'imbarazzo della scelta, se ci si vuole indignare: disegni, scritte offensive, messaggini d'amore e parolacce, sono scritte ovunque. Ricoprono le panchine, i cestini della piazza, i cartelloni segnaletici.
Non risparmiano un lembo del marmo con il quale, il fior fiore degli scultori italiani ha realizzato quelle sedute che ci invidiano in tanti. E che, in tanti, vengono da ogni angolo, per vederle. Anche perché a due passi c'è il muro di Baj - il più grande mosaico a cielo aperto esistente nel nostro paese, e le panchine del Mosti, altri oggetti di richiamo.
Si comincia addirittura dai cartelli che spiegano le opere e ne indicano gli autori. Sono, ormai illeggibili. Quindi, inservibili. E poi le panchine: sembra che ci siano accaniti e divertiti, per riempirne ogni angolo con le scritte a pennarello d'ogni colore.
Peccato che, alla fine, tutto questo, abbia anche un costo.
Da palazzo Stefanelli spiegano che ogni mese, per le pulizie di quanti danneggiano le cose pubbliche, vengono spesi più di mille euro. Alla fine dell'anno, dalle casse comunali, escono oltre quindicimila euro, per rimettere a nuovo i danni fatti da questi grafomani. Soldi che potrebbero essere utilizzati per altre cose. Magari, anche più importanti.

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