Sicurezza
Evarosi del canone Rai
Canone Rai, è caccia agli evasori
Ci sono Comuni che vantano abitanti virtuosi, altri meno. Località dove in ogni abitazione risulta esserci un televisore, per il quale si paga regolarmente il canone Rai, altre nelle quali, invece, questo avviene assai meno. Ma, tutto sommato, la situazione in provincia di Pisa non sembra allarmante
3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Ci sono Comuni che vantano abitanti virtuosi, altri meno. Località dove in ogni abitazione risulta esserci un televisore, per il quale si paga regolarmente il canone Rai, altre nelle quali, invece, questo avviene assai meno. Ma, tutto sommato, la situazione in provincia di Pisa non sembra allarmante. Anche se i controlli, da parte delle Agenzie delle Entrate ci sono, costantemente. E, alla verifica di una possibile evasione, scatta la sanzione.
In questo periodo, in cui la questione del canone sta diventando anche un argomento di discussione politica, i riflettori tornano ad accendersi sull'argomento.
I dati ufficiali. In assoluto, il posto che vanta la palma di migliore, sul fronte dell'onesta dei propri abitanti è Volterra: con i suoi undicimila abitanti e poco più di 4700 famiglie, vanta 4021 tv di uso privato e una percentuale di canone pagato che supera il 94 per cento. Vale a dire che solo 6 abitanti ogni cento hanno in casa un televisore e non pagano canone Rai.
L'esatto contrario di ciò che avviene a Monteverdi Marittimo, dove si registra la percentuale più bassa canoni pagati: sotto il 60 per cento. Per la precisione 59,32 per cento, cioè su dieci abitanti, quasi la metà, non paga il canone Rai. C'è una spiegazione, forse: il paese è seconde case, di abitazioni che sono utilizzate per le vacanze, che rimangono anche a lungo chiuse. Tanto che a far registrare le percentuali più alte di evasione, troviamo anche Castellina Marittima (il 68,43 paga il canone), Guardistallo (67,18), Montescudaio (65,35%).
E il resto della provincia? La media s'assesta intorno all'ottanta per cento, cioè solo due su dieci evadono il pagamento. A Pontedera, ad esempio, la percentuale supera gli 88,5%; lo stesso avviene a San miniato (la situazione è identica) e a Cascina e san Miniato.
I controlli. Ci sono di continuo. A ondate. E anche a più livelli: dall'ispettore che passa per le case e che chiede di effettuare fisicamente il controllo, alle lettere che la Rai, tramite l'Agenzia delle Entrate invia a coloro che risultano possessori di un televisore ma che non sono nella lista di chi ha pagato il canone. Nella lettera si richiede il pagamento del canone, la soprattassa, le altre tasse maturate nel frattempo.
Poi c'è una seconda fase: scattano i controlli da parte degli agenti della Guardia di Finanza. Anche le Fiamme gialle spediscono una lettera a chi, refrattario, non ha regolarizzato o chiarito quanto gli viene richiesto dall'Agenzia delle entrate. I morosi vengono convocati per spiegare i motivi del mancato pagamento. E dopo questo, se permane l'evasione, si passa al recupero degli importi dovuti.
In questo momento sono in corso le verifiche e le richieste per il 2009. Ma tra poche settimane partirà la campagna di abbonamento per l'anno prossimo. Forse è anche per questo motivo che s'è accesa la discussione - tutta politica - sul pagamento. C'è chi, di tanto in tanto, invita al boicottaggio, all'evasione. Una scelta - dicono negli uffici della Guardia di Finanza - che può essere costosa. In termini finanziari, il recupero, può arrivare fino a sei volte il pagamento dell'importo ordinario. Ma potrebbe sfociare anche in una denuncia penale.
La situazione della nostra zona, rispetto a quella di altre parti d'Italia, non viene ritenuta problematica. Il responsabile regionale dell'ufficio abbonamenti della Rai lo ha spiegato più volte: Pisa e la sua provincia non destano problemi. Questo anche grazie al fatto che dal 2003 a oggi, sono cambiate le modalità delle verifiche e del recupero: la battaglia agli evasori, che fino a ad allora era bonaria è diventata più dura grazie al fatto che ha potuto contare sulla collaborazione dei militari della Guardia di Finanza.
In questo periodo, in cui la questione del canone sta diventando anche un argomento di discussione politica, i riflettori tornano ad accendersi sull'argomento.
I dati ufficiali. In assoluto, il posto che vanta la palma di migliore, sul fronte dell'onesta dei propri abitanti è Volterra: con i suoi undicimila abitanti e poco più di 4700 famiglie, vanta 4021 tv di uso privato e una percentuale di canone pagato che supera il 94 per cento. Vale a dire che solo 6 abitanti ogni cento hanno in casa un televisore e non pagano canone Rai.
L'esatto contrario di ciò che avviene a Monteverdi Marittimo, dove si registra la percentuale più bassa canoni pagati: sotto il 60 per cento. Per la precisione 59,32 per cento, cioè su dieci abitanti, quasi la metà, non paga il canone Rai. C'è una spiegazione, forse: il paese è seconde case, di abitazioni che sono utilizzate per le vacanze, che rimangono anche a lungo chiuse. Tanto che a far registrare le percentuali più alte di evasione, troviamo anche Castellina Marittima (il 68,43 paga il canone), Guardistallo (67,18), Montescudaio (65,35%).
E il resto della provincia? La media s'assesta intorno all'ottanta per cento, cioè solo due su dieci evadono il pagamento. A Pontedera, ad esempio, la percentuale supera gli 88,5%; lo stesso avviene a San miniato (la situazione è identica) e a Cascina e san Miniato.
I controlli. Ci sono di continuo. A ondate. E anche a più livelli: dall'ispettore che passa per le case e che chiede di effettuare fisicamente il controllo, alle lettere che la Rai, tramite l'Agenzia delle Entrate invia a coloro che risultano possessori di un televisore ma che non sono nella lista di chi ha pagato il canone. Nella lettera si richiede il pagamento del canone, la soprattassa, le altre tasse maturate nel frattempo.
Poi c'è una seconda fase: scattano i controlli da parte degli agenti della Guardia di Finanza. Anche le Fiamme gialle spediscono una lettera a chi, refrattario, non ha regolarizzato o chiarito quanto gli viene richiesto dall'Agenzia delle entrate. I morosi vengono convocati per spiegare i motivi del mancato pagamento. E dopo questo, se permane l'evasione, si passa al recupero degli importi dovuti.
In questo momento sono in corso le verifiche e le richieste per il 2009. Ma tra poche settimane partirà la campagna di abbonamento per l'anno prossimo. Forse è anche per questo motivo che s'è accesa la discussione - tutta politica - sul pagamento. C'è chi, di tanto in tanto, invita al boicottaggio, all'evasione. Una scelta - dicono negli uffici della Guardia di Finanza - che può essere costosa. In termini finanziari, il recupero, può arrivare fino a sei volte il pagamento dell'importo ordinario. Ma potrebbe sfociare anche in una denuncia penale.
La situazione della nostra zona, rispetto a quella di altre parti d'Italia, non viene ritenuta problematica. Il responsabile regionale dell'ufficio abbonamenti della Rai lo ha spiegato più volte: Pisa e la sua provincia non destano problemi. Questo anche grazie al fatto che dal 2003 a oggi, sono cambiate le modalità delle verifiche e del recupero: la battaglia agli evasori, che fino a ad allora era bonaria è diventata più dura grazie al fatto che ha potuto contare sulla collaborazione dei militari della Guardia di Finanza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
