Sicurezza
Ciak si gira
Ciak al Villaggio Piaggio per "La marea silenziosa"del debuttante Cavallini
Andrea Lanini
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Gianni Giannini (accanto oggi e tanti anni fa) fra i protagonisti del film “La marea silenziosa” del regista Tommaso Cavallini (sotto)Il grande Gianni Giannini è sempre lui. Buon sangue toscano non mente mai, neanche in mezzo al trambusto del primo ciak. «No, no, mica disturbate, figurarsi, nessun problema, tanto siamo in pausa. Io poi, in menopausa!». Seduto su una sedia di plastica bianca, guarda il tutore ortopedico che gli pende dal collo. Ride. «Sai, io sono il nonnetto...».
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PONTEDERA. Il grande Gianni Giannini è sempre lui. Buon sangue toscano non mente mai, neanche in mezzo al trambusto del primo ciak. «No, no, mica disturbate, figurarsi, nessun problema, tanto siamo in pausa. Io poi, in menopausa!». Seduto su una sedia di plastica bianca, guarda il tutore ortopedico che gli pende dal collo. Ride. «Sai, io sono il nonnetto...».
Lunedì pomeriggio, Villaggio Piaggio. Finalmente si parte. "La marea silenziosa", il lungometraggio che segna il debutto alla regia del pontederese Tommaso Cavallini, inizia il suo cammino. Ti aspetteresti chissà quale bailamme, chissà quale confusione da set in rodaggio, invece qui sono tutti tranquilli. Lo si capisce dallo sguardo sorridente di nonno Gianni. Che, a un certo punto, ha un'idea: «Madonna bòna, senti qua che mi viene in mente! Se volete fa' una foto ganza, bisogna andare dentro». Entriamo nel piccolo appartamento in cui i tecnici preparano la seconda scena.
Luci soffuse, tipico arredamento anni Sessanta. Alla parete c'è un'immagine d'epoca della protagonista femminile del film: la Vespa. «Ecco, questa sarebbe casa mia!». Il Giannini si destreggia tra apparecchiature e assistenti, allunga una mano e afferra una foto in bianco e nero «Guarda qua, la mi' faccia di venticinqu'anni fa, quando facevo "Amici miei"... vai, scatta ora!».
Ride, il grande Gianni. È contento. Buon segno. Significa che tutto va come deve andare.
Anche Tommaso è contento. Guarda in giro, parlotta con questo e con quello. «Per ora tutto bene!», dice col tono di chi sta per fare un gesto scaramantico. Un altro grande toscano, Athos Davini, "deus ex machina" della Brigata dei dottori, ha appena lasciato il set. Il protagonista maschile è Alessandro Minoli, che nel film sarebbe il nipote di Gianni. «Il nonno aveva bisogno di me, e così ho lasciato l'America e mi sono precipitato qua, a Pontedera, per stargli vicino», racconta tra un sorso d'acqua e l'altro, «Giusto un attimo fa abbiamo girato il nostro incontro...». E il bello è che anche Alessandro, una carriera di attore, sceneggiatore e autore di programmi per la tv ben avviata a New York, è appena arrivato dall'America, proprio come il suo personaggio. «Buffo, no? Realtà e fiction che si intrecciano...». Già, una curiosa casualità, una specie di segno. Chissà che non porti fortuna.
Lunedì pomeriggio, Villaggio Piaggio. Finalmente si parte. "La marea silenziosa", il lungometraggio che segna il debutto alla regia del pontederese Tommaso Cavallini, inizia il suo cammino. Ti aspetteresti chissà quale bailamme, chissà quale confusione da set in rodaggio, invece qui sono tutti tranquilli. Lo si capisce dallo sguardo sorridente di nonno Gianni. Che, a un certo punto, ha un'idea: «Madonna bòna, senti qua che mi viene in mente! Se volete fa' una foto ganza, bisogna andare dentro». Entriamo nel piccolo appartamento in cui i tecnici preparano la seconda scena.
Luci soffuse, tipico arredamento anni Sessanta. Alla parete c'è un'immagine d'epoca della protagonista femminile del film: la Vespa. «Ecco, questa sarebbe casa mia!». Il Giannini si destreggia tra apparecchiature e assistenti, allunga una mano e afferra una foto in bianco e nero «Guarda qua, la mi' faccia di venticinqu'anni fa, quando facevo "Amici miei"... vai, scatta ora!».
Ride, il grande Gianni. È contento. Buon segno. Significa che tutto va come deve andare.
Anche Tommaso è contento. Guarda in giro, parlotta con questo e con quello. «Per ora tutto bene!», dice col tono di chi sta per fare un gesto scaramantico. Un altro grande toscano, Athos Davini, "deus ex machina" della Brigata dei dottori, ha appena lasciato il set. Il protagonista maschile è Alessandro Minoli, che nel film sarebbe il nipote di Gianni. «Il nonno aveva bisogno di me, e così ho lasciato l'America e mi sono precipitato qua, a Pontedera, per stargli vicino», racconta tra un sorso d'acqua e l'altro, «Giusto un attimo fa abbiamo girato il nostro incontro...». E il bello è che anche Alessandro, una carriera di attore, sceneggiatore e autore di programmi per la tv ben avviata a New York, è appena arrivato dall'America, proprio come il suo personaggio. «Buffo, no? Realtà e fiction che si intrecciano...». Già, una curiosa casualità, una specie di segno. Chissà che non porti fortuna.
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