Il Tirreno

Pontedera

Inizio delle riprese

Il Villaggio si trasforma in Cinecittà

Il Villaggio si trasforma in Cinecittà

Tra gli attori molti i debuttanti al fianco di Gianni Giannini. Il film misterioso del regista misterioso si avvicina a gran passi (le riprese al Villaggio Piaggio dureranno da domani al 31 ottobre), e finalmente tutti i misteri scivoleranno via, come succede a certe belle inquadrature che sfumano nelle dissolvenze in chiaro

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PONTEDERA. Il film misterioso del regista misterioso si avvicina a gran passi (le riprese al Villaggio Piaggio dureranno da domani al 31 ottobre), e finalmente tutti i misteri scivoleranno via, come succede a certe belle inquadrature che sfumano nelle dissolvenze in chiaro. Flying Dutchman Produzioni srl, Comune di Pontedera e Piaggio stanno lavorando a una presentazione che risponderà a tutti i quesiti.
Si sussurra un possibile titolo, "La marea silenziosa", ma chissà. È incentrata su quel gran capolavoro a due ruote che è la Vespa, non c'è da stupirsi che le riprese partano proprio dalla zona della città che all'epoca del boom divenne residenza di quelle abili mani che il velocipede Piaggio lo montavano pezzo per pezzo, dall'inizo alla fine. Una zona quieta, amabilmente caratterizzata da architetture dalle geometrie omogenee e funzionali, da strutture abitative la cui lineare regolarità ispira da sempre calma, ordine, calcolata compostezza, scampoli di pacifica routine. Ma ora attenzione, cambia tutto. Arriveranno camion pieni di roba, si monteranno pannelli e scenografie, si piazzeranno luci, si sposteranno e parcheggeranno oggetti grandi e piccoli; e fare un po' di rumore, un po' di chiasso, sarà di certo inevitabile.
Spiegano dalla produzione, «l'amministrazione comunale ha già diramato un comunicato in cui chiede agli abitanti del Villaggio di portare un po' di pazienza. Siamo sicuri che tutto andrà bene, e che i pontederesi seguiranno le riprese con curiosità e simpatia».
Ma sì, certo, ci mancherebbe. Diciamoci la verità: mica capita tutti i giorni di vedersi girare un film sotto casa (meno male, dirà qualcuno). E va bene, tutti i giorni dell'anno sarebbe un po' pesante, ma per un paio di settimane una volta e poi magari più si può chiudere un occhio.
Cosa sarà mai trovare il proprio posto auto occupato da un faro o da uno sfondo colorato, a confronto della soddisfazione di vedere la propria casa, i propri luoghi (magicamente riportati nel passato, alla bellezza mitica di anni da favola) sul grande schermo di un cinema? Intanto, il nostro regista è lì che arrota i pensieri. Pianifica, elabora, studia. Lo raccontano indaffarato ma non preoccupato. «Sta reagendo bene - dice la fidanzata - mettersi di fronte per la prima volta a un impegno del genere non è certo uno scherzo. Sì, lui ha già fatto qualcosa nel mondo del cinema, ma questo è uno di quei banchi di prova che rappresentano una svolta. A volte ci pensavo, mi chiedevo: come reagirà? Ora sono più tranquilla, lo vedo combattivo e determinato: ha imparato a tirare fuori le unghie».

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