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Via a nuove verifiche tecnichesull'ex discarica di ChianniCongelata qualsiasi decisione

Emanuele Turini
Una veduta dell’ex discarica di Chianni
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Una veduta dell’ex discarica di Chianni

Fa discutere l'iter ipotizzato per la bonifica del sito

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CHIANNI. Torna a far parlare di sé la discarica di Chianni, dopo che le proteste dei comitati cittadini arrivarono nel '97 a bloccare addirittura l'ingresso di un camion di rifiuti e che portarono di lì a poco alla chiusura definitiva dell'impianto. Oggi, a distanza di dodici anni, quegli stessi cittadini sono tornati a protestare contro la possibile riapertura della discarica. E' la stessa Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale) a lanciare l'allarme in una nota.

«Il terreno dove venivano depositati i rifiuti - si fa notare - ha ceduto, creando un cratere nel quale si è depositato il percolato, rifiuto liquido inquinante prodotto dai rifiuti». Si è discusso di questo, giovedì, nella sala del consiglio di Chianni dove si è tenuta un'assemblea pubblica per illustrare il possibile iter per la bonifica dell'ex discarica.

«Mi è sembrato di rivivere una situazione analoga a quella che portò alla chiusura della discarica»: a dirlo è l'ex sindaco di Chianni, Adriano Tempesti. «Sono comparsi di nuovo - continua - tutti gli attori di quella volta, da una parte i cittadini e dall'altra l'amministrazione comunale. Mi sto occupando personalmente della vicenda come politico locale e semplice cittadino e capisco le preoccupazioni della gente, che teme la riapertura dell'impianto».
La gente è tornata a protestare, da quando è circolata la voce di un progetto per riportare la collina ad una curvatura compatibile perché con gli anni si è venuta a creare sulla sua sommità una depressione che ostacola il regolare sgrondo delle acque piovane.

A far discutere è la proposta avanzata da alcuni enti di ricoprire il cratere con nuovi rifiuti. Quindi, in definitiva, si tratterebbe di rimettere in funzione l'impianto di smaltimento. «Il timore dei cittadini - dice Tempesti - sta nel fatto che, una volta aperta, la discarica possa divenire punto di raccolta dei rifiuti per altre realtà o per far fronte ad emergenze nazionali alle quali poi non so se riusciremmo a sopperire».

Tra i progetti proposti vi è anche quello di riconvertirla, una volta bonificata, in un impianto di produzione di energie alternative e pulite, tra cui quella fotovoltaica.
La gente, riunita in comitati, non ne vuole sapere della riapertura e scaccia con convinzione i ricordi di un luogo che è sempre piaciuto poco. «C'è anche un'altra possibilità - prosegue l'ex sindaco - e cioè quella di utilizzare gli stessi rifiuti presenti in discarica per colmare la depressione nel terreno, però in questo caso si dovrebbero riscoprire i vecchi rifiuti».
C'è chi ipotizza che facendo riaffiorare dalla terra quella spazzatura si produrrebbe maleodoranza e chi sostiene che il biogas ormai si sarebbe esaurito.

Le amministrazioni locali e quella provinciale, intanto, hanno promesso di accantonare tutti i progetti e di chiedere nuovamente l'intervento di tecnici in grado di valutare il da farsi. «Qualsiasi decisione - scrive in un comunicato il Comune di Chianni - verrà presa ascoltando prima le richieste e le preoccupazioni delle opposizioni locali e soprattutto della cittadinanza».

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