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Accuse e insulti Bagarrein consiglio per il presepe

Accuse e insulti Bagarrein consiglio per il presepe

L'opposizione: «Dicono no per non urtare la suscettibilità di chi non è cattolico»

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PONTEDERA. L'hanno già battezzata la polemica del presepe. Nata dai banchi del consiglio comunale, passata attraverso due mozioni, è sfociata anche sul web, nelle pagine dei social network, intrise di offese, accuse e anche di un velato razzismo che - ovviamente - ci stona. Tutto comincia dalla richiesta avanzata dall'opposizione, che auspicava il coinvolgimento delle scuole cittadine in vista del Natale e che ogni albero di Natale avesse, sotto, un presepe preparato dagli scolari. Così la raccontano i diretti interessati: «Durante lo scorso consiglio comunale - scrivono Giacomo Zito e Domenico Pandolfi - il Popolo della Libertà a firma di Pandolfi ha presentato una mozione per chiedere che il Comune, nel dare vita alle consuete installazioni natalizie, inserisca accanto all'albero anche il presepe. Il Comune ha risposto un secco no adducendo motivazioni inconsistenti e inappropriate come la "laicità dello stato", che ovviamente nessuno vuole mettere in discussione e, per bocca del vice-sindaco Sonetti, che dovrebbe rappresentare le sensibilità cattoliche all'interno della giunta, ha sostenuto che il presepe non può essere installato per questioni di "tolleranza e rispetto"».

Si chiede, il Pdl, «come il presepe riduce il rispetto verso i non cattolici o diminuisce la tolleranza religiosa? Possibile non essere liberi di rappresentare il simbolo stesso della nostra civiltà cristiana per paura di urtare la sensibilità degli stranieri? Cosa ne pensa di questo la componente cattolica del centrosinistra?».
E poi, assicurano Zito e Pandolfi: «Porteremo fino in fondo questa battaglia per vedere pubblicamente raffigurato il presepe nelle piazze della città».

Nega, il vicesindaco Massimiliano Sonetti, di aver dato una risposta che potesse essere collegata con il rispetto e la tolleranza religiosa. IL suo intervento (che riportiamo in un altro articolo di questa pagina) esprimeva perplessità sul coinvolgimento delle scuole.
Tanto che, nella stessa seduta, la maggioranza - dopo aver bocciato la richiesta del Pdl - ha approvato una mozione nella quale riconoscendo autonomia alle scuole (quindi con programmazione delle attività gestite dai docenti) di assecondare ogni eventuale richiesta da parte delle scuole di eseguire la rappresentazione del presepe, «come manifestazione della realizzazione artistica dei bambini di un aspetto del Natale».

Allo stesso tempo l'amministrazione sottolinea che non può farsi carico di coinvolgere in modo estensivo e incondizionato gli alunni in attività mirate a dotare la città di rappresentazioni della natività - attività che potrebbe configurarsi come poco significativa sul piano didattico o, peggio, "imposta"».

Fin qui la battaglia in consiglio, che - come si può notare - è stata riportata all'esterno con due prospettive diverse. E, quella cavalcata dal Pdl, sulla questione religiosa, è sbarcata ben presto sul web: decine di interventi su Facebook, per sottolineare - con un linguaggio al limite dell'insulto e a volte intolleranti.

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