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SANTA CROCE

I cinesi vogliono i bar storici

Giacomo Pelfer
I cinesi vogliono i bar storici

Resterà l'insegna, "Bar Cipriano", appesa, in alto, a ricordo di una storia di quasi quarant'anni. Emblema di uno dei locali storici di una Santa Croce che non esiste più. Ormai, il vero nome è Yang Min Bar. Il locale è stato venduto all'imprenditore di origine cinese Li Shengyu, di Fucecchio

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SANTA CROCE. Resterà l'insegna, "Bar Cipriano", appesa, in alto, a ricordo di una storia di quasi quarant'anni. Emblema di uno dei locali storici di una Santa Croce che non esiste più. Ormai, il vero nome è Yang Min Bar. Il locale è stato venduto all'imprenditore di origine cinese Li Shengyu, di Fucecchio.

La voce circolava da giorni. Si parlava da tempo dell'interesse di facoltosi cinesi per alcuni locali di Santa Croce. Adesso, la notizia è ufficiale, e pronta a far discutere. Dal 21 settembre il vecchio gestore, Tommaso Nicotra, ha sottoscritto l'accordo con i nuovi proprietari. «Ho negato fino all'ultimo - dice l'ormai ex barista - per non compromettere la trattativa e non allarmare i clienti». Una novità che, tuttavia, ha spiazzato i numerosi frequentatori del locale, che da un giorno all'altro hanno trovato dietro il bancone un giovane ragazzo con gli occhi a mandorla.

E' Li Yang, figlio del nuovo proprietario, diciotto anni appena, iscritto al quarto anno del liceo scientifico "Pesenti" di Cascina. Sarà lui, insieme ad una ragazza italiana, a gestire lo storico locale. In famiglia - ci spiega - è lui a conoscere meglio l'italiano, e si dice convinto di poter instaurare un ottimo rapporto con la vecchia clientela. «Sono nato in Cina - racconta -, ma a 7 anni sono venuto in Italia, dove i miei genitori vivevano già. Mio padre mi ha regalato questa opportunità; è un lavoro che mi piace, anche se non avrò più molto tempo per studiare».

Un investimento importante e mirato per la famiglia di origine cinese. Il bar Cipriano rappresenta uno dei locali storici di Santa Croce, affacciato su piazza Fratelli Cervi, ex piazza del mercato, in una delle zone più centrali e più frequentate della cittadina. Quella cinese è la quarta gestione nella storia del bar, aperto nel 1970 da Cipriano Diolaiuti, che lo cedette nel 1990, per poi passare cinque anni dopo a Tommaso Nicotra. «Faccio il barista da 26 anni - dice il vecchio gestore -, da 14 avevo questo locale. Francamente non ce la facevo più. Ho deciso che era giunto il momento di ritirarsi, anche perché a fine mese diventerò nonno».

Tra le varie offerte, la migliore è stata quella dei cinesi. A differenza degli italiani, gli imprenditori cinesi hanno i soldi, ne hanno tanti e subito: «Gli italiani sono sempre cauti, hanno paura di rovinarsi - spiega Nicotra -, i cinesi offrono molte più garanzie al venditore».

La notizia del passaggio di proprietà ha già creato malumori nell'opinione pubblica santacrocese, che da tempo lamenta di una perdita d'identità per il centro storico, dove appartamenti e negozi di italiani sono ormai una minoranza. «Questa novità ha dato molto fastidio ai miei clienti - spiega l'ex proprietario -. Alcuni di loro mi hanno detto che non sarebbero più venuti, che avrebbero cambiato bar. Per alcuni si è forse trattato di uno sfogo d'istinto, ma una parte di clientela sicuramente la perderanno. E' per questo che i nuovi proprietari hanno assunto anche una ragazza italiana».

Secondo Li Yang non c'è il rischio che Cipriano diventi un locale per soli cinesi: «Gli italiani non mi sembrano diffidenti - dice -, ho già un buon rapporto con loro. I miei caffè sono buoni, lo dicono tutti».

Nel frattempo, a Santa Croce, le voci si rincorrono. Secondo alcuni, infatti, il bar Cipriano è soltanto il primo di una serie di locali che i cinesi stanno provando ad acquistare. Sulla bocca di tutti, il mitico bar Renata della centralissima piazza Matteotti, locale che ha fatto la storia del comprensorio. Da mesi ormai, secondo le voci, il bar avrebbe attirato l'attenzione di compratori dagli occhi a mandorla.

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