Il Tirreno

Pontedera

teppisti in erba

Disegni sulla schienai bulli imperversano sui bus scolastici

Sabrina Chiellini
Ragazzi che salgono sul pullman che li porta a scuola
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Ragazzi che salgono sul pullman che li porta a scuola

Gli hanno disegnato sulla pelle della schiena un grosso fallo, tratteggiato con la penna indelebile di colore nero. Lui, studente di 14 anni, ha subito in silenzio e chissà quanta rabbia ha provato dentro di sé. Altri sono stati a guardare, spaventati

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PONTEDERA. Gli hanno disegnato sulla pelle della schiena un grosso fallo, tratteggiato con la penna indelebile di colore nero. Lui, studente di 14 anni, ha subito in silenzio e chissà quanta rabbia ha provato dentro di sé. Altri sono stati a guardare, spaventati. È solo una delle vessazioni a cui le matricole delle scuole superiori di Pontedera rischiano di dover sottostare quando salgono sugli autobus che li trasportano da casa a scuola e viceversa.

Oltre agli episodi di bullismo - che abbiamo raccontato nei giorni scorsi dopo la coraggiosa denuncia di una madre - altri gravi fatti sono avvenuti sui bus diretti verso i piccoli centri dell'Alta Valdera, fin dai primi giorni del nuovo anno scolastico. Una o più bande imperversano sui bus, pronte a colpire alla fine delle lezioni. I genitori, quando hanno saputo, sono andati su tutte le furie. C'è chi si è rivolto alla Compagnia pisana trasporti e ha protestato, chiedendo una maggiore attenzione da parte degli autisti, chiamati a intervenire. Si parla di minori che, loro malgrado, finiscono nel mirino di altri ragazzi, spesso dello stesso paese dove abitano, e che li trattano con disprezzo davanti ad altri studenti. In alcuni casi, episodi avvenuti su una linea diretta verso l'Alta Valdera, a guidare i bulli ci sarebbe stata una ragazza, maggiorenne da pochi mesi.

Il silenzio significa paura ma c'è chi chiede che non venga scambiato con complicità. Alcuni studenti a casa hanno raccontato cosa hanno visti. Un gruppo di genitori ha informato i carabinieri dei diversi centri di provenienza dei ragazzi, raccontando singoli episodi. Il prossimo passo sarà la denuncia.

Il caso della matricola tornata a casa con il disegno sulla pelle non è isolato. Anzi, lo stesso trattamento è stato riservato - sempre ad opera del solito gruppetto in cui spiccano le azioni di una bulla di campagna - ad alcune bambine costrette a scriversi sulle braccia o sulle mani, sempre con pennarelli indelebili, parole offensive di ogni genere. I tormenti sono iniziati come sherzi, da sempre esistiti nei confronti delle matricole, degli studenti iscritti alle prime classi. Poi la situazione è sfuggita di mano e ora siamo a vere umiliazioni. I bersagli dei bulli vengono obbligati a svolgere azioni contro la loro volontà. A qualcuno viene chiesto di cantare, altri devono portare i soldi per le sigarette.

«C'è una o più bande - aveva raccontato al nostro giornale una mamma nei giorni scorsi - che agisce sui mezzi pubblici che utilizzano gli studenti. Sono soprattutto le ragazze a esercitare la loro supremazia su quelle più piccole».

I fatti avvenuti in Alta Valdera confermano questa tendenza. Le vittime dei comportamenti incivili e violenti messi in atto spesso da ragazzini poco più grandi ottengono un punteggio a seconda di come svolgono gli "ordini" che gli vengono assegnati. E, solo al raggiungimento di un traguardo vengono lasciati in pace. Spesso però il punteggio richiesto per ottenere la "libertà" da quelle vessazioni è così alto che le violenze si trascinano per settimane.

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