Il dolore
MONTOPOLI VAL D'ARNO
Paura di cedimenti, via da scuola
Luciano Gianfranceschi
Crepe alla “Pascoli” di Capanne, 124 alunni trasferiti a Montopoli
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MONTOPOLI. A causa di ciò che i tecnici definiscono un "improvviso rilassamento" del solaio, il pavimento del primo piano ha ceduto. Segni un po’ più rilevanti di un banale avvallamento, con piccole crepe, grettature vicino ai muri, e sopra, in corrispondenza, mattonelle allargate. Succede in due stanze tra il piano terra e il primo piano - un’aula e la cosiddetta stanza degli insegnanti. Così 124 alunni della scuola primaria Pascoli (dalla prima alla quinta elementare) in piazza Vittorio Veneto a Capanne sono stati improvvisamente trasferiti alla scuola primaria e secondaria di primo grado (media) di Montopoli Val D'arno, in via San Sebastiano. Dove, per accoglierli, c’erano alcune aule libere, mentre la classe più numerosa, di 29 scolari, è stata ospitata nel laboratorio di scienze. Un’altra, invece, nel laboratorio di musica.
Successivamente una conferenza stampa del sindaco Alessandra Vivaldi - presenti anche la dirigente scolastica Daniela Di Vita, il vicesindaco Giovanni Capecchi, Michele Valori, responsabile dell’ufficio scuola, e i geometri Gino Benvenuti (patrimonio e lavori pubblici) e Paolo Parri (manutenzione) - ha tranquillizzato a proposito della sicurezza dei ragazzi e degli insegnanti. «Ma quando giovedì abbiamo notato l’avvallamento al solaio, peraltro scarsamente visibile - spiega Vivaldi - dopo un sopralluogo con i tecnici abbiamo preso la decisione di trasferire i ragazzi».
Continua il sindaco: «E’ stato il fiduciario responsabile del plesso scolastico ad accorgersi del rilassamento. Abbiamo avviato immediatamente l’accertamento da parte di un’impresa specializzata che ha fatto le verifiche, le quali ci hanno portato a decidere che l’intervento di sistemazione ha bisogno della scuola libera. Si poteva anche rendere inagibili soltanto le due stanze, e di fatto i lavori verranno concentrati lì, però meglio non rischiare. Anche perché vogliamo far controllare tutta la scuola. Così abbiamo valutato con il dirigente scolastico Daniela Di Vita se c’era la possibilità di spostare tutti quanti i ragazzi».
Sdrammatizza la dirigente Di Vita: «La scuola del capoluogo in via San Sebastiano, che già ospita un centinaio di ragazzi nella scuola primaria e 270 della secondaria di primo grado, è risultata idonea ad accogliere tutti. Non ci sono classi plurime, ciascuna resta con la propria composizione». L’edificio ora chiuso era stato controllato prima dell’inizio dell’anno scolastico e risultava a posto. Pur se la pensilina all’ingresso è malmessa, tanto che il cancello è sbarrato e per l’accesso dei piccoli viene consigliato il passaggio dal retro. Su due cartelli infatti si legge “Ingresso interdetto causa lavori”, e conseguentemente “Passare dal cancello posteriore, ingresso laterale”.
Successivamente una conferenza stampa del sindaco Alessandra Vivaldi - presenti anche la dirigente scolastica Daniela Di Vita, il vicesindaco Giovanni Capecchi, Michele Valori, responsabile dell’ufficio scuola, e i geometri Gino Benvenuti (patrimonio e lavori pubblici) e Paolo Parri (manutenzione) - ha tranquillizzato a proposito della sicurezza dei ragazzi e degli insegnanti. «Ma quando giovedì abbiamo notato l’avvallamento al solaio, peraltro scarsamente visibile - spiega Vivaldi - dopo un sopralluogo con i tecnici abbiamo preso la decisione di trasferire i ragazzi».
Continua il sindaco: «E’ stato il fiduciario responsabile del plesso scolastico ad accorgersi del rilassamento. Abbiamo avviato immediatamente l’accertamento da parte di un’impresa specializzata che ha fatto le verifiche, le quali ci hanno portato a decidere che l’intervento di sistemazione ha bisogno della scuola libera. Si poteva anche rendere inagibili soltanto le due stanze, e di fatto i lavori verranno concentrati lì, però meglio non rischiare. Anche perché vogliamo far controllare tutta la scuola. Così abbiamo valutato con il dirigente scolastico Daniela Di Vita se c’era la possibilità di spostare tutti quanti i ragazzi».
Sdrammatizza la dirigente Di Vita: «La scuola del capoluogo in via San Sebastiano, che già ospita un centinaio di ragazzi nella scuola primaria e 270 della secondaria di primo grado, è risultata idonea ad accogliere tutti. Non ci sono classi plurime, ciascuna resta con la propria composizione». L’edificio ora chiuso era stato controllato prima dell’inizio dell’anno scolastico e risultava a posto. Pur se la pensilina all’ingresso è malmessa, tanto che il cancello è sbarrato e per l’accesso dei piccoli viene consigliato il passaggio dal retro. Su due cartelli infatti si legge “Ingresso interdetto causa lavori”, e conseguentemente “Passare dal cancello posteriore, ingresso laterale”.
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