Attenzione
denuncia dei Cobas
Indotto Piaggio senza regole
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Una manifestazione davanti alla Tnt a LugnanoUn nuovo tavolo da convocare, per fare il punto della situazione. E un incontro alla direzione provinciale del lavoro, per avere chiaro quel che avviene in alcune aziende della metalmeccanica della provincia di Pisa
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PONTEDERA. Un nuovo tavolo da convocare, per fare il punto della situazione. E un incontro alla direzione provinciale del lavoro, per avere chiaro quel che avviene in alcune aziende della metalmeccanica della provincia di Pisa.
«Nelle aziende dell'indotto della Piaggio non ci sono regole», il grido d'allarme arriva dai Cobas pisani, che sottolinea come, mentre il ricorso alla cassa integrazioni è in aumento, i in alcune realtà produttive si impegnano i dipendenti a fare turni massacranti di 12 ore.
«Vi ricordate della vertenza sull'indotto Piaggio? - chiede in maniera ironica in un comunicato stampa il gruppo dei Cobas di Pisa - Oggi la situazione è peggiore di un anno fa».
E, per spiegare l'affermazione, ecco dati e episodi, situazioni denuciate con cognizione di causa: una delle cooperative (la Adl) che operavano nei magazzini di Lugnano, nel comune di Cascina, per conto della Ceva (la ex Tnt) è fallita.
L'altra cooperativa (la Pega, con sede a Torino e che oggi impiega 110 dipendenti circa) negli ultimi mesi ha alternato periodi di blocco della produzione («lavoratori a casa a zero ore e senza stipendio visto che gli impegni assunti, a fine 2008, in Regione Toscana non hanno prodotto alcun ammortizzatore sociale», è la denuncia dei Cobas,) a settimane lavorative con turni massacranti superiori alle dieci ore giornaliere.
«Stando ad alcune voci potrebbe arrivare a giorni una proposta di cassa integrazione in deroga - spiega Federico Giusti della Confderazione pisana dei Cobas, settore lavoro privato - una proposta che mal si concilia con le ultime settimane con aziende che impiegano i dipendenti anche nel lavoro del sabato e con richieste quotidiane di straordinari».
Pare che questa sia la norma, secondo la confederazione dei Cobas che denunciano la mancanza di chiarezza sull'indotto Piaggio, l'assenza di regole, la mancata comunicazione alle organizzazioni sindacali sulle situazioni che si vanno prospettando per le prossime settimane.
«I lavoratori di questo comparto - prosegue Giusti - non hanno alcuna certezza sul futuro occupazionale e si trovano ogni settimana in balia di decisioni arbitrarie comunicate solamente quando i fatti sono avvenuti agli stessi organismi sindacali».
È per tutti questi motivi che i Cobas chiedono l'apertura immediata di un tavolo di trattativa sindacale che coinvolga anche il committente (Piaggio e Ceva) e nel frattempo chiedono alla direzione provinciale del lavoro di vigilare sulla regolarità del comportamento tenuto dalla Pega.
«Nelle aziende dell'indotto della Piaggio non ci sono regole», il grido d'allarme arriva dai Cobas pisani, che sottolinea come, mentre il ricorso alla cassa integrazioni è in aumento, i in alcune realtà produttive si impegnano i dipendenti a fare turni massacranti di 12 ore.
«Vi ricordate della vertenza sull'indotto Piaggio? - chiede in maniera ironica in un comunicato stampa il gruppo dei Cobas di Pisa - Oggi la situazione è peggiore di un anno fa».
E, per spiegare l'affermazione, ecco dati e episodi, situazioni denuciate con cognizione di causa: una delle cooperative (la Adl) che operavano nei magazzini di Lugnano, nel comune di Cascina, per conto della Ceva (la ex Tnt) è fallita.
L'altra cooperativa (la Pega, con sede a Torino e che oggi impiega 110 dipendenti circa) negli ultimi mesi ha alternato periodi di blocco della produzione («lavoratori a casa a zero ore e senza stipendio visto che gli impegni assunti, a fine 2008, in Regione Toscana non hanno prodotto alcun ammortizzatore sociale», è la denuncia dei Cobas,) a settimane lavorative con turni massacranti superiori alle dieci ore giornaliere.
«Stando ad alcune voci potrebbe arrivare a giorni una proposta di cassa integrazione in deroga - spiega Federico Giusti della Confderazione pisana dei Cobas, settore lavoro privato - una proposta che mal si concilia con le ultime settimane con aziende che impiegano i dipendenti anche nel lavoro del sabato e con richieste quotidiane di straordinari».
Pare che questa sia la norma, secondo la confederazione dei Cobas che denunciano la mancanza di chiarezza sull'indotto Piaggio, l'assenza di regole, la mancata comunicazione alle organizzazioni sindacali sulle situazioni che si vanno prospettando per le prossime settimane.
«I lavoratori di questo comparto - prosegue Giusti - non hanno alcuna certezza sul futuro occupazionale e si trovano ogni settimana in balia di decisioni arbitrarie comunicate solamente quando i fatti sono avvenuti agli stessi organismi sindacali».
È per tutti questi motivi che i Cobas chiedono l'apertura immediata di un tavolo di trattativa sindacale che coinvolga anche il committente (Piaggio e Ceva) e nel frattempo chiedono alla direzione provinciale del lavoro di vigilare sulla regolarità del comportamento tenuto dalla Pega.
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