Toscana
PONTEDERA
Telecom non lo paga e lui fapignorare i soldi delle bollette
Sabrina Chiellini
Avvocato chiede l'intervento dell'ufficiale giudiziario e blocca il denaro delle fatture alle Poste centrali
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PONTEDERA. Prova a non pagare una bolletta del telefono e vedi se Telecom ti lascia il servizio. Niente affatto. Ma il gestore delle telecomunicazioni non ha la stessa solerzia quando deve rimborsare un utente che ha subito un disservizio. Muro di gomma anche quando deve pagare le spese legali di un contenzioso da cui è uscito perdente.
Per un cittadino comune è complicato "convincere" Telecom a rispettare i patti o comunque a pagare. C'è sempre la noia e la spesa di doversi rivolgere a un avvocato e di aspettare chissà quanto tempo. È stato tutto più semplice per un avvocato di Pontedera, Sergio Mori (nella foto). Il professionista stanco di aspettare il pagamento delle spese legali a lui riconosciute dalla Corte d'Appello di Firenze è passato alle vie di fatto, contando anche sulla sua esperienza e conoscenza delle leggi. Ha chiesto il pignoramento di tutte le somme di proprietà di Telecom spa in giacenza presso l'ufficio postale di Pontedera. Somme versate per il pagamento delle bollette telefoniche che erano in scadenza entro il 10 settembre. Ovviamente sono stati congelati importi necessari a coprire i cinquemila euro dovuti all'avvocato e quelli per le ulteriori spese legali che saranno necessarie a coprire le spese dell'azione intrapresa presso il tribunale di Pisa per l'atto di pignoramento presso terzi.
L'inizio della complessa vicenda giudiziaria risale a più di quattro anni fa. Telecom, nell'effettuare alcuni lavori nelle vicinanze di un condominio di Volterra, ha causato danni al condominio stesso. Ne è nato un contenzioso arrivato in tribunale, non essendo stata trovata una mediazione senza il ricorso alle carte bollate. In primo grado, a Pontedera, Telecom è uscita indenne. Ma il condominio, rappresentato dall'avvocato Sergio Mori, ha presentato ricorso in appello e lo ha vinto. La corte d'Appello di Firenze, ribaltando la sentenza di primo grado, ha condannato Telecom a pagare il risarcimento dei danni e le spese del giudizio di appello liquidate in circa cinquemila euro. Quelle del pignoramento effettuato in questi giorni.
Il gestore della telefonia ha mostrato l'intenzione di non pagare. L'avvocato Mori, stanco di scrivere (chissà a quanti cittadini è capitato...) ha preso carta e penna e ha scritto un atto di pignoramento presso terzi. Lo ha depositato in tribunale, alla sezione distaccata di Pontedera. Ha citato l'ufficio postale di Pontedera, cioè il direttore della sede di via Silvio Pellico, la Telecom Italia nella persona del suo legale rappresentante invitandoli (debitore e terzo pignorato) a costituirsi e a comparire all'udienza che si terrà in tribunale a Pisa (nella stessa sezione distaccata di Pontedera) il 5 novembre. A questo punto il giudice, salvo rinvii e intralci burocratici sempre possibili, deciderà di assegnare la somma dovuta al professionista e pignorata all'ufficio postale. Gli utenti che hanno pagato non si accorgeranno di niente. I soldi sono stati "congelati" dopo che i bollettini erano stati incassati e registrati dall'ufficio postale. Al di là di quella che sarà la conclusione l'avvocato avrà la simpatia dei numerosi utenti che non riescono a farsi giustizia dei disservizi.
Per un cittadino comune è complicato "convincere" Telecom a rispettare i patti o comunque a pagare. C'è sempre la noia e la spesa di doversi rivolgere a un avvocato e di aspettare chissà quanto tempo. È stato tutto più semplice per un avvocato di Pontedera, Sergio Mori (nella foto). Il professionista stanco di aspettare il pagamento delle spese legali a lui riconosciute dalla Corte d'Appello di Firenze è passato alle vie di fatto, contando anche sulla sua esperienza e conoscenza delle leggi. Ha chiesto il pignoramento di tutte le somme di proprietà di Telecom spa in giacenza presso l'ufficio postale di Pontedera. Somme versate per il pagamento delle bollette telefoniche che erano in scadenza entro il 10 settembre. Ovviamente sono stati congelati importi necessari a coprire i cinquemila euro dovuti all'avvocato e quelli per le ulteriori spese legali che saranno necessarie a coprire le spese dell'azione intrapresa presso il tribunale di Pisa per l'atto di pignoramento presso terzi.
L'inizio della complessa vicenda giudiziaria risale a più di quattro anni fa. Telecom, nell'effettuare alcuni lavori nelle vicinanze di un condominio di Volterra, ha causato danni al condominio stesso. Ne è nato un contenzioso arrivato in tribunale, non essendo stata trovata una mediazione senza il ricorso alle carte bollate. In primo grado, a Pontedera, Telecom è uscita indenne. Ma il condominio, rappresentato dall'avvocato Sergio Mori, ha presentato ricorso in appello e lo ha vinto. La corte d'Appello di Firenze, ribaltando la sentenza di primo grado, ha condannato Telecom a pagare il risarcimento dei danni e le spese del giudizio di appello liquidate in circa cinquemila euro. Quelle del pignoramento effettuato in questi giorni.
Il gestore della telefonia ha mostrato l'intenzione di non pagare. L'avvocato Mori, stanco di scrivere (chissà a quanti cittadini è capitato...) ha preso carta e penna e ha scritto un atto di pignoramento presso terzi. Lo ha depositato in tribunale, alla sezione distaccata di Pontedera. Ha citato l'ufficio postale di Pontedera, cioè il direttore della sede di via Silvio Pellico, la Telecom Italia nella persona del suo legale rappresentante invitandoli (debitore e terzo pignorato) a costituirsi e a comparire all'udienza che si terrà in tribunale a Pisa (nella stessa sezione distaccata di Pontedera) il 5 novembre. A questo punto il giudice, salvo rinvii e intralci burocratici sempre possibili, deciderà di assegnare la somma dovuta al professionista e pignorata all'ufficio postale. Gli utenti che hanno pagato non si accorgeranno di niente. I soldi sono stati "congelati" dopo che i bollettini erano stati incassati e registrati dall'ufficio postale. Al di là di quella che sarà la conclusione l'avvocato avrà la simpatia dei numerosi utenti che non riescono a farsi giustizia dei disservizi.
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