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PONTEDERA

Primo sciopero al Cineplex

Manolo Morandini
L’ingresso al multisala di Pontedera che affaccia sulla Tosco Romagnola
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L’ingresso al multisala di Pontedera che affaccia sulla Tosco Romagnola

Schermi bianchi e porte sbarrate. È l'inedito spettacolo che si troverà di fronte chi sabato sceglierà di andare a vedere un film al multisala. I dipendenti sono scesi sul piede di guerra dopo un tira e molla di mesi con la nuova proprietà, il produttore cinematografico Massimo Ferrero

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PONTEDERA. Schermi bianchi e porte sbarrate. È l'inedito spettacolo che si troverà di fronte chi sabato sceglierà di andare a vedere un film al multisala. I dipendenti sono scesi sul piede di guerra dopo un tira e molla di mesi con la nuova proprietà, il produttore cinematografico Massimo Ferrero. Stipendi pagati in ritardo, turni di lavoro massacranti e un organico ridotto all'osso. Sono queste le ragioni che hanno spinto la Rsu Ilcom e lo staff del Cineplex a indire lo sciopero.
È la prima agitazione sindacale da quando il multisala ha aperto i battenti a fine 2003. E arriva a fronte delle chiusure di quattro delle nove sale del circuito Cineplex, Roma, Fiano Romano, Avellino e Udine.

«Da tempo chiediamo inutilmente di poter esperre le nostre difficoltà alla direzione ma non è mai stato possibile fare un incontro» dicono le Rsu del multisala. Che aggiungono: «Ci troviamo a far fronte a nuove esigenze con un organico che è ridotto rispetto a quanto previsto all'epoca dell'apertura. Oggi siamo in 14 a tempo inderìterminato mentre nel 2003 eravamo in 20. Negli anni chi si è dimesso non è stato reintegrato e solo in alcuni periodi vengono assunte persone con contratti a termine di uno o due mesi. Il guaio è che non abbiamo il tempo per dedicarci alla loro formazione e quando cominciano a prendere confidenza con il nuovo lavoro arrivano a scadenza del contratto».

Tutte assunzioni a termine che stando alla Rsu vengono fatte quando minacciano esasperati arrivano a minacciare lo sciopero. Ma questa volta sembrano determinati a dar voce al loro disagio e farlo conoscere anche all'esterno. «Diventa difficile servire il cliente senza costringerlo a lunghe attese, anche al bar - dicono i sindacalisti - Per mantenere il personale attuale hanno scelto di tagliare sulla proiezione notturna, quella dell'una del venerdì e il sabato».
Forze contate e disagi crescenti. «Non possiamo accompagnare il cliente in sala - aggiungono -, e può capitare che per prenderci una pausa per un bisogno fisiologico ci si debba raccomandare a colleghi che sono dedicati ad altre mansioni». E come se non bastasse a gravare sul personale è stato anche il recente arrivo del 3D, introdotto in due sale. «Al bar viene distribuito l'occhiale per la visione e al termine della proiezione viene ritirato dalle maschere in sala, che poi provvedono a igienizzarli per la successiva distribuzione. Ma tra le loro mansioni hanno anche quella di preparare le sale e sono solo in tre».

Un passaggio di mano che vale 26 milioni di euro. Tanti sono i soldi che il produttore cinematografico Massimo Ferrero ha sborsato per acquisire la proprietà del centro commerciale"La galleria", multisala incluso, che affaccia sulla via Tosco Romagnola. L'operazione è rientrata nell'ambito dell'acquisizione della società Mediaport, conclusa lo scorso dicembre, a cui fa capo il marchio commerciale Cineplex, che ha in gestione i nove schermi di Pontedera.
Si chiama Farvem Real Estate l'immobiliare che fa capo a Ferrero che ha rilevato da Cinecittà Holding il 100% della società Mediaport per 26,6 milioni di euro. Operazione che che è stata autorizzata da tutte le competenti autorità di controllo. All'atto dell'acquisto aveva annunciato investimenti a livello di gruppo per 5 milioni di euro.

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