Sicurezza
DISSAPORI IN PIAZZA DUOMO
Misericordia in crisiSi autosospendono alcuni volontari
Sabrina Chiellini
Un gruppo di volontari della Misericordia si sono autosospesi temporaneamente dal servizio. La loro decisione era nell'aria da settimane: i malumori sono iniziati prima dell'estate. L'ufficialità c'è stata l'altra sera dopo un incontro e, soprattutto, dopo che i volontari hanno deciso di spezzare il muro di silenzio che ha coperto un provvedimento "disciplinare" attuato nei confronti di tre volontari
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PONTEDERA. Un gruppo di volontari della Misericordia si sono autosospesi temporaneamente dal servizio. La loro decisione era nell'aria da settimane: i malumori sono iniziati prima dell'estate. L'ufficialità c'è stata l'altra sera dopo un incontro e, soprattutto, dopo che i volontari hanno deciso di spezzare il muro di silenzio che ha coperto un provvedimento "disciplinare" attuato nei confronti di tre volontari che avevano denunciato pubblicamente le ripetute assenze di alcuni consiglieri dalle riunioni dell'associazione.
Il dissenso contro l'attuale gestione non può essere considerato come un temporale estivo, destinato a passare in fretta. È un malessere più profondo: l'autosospensione dai servizi suona come un atto di sfiducia nei confronti del governatore della Misericordia Aldo Silvi e dei suoi stretti collaboratori che compongono l'organo chiamato Magistrato. Personale in meno, in un periodo in cui la crisi delle vocazioni nel mondo del volontariato si fa sentire, potrebbe significare anche disservizi. Certamente costringe chi organizza i turni per le ambulanze a fare i salti mortali per garantire il servizio.
Già alle ultime elezioni per il rinnovo delle cariche di "governo" della Misericordia un gruppo di giovani aveva insistito affinché all'interno del consiglio fossero eletti loro rappresentanti. E non ci fossero soltanto amministratori che si occupano degli aspetti gestionali - che pure sono molto importanti - o della contabilità.
A fine giugno alcuni volontari hanno segnalato, conversando su un blog da loro creato, le ripetute assenze di alcuni consiglieri che, a rigore di statuto, avrebbero dovuto lasciare l'incarico. Una denuncia che ha mandato su tutte le furie il governatore e gli interessati. Come sempre succede nelle situazioni imbarazzanti e di difficile giustificazione era stata scomodata o invocata (il contesto è quello dell'associazione cattolica) anche la privacy ma in maniera impropria. Ne era seguita una tumultuosa riunione per niente chiarificatrice. Si parla di toni minacciosi e anche di parole non adatte all'ambiente, certamente non nello spirito dei confratelli. Dopo un mese e mezzo dalla riunione, quando tutto sembrava risolto, tre dei volontari che avevano "osato" scrivere sul blog sono stati sospesi per tre mesi e mezzo dal servizio. E non hanno avuto la possibilità di difendersi davanti al consiglio che non è stato più convocato. Di conseguenza non possono più nemmeno offrire il loro tempo all'associazione. Ma è stata subito protesta.
Il dissenso contro l'attuale gestione non può essere considerato come un temporale estivo, destinato a passare in fretta. È un malessere più profondo: l'autosospensione dai servizi suona come un atto di sfiducia nei confronti del governatore della Misericordia Aldo Silvi e dei suoi stretti collaboratori che compongono l'organo chiamato Magistrato. Personale in meno, in un periodo in cui la crisi delle vocazioni nel mondo del volontariato si fa sentire, potrebbe significare anche disservizi. Certamente costringe chi organizza i turni per le ambulanze a fare i salti mortali per garantire il servizio.
Già alle ultime elezioni per il rinnovo delle cariche di "governo" della Misericordia un gruppo di giovani aveva insistito affinché all'interno del consiglio fossero eletti loro rappresentanti. E non ci fossero soltanto amministratori che si occupano degli aspetti gestionali - che pure sono molto importanti - o della contabilità.
A fine giugno alcuni volontari hanno segnalato, conversando su un blog da loro creato, le ripetute assenze di alcuni consiglieri che, a rigore di statuto, avrebbero dovuto lasciare l'incarico. Una denuncia che ha mandato su tutte le furie il governatore e gli interessati. Come sempre succede nelle situazioni imbarazzanti e di difficile giustificazione era stata scomodata o invocata (il contesto è quello dell'associazione cattolica) anche la privacy ma in maniera impropria. Ne era seguita una tumultuosa riunione per niente chiarificatrice. Si parla di toni minacciosi e anche di parole non adatte all'ambiente, certamente non nello spirito dei confratelli. Dopo un mese e mezzo dalla riunione, quando tutto sembrava risolto, tre dei volontari che avevano "osato" scrivere sul blog sono stati sospesi per tre mesi e mezzo dal servizio. E non hanno avuto la possibilità di difendersi davanti al consiglio che non è stato più convocato. Di conseguenza non possono più nemmeno offrire il loro tempo all'associazione. Ma è stata subito protesta.
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