La manifestazione
Badanti, la sanatoria è un flop
Aleksandra Beqaj / Paola Silvi
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Donne che partecipano a un corso di italiano al Ponte di PonsaccoParte in sordina la regolarizzazione di colf e badanti: appena una ventina di domande. Per le famiglie che vogliono presentare le richieste di emersione dal lavoro nero, i termini sono stati aperti il 1º settembre, ma al momento, a giudicare dai dati dei vari uffici territoriali predisposti al servizio, pare ci sia cautela
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PONTEDERA. Parte in sordina la regolarizzazione di colf e badanti: appena una ventina di domande. Per le famiglie che vogliono presentare le richieste di emersione dal lavoro nero, i termini sono stati aperti il 1º settembre, ma al momento, a giudicare dai dati dei vari uffici territoriali predisposti al servizio, pare ci sia cautela. Una ventina le pratiche portate a termine agli sportelli per gli immigrati della Valdera e un paio dai circoli Arci.
Per la regolarizzazione c'è comunque tempo fino alla fine del mese e a fronte di questo avvio soft, si riscontra un buona richiesta di informazioni e dettagli.
La procedura di regolarizzazione per colf e badanti può essere presentata da un datore di lavoro italiano o cittadino di un Paese dell'Unione europea o extracomunitario (se in possesso di titolo di soggiorno), che alla data del 30 giugno 2009 occupava irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno 3 mesi lavoratori italiani o cittadini di un Paese Ue o lavoratori extracomunitari presenti in Italia. «A differenza delle precedenti procedure come nel caso dei flussi - spiega Katia, l'operatrice dello Sportello di Immigrati di Pontedera - questa regolarizzazione non è a numero chiuso e può accedere chiunque sia in possesso dei requisiti richiesti inoltrando la domanda entro il 30 settembre 2009. Diversi datori di lavoro che nel passato hanno cercato di usufruire della procedura dei flussi hanno trovato la sanatoria una scelta migliore, che ha messo da parte il vecchio sistema del "chi prima arriva, prima alloggia" evitando così assistere un'altra volta alle lunghe file davanti agli uffici postali».
Tuttavia per accedere alla regolarizzazione ci sono dei limiti ben specifici, che escludono una buona parte dei lavoratori irregolari, che dunque resteranno tali. Innanzitutto, ogni famiglia non può regolarizzare più di 3 lavoratori, 1 colf e 2 badanti, per ciascuna regolarizzazione viene richiesto un pagamento forfait di 500 euro che andrebbe a coprire i contributi dei tre mesi precedenti, cioè dal 1 aprile 2009. Inoltre è richiesta l'idoneità dell'alloggio e un limite minimo di reddito di 20,000 euro per assumere una colf, 25.000 euro se in famiglia a lavorare sono in due o più di due.
«Presso i nostri sportelli di Consulenza per gli Immigrati in Valdera - continua Katia - accreditati per la compilazione delle pratiche di rinnovo del permesso, del rilascio della carta di soggiorno e dei ricongiungimenti familiari, le nuove richieste della sanatoria per il momento completate sono state circa una ventina anche se ci sono diversi appuntamenti e in generale il numero della domande sembra comunque destinato a crescere. Inoltre dal lato pratico ci sono anche diverse difficoltà per chi da irregolare ha soggiornato sul territorio. Può succedere ad esempio che manchi un documento di riconoscimento valido».
Per andare incontro alle esigenze dei cittadini anziani o debilitati e senza una rete parentale di sostegno, che non sono in grado di attivarsi autonomamente, in collaborazione con i Comuni della Valdera, gli sportelli di Consulenza per l'immigrati si sono dotati anche della possibilità di inviare a domicilio, presso l'abitazione del cittadino, un operatore che attivi la procedura.
Per la regolarizzazione c'è comunque tempo fino alla fine del mese e a fronte di questo avvio soft, si riscontra un buona richiesta di informazioni e dettagli.
La procedura di regolarizzazione per colf e badanti può essere presentata da un datore di lavoro italiano o cittadino di un Paese dell'Unione europea o extracomunitario (se in possesso di titolo di soggiorno), che alla data del 30 giugno 2009 occupava irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno 3 mesi lavoratori italiani o cittadini di un Paese Ue o lavoratori extracomunitari presenti in Italia. «A differenza delle precedenti procedure come nel caso dei flussi - spiega Katia, l'operatrice dello Sportello di Immigrati di Pontedera - questa regolarizzazione non è a numero chiuso e può accedere chiunque sia in possesso dei requisiti richiesti inoltrando la domanda entro il 30 settembre 2009. Diversi datori di lavoro che nel passato hanno cercato di usufruire della procedura dei flussi hanno trovato la sanatoria una scelta migliore, che ha messo da parte il vecchio sistema del "chi prima arriva, prima alloggia" evitando così assistere un'altra volta alle lunghe file davanti agli uffici postali».
Tuttavia per accedere alla regolarizzazione ci sono dei limiti ben specifici, che escludono una buona parte dei lavoratori irregolari, che dunque resteranno tali. Innanzitutto, ogni famiglia non può regolarizzare più di 3 lavoratori, 1 colf e 2 badanti, per ciascuna regolarizzazione viene richiesto un pagamento forfait di 500 euro che andrebbe a coprire i contributi dei tre mesi precedenti, cioè dal 1 aprile 2009. Inoltre è richiesta l'idoneità dell'alloggio e un limite minimo di reddito di 20,000 euro per assumere una colf, 25.000 euro se in famiglia a lavorare sono in due o più di due.
«Presso i nostri sportelli di Consulenza per gli Immigrati in Valdera - continua Katia - accreditati per la compilazione delle pratiche di rinnovo del permesso, del rilascio della carta di soggiorno e dei ricongiungimenti familiari, le nuove richieste della sanatoria per il momento completate sono state circa una ventina anche se ci sono diversi appuntamenti e in generale il numero della domande sembra comunque destinato a crescere. Inoltre dal lato pratico ci sono anche diverse difficoltà per chi da irregolare ha soggiornato sul territorio. Può succedere ad esempio che manchi un documento di riconoscimento valido».
Per andare incontro alle esigenze dei cittadini anziani o debilitati e senza una rete parentale di sostegno, che non sono in grado di attivarsi autonomamente, in collaborazione con i Comuni della Valdera, gli sportelli di Consulenza per l'immigrati si sono dotati anche della possibilità di inviare a domicilio, presso l'abitazione del cittadino, un operatore che attivi la procedura.
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