Sicurezza
OPERAZIONE DELLA FINANZA
Si trovavano davantialla macelleria per spacciare droga
L'inchiesta su un vasto giro di spaccio è partita dalle abitudini di alcuni clienti di una macelleria islamica di Fornacette. Si davano appuntamento davanti al negozio ma non per comprare carne
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PONTEDERA. L'inchiesta su un vasto giro di spaccio è partita dalle abitudini di alcuni clienti di una macelleria islamica di Fornacette. Si davano appuntamento davanti al negozio ma non per comprare carne. Subito dopo telefonavano, usando una cabina Telecom situata vicino alla macelleria. Da qui - come è stato successivamente accertato dopo molte ore di intercettazioni telefoniche, gestivano un traffico di sostanze stupefacenti nella provincia di Pisa, che coinvolge italiani e magrebini, residenti a Empoli, Cecina, Firenze, Casciana Terme, Santa Luce, Fornacette di Calcinaia, Vicopisano, Grosseto e Ponsacco.
La consegna della droga avveniva prevalentemente nella zona di Santa Luce oltre che in Valdera. Alla fine dell'indagine, iniziata più di un anno fa, tredici persone sono state arrestate, in esecuzione di ordinanze di misura cautelare o in flagranza di reato. Altrettante sono denunciate per lo stesso reato. In tutto sono 75 i chili di hashish sequestrati. Solo durante l'ultima parte dell'operazione chiamata "Marrakech", conclusa la scorsa settimana dalla guardia di finanza della compagnia di Pontedera, a Vicopisano (dove sono stati arrestati due marocchini) sono stati sequestrati 45 chili di hashish.
Il bilancio dell'operazione antidroga è stato illustrato ieri mattina a Pisa al comando provinciale della guardia di finanza. L'organizzazione sgominata dai finanzieri era guidata da un marocchino di 36 anni, residente a Firenze, ed era dedita al traffico internazionale di ingenti quantitativi di droga, importata dal Marocco. Secondo la ricostruzione degli uomini delle fiamme gialle, come hanno spiegato il comandante provinciale della Finanza, colonnello Marcello Montella, e il capitano della guardia di finanza di Pontedera Carmine Loperfido, la banda avrebbe movimentato in un anno circa sei-settecento chili di droga destinati al mercato toscano, in particolare della costa. Delle dodici misure di custodia cautelare in carcere non tutte sono state eseguite. Cinque dei destinatari, tutti marocchini, sono riusciti a sfuggire, probabilmente all'estero. Ad insospettire le fiamme gialle, come abbiamo detto, erano stati alcuni nordafricani. Quasi tutti regolari in Italia e apparentemente con un lavoro onesto. Dagli accertamenti è risultato che le telefonate, partite non solo dalla cabina telefonica e da utenze telefoniche intestate a soggetti inesistenti, servivano per contattare gli acquirenti, per sondare le loro necessità e poi per vendere grosse partite di hashish destinate alle province di Pisa, Livorno, Firenze e Grosseto.
Le indagini hanno consentito di ricostruire i vari livelli dell'organizzazione, al vertice della quale c'era il marocchino residente a Firenze, che a sua volta si sarebbe servito della collaborazione di altri nordafricani nella zona della Valdera, che avevano poi il compito di rifornire gli spacciatori delle singole province. Secondo la gdf la droga complessivamente sequestrata, in parte recuperata nella campagna di Casciana Terme, in parte in un casolare a Vicopisano, ha un valore al dettaglio di circa 450mila euro.
La consegna della droga avveniva prevalentemente nella zona di Santa Luce oltre che in Valdera. Alla fine dell'indagine, iniziata più di un anno fa, tredici persone sono state arrestate, in esecuzione di ordinanze di misura cautelare o in flagranza di reato. Altrettante sono denunciate per lo stesso reato. In tutto sono 75 i chili di hashish sequestrati. Solo durante l'ultima parte dell'operazione chiamata "Marrakech", conclusa la scorsa settimana dalla guardia di finanza della compagnia di Pontedera, a Vicopisano (dove sono stati arrestati due marocchini) sono stati sequestrati 45 chili di hashish.
Il bilancio dell'operazione antidroga è stato illustrato ieri mattina a Pisa al comando provinciale della guardia di finanza. L'organizzazione sgominata dai finanzieri era guidata da un marocchino di 36 anni, residente a Firenze, ed era dedita al traffico internazionale di ingenti quantitativi di droga, importata dal Marocco. Secondo la ricostruzione degli uomini delle fiamme gialle, come hanno spiegato il comandante provinciale della Finanza, colonnello Marcello Montella, e il capitano della guardia di finanza di Pontedera Carmine Loperfido, la banda avrebbe movimentato in un anno circa sei-settecento chili di droga destinati al mercato toscano, in particolare della costa. Delle dodici misure di custodia cautelare in carcere non tutte sono state eseguite. Cinque dei destinatari, tutti marocchini, sono riusciti a sfuggire, probabilmente all'estero. Ad insospettire le fiamme gialle, come abbiamo detto, erano stati alcuni nordafricani. Quasi tutti regolari in Italia e apparentemente con un lavoro onesto. Dagli accertamenti è risultato che le telefonate, partite non solo dalla cabina telefonica e da utenze telefoniche intestate a soggetti inesistenti, servivano per contattare gli acquirenti, per sondare le loro necessità e poi per vendere grosse partite di hashish destinate alle province di Pisa, Livorno, Firenze e Grosseto.
Le indagini hanno consentito di ricostruire i vari livelli dell'organizzazione, al vertice della quale c'era il marocchino residente a Firenze, che a sua volta si sarebbe servito della collaborazione di altri nordafricani nella zona della Valdera, che avevano poi il compito di rifornire gli spacciatori delle singole province. Secondo la gdf la droga complessivamente sequestrata, in parte recuperata nella campagna di Casciana Terme, in parte in un casolare a Vicopisano, ha un valore al dettaglio di circa 450mila euro.
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