Il Tirreno

Pontedera

SCUOLE IN ALLARME

Nuova influenza,presidi preoccupati: nessuna disposizione

Francesca Suggi
Preoccupazione per la nuova influenza con i bambini di nuovo a scuola
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Preoccupazione per la nuova influenza con i bambini di nuovo a scuola

Preoccupati. Perplessi. In frenetica attesa di disposizioni su come comportarsi di fronte ad un eventuale bambino colpito dalla nuova influenza. A 4 giorni dalla campanella i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi dell'Altavaldicecina non hanno ancora ricevuto informazioni di alcun tipo, né dal Ministero, né dalla Asl

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POMARANCE. Preoccupati. Perplessi. In frenetica attesa di disposizioni su come comportarsi di fronte ad un eventuale bambino colpito dalla nuova influenza. A 4 giorni dalla campanella i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi dell'Altavaldicecina non hanno ancora ricevuto informazioni di alcun tipo, né dal Ministero, né dalla Asl. «Ho 715 bambini nelle mie scuole, avrò o no il diritto di sapere come tutelare studenti e insegnanti?», si sfoga Stefania Ragoni.
Lei è al timone del Tabarrini, ovvero 14 scuole suddivise tra materne, elementari e medie nei comuni di Pomarance, Castelnuovo e Monteverdi. «Noi dirigenti stiamo aspettando di sapere dagli organi competenti quali procedere attivare se si dovessero presentare casi di questa annunciata pandemia», spiega ed elenca le sue preoccupazioni.
«Per esempio quando si chiude una classe, quali procedure adottare se un bimbo si ammala, se torna a scuola senza certificato va rimandato a casa? Servono disposizioni rigide per fare tutto questo».

Insegnanti e addetti ai lavori si interrogano. Perché in altre parti di Europa, ma anche a Firenze senza andare troppo lontano, le scuole sono state provviste di materiale informativo preventivo, video da mostrare a bambini e genitori su come evitare comportamenti a rischio. «E da noi niente di tutto questo, sono stata convocata in Comune il 22 settembre per parlare della questione ma intanto la scuola comincia lunedì», condivide la preoccupazione Renata Lulleri, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo di Volterra.
Tra le perplessità di chi "guida" le scuole, l'atmosfera di incertezza e paura dei genitori che, tornati dalle vacanze estive bramano prevenzione, gli istituti sembrano navigare a vista.
In attesa, speranzosi, che l'azienda sanitaria locale si faccia sentire per preparare docenti, studenti e famiglie a quello che potrebbe succedere.

«E' proprio questa mancanza di informazioni capillari che crea in tutti allarmismo», sottolinea Loriano Fidanzi ancora presidente del Consiglio di istituto - fino alla prossima nuova nomina -.
Inutile nascondersi dietro un dito. In questo momento più che mai c'è bisogno di sapere come fronteggiare questa nuova influenza. Così come accade in altri parti di Europa.
Pure le rsu dell'istituto Tabarrini si pronunciano, angosciati, sulla questione: «Siamo fortemente critici rispetto alle scelte governative di non vaccinare il personale della scuola - dicono dal sindacato - mentre per l'influenza tradizionale questo è previsto. Temiamo che in caso di esplosione di influenza A, per evitare il contagio, tutti stiano a casa e la scuola sia costretta a chiudere. Allo stesso modo anche per i bambini crediamo che alcune fasce di età avrebbero dovuto beneficiare del vaccino».

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