Il Tirreno

Pontedera

RITORNO A SCUOLA

Prof senza lavoro, protesta su Facebook

Andrea Lanini
La dottoressa Eva Marinai che ha insegnato all’Università di Pisa
◗
La dottoressa Eva Marinai che ha insegnato all’Università di Pisa

I ragazzi che l'hanno avuta come insegnante, non avendo voce in capitolo, cercano di farsi sentire come possono. La protesta l'affidano a Facebook. Sul noto social network hanno creato un "gruppo" che si chiama "Un posto di ruolo per Eva Marinai"

3 MINUTI DI LETTURA





PONSACCO. I ragazzi che l'hanno avuta come insegnante, non avendo voce in capitolo, cercano di farsi sentire come possono. La protesta l'affidano a Facebook. Sul noto social network hanno creato un "gruppo" che si chiama "Un posto di ruolo per Eva Marinai". È stato quando hanno saputo che la mannaia della Gelmini, tra i tanti, aveva fatto fuori pure la loro «docente preferita».
Le fondatrici, due studentesse dell'ateneo pisano, Agnese Di Biagi e Micle Contorno, scrivono: «Per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrare la dottoressa Marinai nei corridoi del San Matteo o nelle svariate aule in cui ha tenuto le sue lezioni. Perché l'università e la scuola italiane avrebbero bisogno, o meglio dovrebbe pretendere studiosi come lei...».
Ne avrebbe bisogno di sicuro, di studiosi come Eva Marinai, l'università italiana. Invece non è escluso che lei scelga l'estero.

Il curriculum di questa ragazza di Ponsacco, classe 1972, parla da solo: laurea in Lettere e Filosofia (voto: 110 e lode); master in Comunicazione pubblica e politica a (valutazione: "Eccellente"); un dottorato di ricerca in Storia del teatro (valutazione: "Eccellente"); quattro anni di Ssis a Pisa e conseguente abilitazione all'insegnamento presso scuole medie e superiori.
E poi: pubblicazione di due libri sul teatro (edizioni Titivillus e Ets); curatele per atti di convegni; interventi nell'ambito di occasioni istituzionali al fianco di alcuni tra i più autorevoli studiosi di teatro italiani; saggi pubblicati dalle più prestigiose università del mondo (ad esempio la Sorbona).

Poi c'è l'attività di insegnante: presso l'università di Pisa, ha tenuto seminari e fatto da secondo relatore a 120 tesi; dal 2006 in avanti le sono stati puntualmente affidati incarichi di supplenza annuale nelle scuole della provincia.
Insomma ha fatto il massimo. Ma in Italia non basta.
Il sistema scolastico del nostro Paese un percorso così può buttarlo eccome. E infatti l'ha cestinato, insieme a più di quarantamila altri.
Eva Marinai si trova oggi la strada bloccata su tutti i fronti: niente incarichi retribuiti, né supplenze all'orizzonte, che potrebbero servire per avere una entrata sicura e per fare punteggio utile ad ambire a un posto fisso successivamente.
«Siamo in tanti», dice lei. «In tanti hanno accumulato titoli come me. Non mi sento una mosca bianca. Non è un fatto di sfortuna ma di politica sbagliata. È il sistema che va cambiato dalle fondamenta».

È la terapia d'urto Gelmini-Tremonti: nell'arco di tre anni, devono sparire 87mila docenti e 44mila Ata, il più grande licenziamento di massa della storia della Repubblica.
Nasce così, una scuola meritocratica? Intanto la protesta cresce: precari che si incatenano, che salgono sui tetti con cartelli e megafoni, sit-in davanti ai palazzi delle istituzioni. Stamattina, Eva e tanti suoi colleghi protestano davanti al provveditorato di Pisa. Anche loro, cercano di farsi sentire come possono.
Se le loro carriere di insegnanti si arresteranno davanti a quella porta, con quale coraggio si potrà raccontare ai loro studenti che dare il massimo conviene?

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web