Proteste
Contrordine, aumentano le classi
Paola Silvi
Mentre l'istruzione della provincia di Pisa sta tremando di fronte ai poderosi tagli negli organici dei docenti (e non solo), le scuole superiori pontederesi non sembrano risentire molto di questa allarmante situazione
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PONTEDERA. Mentre l'istruzione della provincia di Pisa sta tremando di fronte ai poderosi tagli negli organici dei docenti (e non solo), le scuole superiori pontederesi non sembrano risentire molto di questa allarmante situazione. Nessun posto di lavoro è a rischio nei licei e negli istituti tecnici cittadini. Anzi, rispetto allo scorso anno, le prospettive saranno migliori.
Parola dei presidi, che annunciano, con orgoglio, un incremento nel numero delle iscrizioni, nuove classi e, di conseguenza, l'inserimento di nuovi docenti. E' il caso dell'Itcg "E. Fermi" che inaugurerà l'anno scolastico con due prime in più e dell'Iti "G. Marconi" che aumenterà di una sezione. «Due classi in più - commenta la dirigente scolastica del Fermi, Cristina Cosci - sono un bel risultato. Dimostrano la nostra attenzione nei confronti dei ragazzi e il nostro impegno sul piano dell'offerta formativa. Quando una scuola cresce significa che la comunità ripone fiducia nel suo lavoro. Se poi la cifra degli iscritti sale, è chiaro che aumenta anche il bisogno del personale docente. In questo senso, non abbiamo risentito molto del subbuglio che sta colpendo il nostro mondo». Stessa spiegazione e identica soddisfazione per il preside dell'Iti Pier Luigi Robino: «Nell'organico abbiamo più insegnanti rispetto all'anno passato perchè dobbiamo guidare un maggior numero di alunni». E per quanto riguarda le classi superaffollate, Robino ammette di avere un'unica sezione con un totale di frequentati difficile da coordinare. Totale che però, assicura, «non si avvicina ai 30 componenti». 30 invece sono gli alunni per ogni prima del liceo scientifico "XXV Aprile". 6 prime di 30 ragazzi, ai limiti della gestibilità. «Da noi - spiega il vicepreside Marco Nuti - la situazione è stabile. Abbiamo avuto una leggera flessione degli iscritti al liceo classico compensata da un leggero aumento allo scientifico. Questo ha portato, da una parte, a conteggiare una classe in meno al classico e dall'altra, a modificare, anche in base ai risultati degli esami di riparazione, il numero delle seconde e delle terze allo scientifico».
Parola dei presidi, che annunciano, con orgoglio, un incremento nel numero delle iscrizioni, nuove classi e, di conseguenza, l'inserimento di nuovi docenti. E' il caso dell'Itcg "E. Fermi" che inaugurerà l'anno scolastico con due prime in più e dell'Iti "G. Marconi" che aumenterà di una sezione. «Due classi in più - commenta la dirigente scolastica del Fermi, Cristina Cosci - sono un bel risultato. Dimostrano la nostra attenzione nei confronti dei ragazzi e il nostro impegno sul piano dell'offerta formativa. Quando una scuola cresce significa che la comunità ripone fiducia nel suo lavoro. Se poi la cifra degli iscritti sale, è chiaro che aumenta anche il bisogno del personale docente. In questo senso, non abbiamo risentito molto del subbuglio che sta colpendo il nostro mondo». Stessa spiegazione e identica soddisfazione per il preside dell'Iti Pier Luigi Robino: «Nell'organico abbiamo più insegnanti rispetto all'anno passato perchè dobbiamo guidare un maggior numero di alunni». E per quanto riguarda le classi superaffollate, Robino ammette di avere un'unica sezione con un totale di frequentati difficile da coordinare. Totale che però, assicura, «non si avvicina ai 30 componenti». 30 invece sono gli alunni per ogni prima del liceo scientifico "XXV Aprile". 6 prime di 30 ragazzi, ai limiti della gestibilità. «Da noi - spiega il vicepreside Marco Nuti - la situazione è stabile. Abbiamo avuto una leggera flessione degli iscritti al liceo classico compensata da un leggero aumento allo scientifico. Questo ha portato, da una parte, a conteggiare una classe in meno al classico e dall'altra, a modificare, anche in base ai risultati degli esami di riparazione, il numero delle seconde e delle terze allo scientifico».
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