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Pontedera

DISAGI

Chiusi per mancanza di acqua

Francesca Suggi
Chiusi per mancanza di acqua

Ore 12.30, la serranda della tavola calda Ciao Ciao è abbassata. Strano per un locale del centro come quello, che per pranzo fa solitamente il tutto esaurito. La motivazione è scritta su un foglio attaccato alla vetrina con il nastro adesivo

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PONTEDERA. Ore 12.30, la serranda della tavola calda Ciao Ciao è abbassata. Strano per un locale del centro come quello, che per pranzo fa solitamente il tutto esaurito. La motivazione è scritta su un foglio attaccato alla vetrina con il nastro adesivo: chiusi per mancanza di acqua. Così il vicino bar l'Angolo e la gelateria si sono trovati costretti a saltare il turno della mattina sempre per la stessa ragione.

L'interruzione idrica "a sorpresa" di ieri mattina manda in tilt l'intera città. Soprattutto mette in ginocchio tutte quelle attività nell'ambito della ristorazione - bar in primis - che si sono ritrovate i rubinetti a secco dalle 8 alle 13 senza alcun preavviso. «Sono arrivato alle 6 per fare il gelato e improvvisamente due ore dopo le macchine si sono spente e non ho potuto continuare il lavoro. Nessuno mi ha informato che sarebbe stata tolta l'acqua. A quel punto era inutile che restassi aperto, quindi ho deciso di chiudere per riaprire verso le 15.30», è amareggiato Alberto Minuti, titolare della gelateria Via Gotti 5. Intanto per i bar del centro la mattina scivola via tra caffè e cappuccini impossibili da fare senz'acqua, clienti che scelgono di fare colazione altrove e tanta rabbia. «E' un danno economico non da poco - lamenta Cristina Giorgetti del bar La Cubana di via Gotti - a tal punto che ho deciso di chiudere e riaprire alle 12. La mattina un locale come il nostro lavora molto con le colazioni. Qualcuno si è adattato con un succo di frutta, ma tante persone sono andate via».

Oltre al danno economico, i commercianti contestano la beffa: nessuno li ha avvertiti. Né il Comune con un ipotetico cartello all'inizio della via, né il gestore. «Acque ha dato notizia dell'interruzione per lavori solo sui giornali ma non è obbligatorio leggerli, quindi anche noi ci siamo ritrovati in questa brutta situazione senza poterci organizzare preventivamente», sono arrabbiatissimi Jenny Falchi e Emanuele Falleni al timone dello storico bar Ferretti - all'angolo di via Primo Maggio - da quasi 4 anni. «Quando andiamo in ferie siamo tenuti a comunicare al Comune il periodo per non lasciare la città senza servizi. A parti invertite, come in questo caso, nessuno si prende la briga di avvertirci magari con un cartello in cima al corso. E' una vergogna totale, oltre che un danno economico non indifferente».
Nel mirino di tutti la palese mancanza di informazione diretta dell'interruzione idrica. I commercianti contestano la scelta di Acque di aver reso noto le ragioni, gli orari e i dettagli dello stop solo attraverso le pagine dei quotidiani locali.

«Per caso avevo visto sul giornale la nota e quindi sono riuscito ad organizzarmi con le bottiglie di acqua potabile e i bicchieri di plastica - raccontano Gimmy Scatassa e la moglie Julia Katkova titolare del bar G & j in corso Matteotti - ma dal momento che non è obbligo leggere i giornali, era necessario un altro tipo di comunicazione più capillare. Senza contare che proprio l'altro giorno - continua - ho ricevuto da Acque un sms nel quale mi dicevano di non aver ricevuto il pagamento di una fattura. Quindi mi chiedo come mai non abbiamo utilizzato lo stesso servizio anche per rendere noto un disagio come quello di ieri mattina».
Stesso disappunto pure dalla pizzeria a taglio di Giuseppe Aurilio. Per lui perdite economiche ridotte, ma pur sempre una corsa last minute dalle 7.30 alle 8 di mattina per mettere da parte l'acqua per fare gli impasti. «Lasciare attività di ristorazione senz'acqua significa rendere il lavoro impossibile». Dello stesso avviso Michela Crespina del Caffè del Duomo. «Dovevano avvisarci».

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