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CERRETTI

«Abbiamo passato la notte a vegliarele nostre case minacciate dal fuoco»

«Abbiamo passato la notte a vegliarele nostre case minacciate dal fuoco»

Una notte di paura e un giorno di angoscia. Sono stremati i cittadini di Cerretti, stanchi di respirare aria "bruciata" che toglie il respiro e strozza la gola. «Non abbiamo mai chiuso occhio - dice la barista al circolo del paese - mio marito e mio figlio sono stati tutta la notte fuori

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CERRETTI. Una notte di paura e un giorno di angoscia. Sono stremati i cittadini di Cerretti, stanchi di respirare aria "bruciata" che toglie il respiro e strozza la gola. «Non abbiamo mai chiuso occhio - dice la barista al circolo del paese - mio marito e mio figlio sono stati tutta la notte fuori. Anche se la nostra casa non è minacciata dalle fiamme sono stati ad aiutare gli amici che, invece, si trovano in difficoltà. Siamo molto preoccupati, chiediamo quando finirà tutto questo». Già da domenica sera gli abitanti di Cerretti erano stati informati del rischio di un'evacuazione. E ieri mattina i timori si sono concretizzati. «Abbiamo passato la notte a vegliare le nostre case - dice Vanessa Raffa, 20 anni, rassegnata a raggiungere la scuola elementare del paese, punto di riferimento per gli sfollati - speriamo che riescano a fermare il fuoco al più presto».

A mezzogiorno quasi tutte le famiglie che abitano lungo via Cerretti, dalla chiesa alla Valdinievole, sono state evacuate. Qualcuno ha tentato di protestare, non voleva andarsene, preferiva assistere al lavoro dei vigili del fuoco e degli uomini dell'antincendio. «Non si sa più quanti elicotteri ci sono - si lamenta un'altra cittadina - ma l'emergenza non finisce». Il sindaco, David Turini, è rimasto per tutto il giorno a parlare con gli uomini della protezione civile. Ha seguito le operazioni, ha chiesto notizie dei cittadini. Con lui anche l'assessore Enrico Mazzinghi e alcuni dipendenti comunali, vigili urbani e carabinieri.
«È stato necessario evacuare una ventina di case - conferma il sindaco - non potevamo fare diversamente. Le famiglie erano state messe in preallerta. Alla scuola elementare è stato allestito un punto di riferimento dove i cittadini, soprattutto anziani e bambini, possono trovare vitto e alloggio. Voglio ringraziare tutte le persone che sono al lavoro da domenica sera mangiando un panino, respirando tutto questo fumo».

Poco prima delle 13 una pensionata disabile, con gravi problemi di salute, è stata accompagnata all'ospedale Lotti di Pontedera con un'ambulanza. All'inizio sembrava che le porte dell'ospedale non potessero aprirsi per la disabile: non c'erano letti disponibili. Chiarito che aveva bisogno di una sistemazione momentanea, per superare la situazione di emergenza, all'anziana è stato trovato un letto al pronto soccorso.
«Siamo stati tutta la notte svegli», dicono Mais Carlesi, 37 anni, e Michele Raffa, 71 anni, entrambi costretti a lasciare le loro case a causa dell'incendio.
Gli anziani e le persone sedute davanti alla scuola elementare sono in lacrime, come Vanda Giovannetti che non nasconde la sua preoccupazione. «Voglio tornare a casa mia - dice una cittadina asciugandosi il pianto - devo capire cosa sta succedendo». C'è anche chi ha chiesto aiuto ad amici e parenti e si è fatto ospitare per un giorno.
«Non abbiamo mai dormito - aggiunge Maria Soria - e ora siamo qua in attesa di vedere cosa succede. Il piromane? Non lo abbiamo visto e non credo sia facile che venga scoperto».
Una tregua alle preoccupazioni è arrivata solo in serata quando il fronte del fuoco sembrava circoscritto. Ma anche ieri notte i cittadini sono rimasti fuori dalle loro case accolti nella scuola elementare di Cerretti e in un albergo di Santa Maria a Monte. (sc.)

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