Il dolore
LA POLITICA DEI RIFIUTI
Appello Geofor: serve più differenziata
Manolo Morandini
◗
Una signora deposita i contenitori per la raccolta porta a portaSuona l'allarme il presidente Geofor Paolo Marconcini e sprona a compiere: «Un balzo in avanti per aumentare i dati sulla raccolta differenziata». I numeri, infatti, denunciano per i primi sette mesi dell'anno una situazione lontana dalle soglie obiettivo previste dalla normativa nazionale e regionale
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Suona l'allarme il presidente Geofor Paolo Marconcini e sprona a compiere: «Un balzo in avanti per aumentare i dati sulla raccolta differenziata». I numeri, infatti, denunciano per i primi sette mesi dell'anno una situazione lontana dalle soglie obiettivo previste dalla normativa nazionale e regionale.
«Come Geofor riscontriamo una "differenziazione" nel modo di comportarsi dei Comuni - afferma Marconcini -. A fronte di amministrazioni che spingono molto sulla raccolta differenziata, ce ne sono alcune che non hanno dimostrato altrettanto impegno». Non fa i nomi dei "cattivi" il presidente Geofor ma la tabella che fornisce, sebbene i dati dei primi sette mesi siano ancora provvisori, in attesa di essere certificati dall'Agenzia regionale recupero risorse, non lascia spazio al dubbio.
E il diverso impegno ha riflessi a livello di sistema. «Genera una diminuzione generale della percentuale media relativa al bacino servito da Geofor - spiega Marconcini -. La media si attesta al 36,01% mentre dovrebbe raggiungere il 45%, sulla base dei parametri fissati dal decreto Matteoli. Una percentuale di riferimento che la Regione Toscana ha innalzato al 50%». Ma c'è anche un elemento di soddisfazione: «L'andamento a partire dal 2007 è in crescita, all'epoca ci attestavamo su una media del 30,81%». E anche il conforto che le difficoltà sono un male comune. A livello di Ato Costa, infatti, ovvero l'insieme dei Comuni delle province di Livorno, Lucca, Massa Carrara e Pisa, la media della raccolta differenziata si attesta sul 37% circa.
Tra le realtà meno virtuose ci sono Bientina, Buti, Casciana Terme, Calcinaia e Crespina che neppure superano il 30% sul totale dei rifiuti raccolti nei rispettivi territori. Prossimi alla sufficienza Vecchiano e San Miniato, entrambi oltre il 44%. A ruota, seguono Pontedera (43,33%) e Santa Maria a Monte (42,56%). Un dato che incide anche sull'importo dell'Ecotassa, fissata ogni anno dalla Regione per ciascun Comune in base alla produzione di rifiuti pro-capite e alla raccolta differenziata.
«C'è da lavorare molto e va fatto subito, per non incorrere in aggravi nel pagamento dell'Ecotassa. I metodi per innalzare le percentuali di differenziata esistono, vanno però voluti e incentivati - conclude Marconcini -. In particolare, l'estensione del sistema "porta a porta", in grado di ottenere qualità di differenziazione altissime. Ma anche le stazioni ecologiche sono un efficace metodo, senza trascurare la raccolta tradizionale, l'adeguamento tecnologico del termovalorizzatore e degli impianti di selezione, in primis quello di compostaggio».
«Come Geofor riscontriamo una "differenziazione" nel modo di comportarsi dei Comuni - afferma Marconcini -. A fronte di amministrazioni che spingono molto sulla raccolta differenziata, ce ne sono alcune che non hanno dimostrato altrettanto impegno». Non fa i nomi dei "cattivi" il presidente Geofor ma la tabella che fornisce, sebbene i dati dei primi sette mesi siano ancora provvisori, in attesa di essere certificati dall'Agenzia regionale recupero risorse, non lascia spazio al dubbio.
E il diverso impegno ha riflessi a livello di sistema. «Genera una diminuzione generale della percentuale media relativa al bacino servito da Geofor - spiega Marconcini -. La media si attesta al 36,01% mentre dovrebbe raggiungere il 45%, sulla base dei parametri fissati dal decreto Matteoli. Una percentuale di riferimento che la Regione Toscana ha innalzato al 50%». Ma c'è anche un elemento di soddisfazione: «L'andamento a partire dal 2007 è in crescita, all'epoca ci attestavamo su una media del 30,81%». E anche il conforto che le difficoltà sono un male comune. A livello di Ato Costa, infatti, ovvero l'insieme dei Comuni delle province di Livorno, Lucca, Massa Carrara e Pisa, la media della raccolta differenziata si attesta sul 37% circa.
Tra le realtà meno virtuose ci sono Bientina, Buti, Casciana Terme, Calcinaia e Crespina che neppure superano il 30% sul totale dei rifiuti raccolti nei rispettivi territori. Prossimi alla sufficienza Vecchiano e San Miniato, entrambi oltre il 44%. A ruota, seguono Pontedera (43,33%) e Santa Maria a Monte (42,56%). Un dato che incide anche sull'importo dell'Ecotassa, fissata ogni anno dalla Regione per ciascun Comune in base alla produzione di rifiuti pro-capite e alla raccolta differenziata.
«C'è da lavorare molto e va fatto subito, per non incorrere in aggravi nel pagamento dell'Ecotassa. I metodi per innalzare le percentuali di differenziata esistono, vanno però voluti e incentivati - conclude Marconcini -. In particolare, l'estensione del sistema "porta a porta", in grado di ottenere qualità di differenziazione altissime. Ma anche le stazioni ecologiche sono un efficace metodo, senza trascurare la raccolta tradizionale, l'adeguamento tecnologico del termovalorizzatore e degli impianti di selezione, in primis quello di compostaggio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
