La manifestazione
SICUREZZA E BUROCRAZIA
La frana che fa paura da 4 anni
Nilo Di Modica
«Quasi quattro anni per rimettere a posto una frana. Ma siamo matti?», dice un abitante del centro storico. «Un buco proprio sotto le nostre case, e proprio sotto la torre della Specola, che certo non è messa bene»
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SANTA MARIA A MONTE. «Quasi quattro anni per rimettere a posto una frana. Ma siamo matti?», dice un abitante del centro storico. «Un buco proprio sotto le nostre case, e proprio sotto la torre della Specola, che certo non è messa bene». Sono questi i commenti di alcuni abitanti del centro storico e del quartiere sopra il punto del cedimento.
Eppure, da oltre tre anni la storia di via Costa Vecchia, interessata da una frana nel febbraio del 2006, sembra non avere fine. Oggetto di due stanziamenti da parte del Comune, che progetta da tempo una rimessa in sesto del muro e una bonifica di tutto il versante, la storica via d'accesso al paese non riesce a trovare uno sbocco alla situazione di stallo. Motivo del ritardo il lungo braccio di ferro tra comune e demanio, sfociato in una causa legale, per decidere da dove debbano venire i soldi necessari alla riparazione del muro. Ad oggi, il buco è sempre lì, con i paletti di contenimento che emergono dalla terra e i grossi cubi di cemento a puntellare il versante proprio sotto gli edifici.
In questi giorni è stata presentata un'interpellanza da parte del consigliere Udc Maurizio Lucchesi in cui si fa il punto della situazione sui molti lavori da terminare nel territorio comunale. «Sulla questione della frana di via Costa faccio un interpellanza tutti gli anni - spiega -. Malgrado questo, dopo tre anni, resta uno dei tanti lavori che i cittadini vorrebbero vedere finiti». «Capisco che possano essere sorti dei problemi - commenta un altro abitante del quartiere - però avrebbero potuto coprire in qualche modo la struttura con dei teli, come hanno fatto a Montecalvoli. In questo modo la terra scivola via mano a mano che passano le piogge».
I paletti di contenimento, come ci dicono alcuni abitanti della zona, non sono più incastonati nella terra come una volta. «L'acqua - affermano - ha lentamente eroso la terra intorno ai pali». Cittadini a cui dà assicurazioni l'assessore all'edilizia pubblica Enrico Mazzinghi, da anni impegnato nella risoluzione del problema. «Il pezzo di terra che sovrasta il muro nel punto in cui è crollato è di proprietà del demanio - spiega Mazzinghi - ed è convinzione del Comune che la causa principale del cedimento sia da attribuirsi al modo in cui il terreno era tenuto. Di qui la decisione di entrare in trattativa col demanio, concertazione che purtroppo è sfociata in una causa legale». «Per quanto riguarda la causa la situazione per adesso è di stallo - continua - ma posso assicurare i cittadini che non è assolutamente intenzione del Comune aspettare l'esito del contenzioso. Non appena saranno disponibili i soldi necessari in bilancio ricuciremo il muro».
Quanto alla messa in sicurezza, effettuata subito nell'arco di tre mesi dal crollo, Mazzinghi non ha dubbi. «Quando constatammo l'accaduto stanziammo subito il necessario - dice Mazzinghi -. Il fatto che i paletti siano in vista è perfettamente normale. Si trattano di micropali che affondano nel terreno per quasi quindici metri e nel caso di via Costa Vecchia, a differenza che per Montecalvoli, non siamo di fronte ad una frana in atto».
Eppure, da oltre tre anni la storia di via Costa Vecchia, interessata da una frana nel febbraio del 2006, sembra non avere fine. Oggetto di due stanziamenti da parte del Comune, che progetta da tempo una rimessa in sesto del muro e una bonifica di tutto il versante, la storica via d'accesso al paese non riesce a trovare uno sbocco alla situazione di stallo. Motivo del ritardo il lungo braccio di ferro tra comune e demanio, sfociato in una causa legale, per decidere da dove debbano venire i soldi necessari alla riparazione del muro. Ad oggi, il buco è sempre lì, con i paletti di contenimento che emergono dalla terra e i grossi cubi di cemento a puntellare il versante proprio sotto gli edifici.
In questi giorni è stata presentata un'interpellanza da parte del consigliere Udc Maurizio Lucchesi in cui si fa il punto della situazione sui molti lavori da terminare nel territorio comunale. «Sulla questione della frana di via Costa faccio un interpellanza tutti gli anni - spiega -. Malgrado questo, dopo tre anni, resta uno dei tanti lavori che i cittadini vorrebbero vedere finiti». «Capisco che possano essere sorti dei problemi - commenta un altro abitante del quartiere - però avrebbero potuto coprire in qualche modo la struttura con dei teli, come hanno fatto a Montecalvoli. In questo modo la terra scivola via mano a mano che passano le piogge».
I paletti di contenimento, come ci dicono alcuni abitanti della zona, non sono più incastonati nella terra come una volta. «L'acqua - affermano - ha lentamente eroso la terra intorno ai pali». Cittadini a cui dà assicurazioni l'assessore all'edilizia pubblica Enrico Mazzinghi, da anni impegnato nella risoluzione del problema. «Il pezzo di terra che sovrasta il muro nel punto in cui è crollato è di proprietà del demanio - spiega Mazzinghi - ed è convinzione del Comune che la causa principale del cedimento sia da attribuirsi al modo in cui il terreno era tenuto. Di qui la decisione di entrare in trattativa col demanio, concertazione che purtroppo è sfociata in una causa legale». «Per quanto riguarda la causa la situazione per adesso è di stallo - continua - ma posso assicurare i cittadini che non è assolutamente intenzione del Comune aspettare l'esito del contenzioso. Non appena saranno disponibili i soldi necessari in bilancio ricuciremo il muro».
Quanto alla messa in sicurezza, effettuata subito nell'arco di tre mesi dal crollo, Mazzinghi non ha dubbi. «Quando constatammo l'accaduto stanziammo subito il necessario - dice Mazzinghi -. Il fatto che i paletti siano in vista è perfettamente normale. Si trattano di micropali che affondano nel terreno per quasi quindici metri e nel caso di via Costa Vecchia, a differenza che per Montecalvoli, non siamo di fronte ad una frana in atto».
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