Il Tirreno

Pontedera

IL MERCATO IMMOBILIARE

Troppe tasse sulle seconde case

Troppe tasse sulle seconde case

Un po' la crisi, un po' le tasse che ruotano intorno alla casa: il mercato immobiliare è assai fermo. Ha perso la spinta, soprattutto, di quelli che gli immobili, li acquistano per investimento.
Un'indagine dei giorni scorsi, compiuta su tutto il territorio nazionale, ha svelato che nel nostro paese non si comprano più le seconde case

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PONTEDERA. Un po' la crisi, un po' le tasse che ruotano intorno alla casa: il mercato immobiliare è assai fermo. Ha perso la spinta, soprattutto, di quelli che gli immobili, li acquistano per investimento.
Un'indagine dei giorni scorsi, compiuta su tutto il territorio nazionale, ha svelato che nel nostro paese non si comprano più le seconde case. Si va all'estero: sono troppo care, sono gravate da troppi tributi. A cominciare dall'Ici, l'imposta comunale sugli immobili. Così chi acquista lo fa all'estero. E la Valdera, come il resto della provincia, non è esente da questo fenomeno.

La tassa comunale.
Quasi tutti i Comuni della nostra zona hanno deciso di applicare il massimo dell'aliquota per le case che non sono quella principale. Vale a dire, per la seconda o addirittura le altre proprietà. Poche le eccezioni: c'è Peccioli (ma è un caso isolato) che rimane al quattro per mille, poi Capannoli e Santa Croce (che applicano il sei. Gli altri Comuni (come si può vedere dalla tabella che pubblichiamo qui sotto) hanno scelto tutte aliquote che vanno dal sei al sette per mille, con aliquote punitive (capaci di raggiungere il nove per mille, quasi l'uno per cento) nel caso in cui queste abitazioni rimangono a lungo non locate, cioè non vengono affittate. Se facciamo due conti, riusciamo a capire che, alla fine, l'imposta che incassa il Comune sulle case, pesa intorno ai 300 euro per abitante.

La tabella a destra spiega proprio questo: gli importi si riferiscono a Pontedera. Ed è curioso verificare le cifre pro-capite, soprattutto degli ultimi due anni, quelli che si riferiscono al periodo in cui non si è pagata l'imposta sugli immobili delle case principali, le prime case: lo scorso anno gravavano per 202 euro per ognuno degli abitanti pontederesi; quest'anno è aumentato di 89 euro a testa (sempre media procapite, ma importo gravato anche di una cospicua fetta di recupero dell'evasione).

Se vogliamo è il segnale che, pur diminuendo in maniera esponenziale il numero delle abitazioni esentate dal pagamento, l'importo medio per abitante rimane alto proprio in virtù della quantità di tributi che pesano sulle abitazioni che, invece, sono gravate da Ici.

Le seconde case.
I dati non sono aggiornati, fanno riferimento all'ultimo rilievo dell'Istat: a Cascina sono il 5% del patrimonio immobiliare, a Fauglia oltre il 13% a Lorenzana il venti; a Orciano il 10%.
Nella Valdera si va dal 10% di Bientina al 29% di Casciana Terme, fino a oltre una su quattro di Chianni, una su cinque a Lajatico, più o meno la stessa proporzione a Peccioli, mentre a Pontedera e a Ponsacco si scende addirittura sotto il dieci per cento. Proporzione che riguarda anche i comuni del Valdarno Inferiore: dal 5 per cento di Montopoli al 9 per cento di Santa Croce e Castelfranco di sotto.

Si va all'estero.
Non sono pochi i cittadini della zona che hanno cominciato a fare acquisti fuori dall'Italia. I posti più gettonati? Sicuramente il Sud America dove i richiami sono più di uno: dai prezzi bassi, alle poche tasse che pagano i proprietari di case, fino al clima e al paesaggio. A Pontedera, ad esempio, un gruppo di persone ha formato una "colonia" di concittadini in Costa Rica, prima acquistando case per uso personale, adesso allargando gli orizzonti e facendo acquisti che permettono investimenti che - dicono gli stessi interessati - rendono assai più degli attuali tassi bancari. E, un altro gruppo di persone della Valdera, ha acquistato immobili nella Repubblica Domenicana. Ma c'è chi guarda anche più vicino, ad esempio alla Costa azzurra, più facile da raggiungere o ad alcune località di villeggiature sulla costa della Turchia. E non mancano acquisti dei nostri concittadini, fatti in Gran Bretagna e nell'Europa dell'Est.

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