La manifestazione
Teneva il padre segregato in casa
Era nudo, sedato e con l’unico conforto della compagnia del suo cane. Così i carabinieri hanno trovato un povero anziano di 82 anni, gravemente ammalato di Alzheimer. La stanza riservata al vecchietto era quella di un albergo di Volterra
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VOLTERRA. Solo, lasciato a dormire su un vecchio materasso adagiato sul pavimento in una squallida stanza. Era nudo, sedato e con l’unico conforto della compagnia del suo cane. Così i carabinieri hanno trovato un povero anziano di 82 anni, gravemente ammalato di Alzheimer. Una triste condizione quella riservata al padre di due figlie il quale da anni combatte con la brutta malattia. La stanza riservata al vecchietto era quella di un albergo di Volterra dove, l’altro pomeriggio, i carabinieri sono entrati decisi a portare alla luce una situazione che seguivano da alcuni giorni.
Aprendo la porta della stanzetta hanno così trovato le conferme di quanto già sospettavano grazie anche ad alcune segnalazioni di persone che si erano rese conto del disagio in cui viveva l’anziano ammalato. In manette è finita una delle due figlie del pensionato, una conosciuta albergatrice di 56 anni, A. M., residente nel comune di Peccioli anche se da molti anni lavora nella cittadina etrusca dove è nata e dove vive la sua famiglia. Qualche tempo fa il pensionato, che in precedenza abitava con l’altra figlia, era stato ricoverato in ospedale sempre a causa della malattia che da anni lo tormenta. Una volta dimesso, la figlia, che è titolare dell’albergo dove poi i carabinieri hanno trovato il pensionato, lo ha voluto con sé. Per motivi che non sono chiari la figlia non ha portato a casa il padre ma gli ha “riservato” una camera dell’albergo che peraltro l’Asl ha giudicato, stando a quanto è emerso dopo l’arresto della donna, in condizioni igieniche abbastanza precarie. Come in tutti questi mesi nessuno abbia notato l’anomala situazione non è chiaro.
Evidentemente però la situazione dell’anziano era sfuggita ai servizi sociali e allo stesso medico che ha in cura il pensionato. Domande queste a cui cercheranno forse di dare una risposta ulteriori indagini dei carabinieri. Giorni tristi sono passati per l’anziano, ormai non autosufficiente, il quale percepisce una buona pensione da potersi permettere la necessaria assistenza domiciliare. Un disagio di cui sono venuti a conoscenza i carabinieri che hanno effettuato indagini con appostamenti e controlli mirati per capire dove viveva l’anziano, se lasciava la sua camera, in quali condizioni si trovava. Quando è stato tutto abbastanza chiaro, in accordo con l’autorità giudiziaria, i militari hanno “visitato” l’albergo in maniera ufficiale. Alla figlia hanno chiesto di vedere dove teneva il padre. La stanza dove è stato trovato il pensionato era senza mobili, con un mini-lucernario e senza finestre alle pareti. Vicino al nonnetto il suo cagnolino, forse il suo unico vero amico. L’ottantaduenne appariva stordito, probabilmente per le dosi di tranquillanti a lui somministrate oltre che per la malattia. I carabinieri hanno chiesto subito l’intervento di un’ambulanza e di un medico del 118 che ha disposto l’immediato ricovero del pensionato in un ospedale.
La figlia è stata tratta in arresto e accusata di maltrattamenti in famiglia e di abbandono di persona incapace. Ha ottenuto subito gli arresti domiciliari e ieri mattina, dopo la convalida dell’arresto, è stata rimessa in libertà visto che si trova nei guai con la giustizia per la prima volta. Per tentare di giustificarsi avrebbe detto di non voler mandare il padre in un istituto e di non essere riuscita a trovare per lui un’altra sistemazione. I carabinieri hanno richiesto anche l’intervento dell’Asl (sono state evidenziate le condizioni igieniche precarie della camera) e degli assistenti sociali che ora dovranno occuparsi del caso.
Aprendo la porta della stanzetta hanno così trovato le conferme di quanto già sospettavano grazie anche ad alcune segnalazioni di persone che si erano rese conto del disagio in cui viveva l’anziano ammalato. In manette è finita una delle due figlie del pensionato, una conosciuta albergatrice di 56 anni, A. M., residente nel comune di Peccioli anche se da molti anni lavora nella cittadina etrusca dove è nata e dove vive la sua famiglia. Qualche tempo fa il pensionato, che in precedenza abitava con l’altra figlia, era stato ricoverato in ospedale sempre a causa della malattia che da anni lo tormenta. Una volta dimesso, la figlia, che è titolare dell’albergo dove poi i carabinieri hanno trovato il pensionato, lo ha voluto con sé. Per motivi che non sono chiari la figlia non ha portato a casa il padre ma gli ha “riservato” una camera dell’albergo che peraltro l’Asl ha giudicato, stando a quanto è emerso dopo l’arresto della donna, in condizioni igieniche abbastanza precarie. Come in tutti questi mesi nessuno abbia notato l’anomala situazione non è chiaro.
Evidentemente però la situazione dell’anziano era sfuggita ai servizi sociali e allo stesso medico che ha in cura il pensionato. Domande queste a cui cercheranno forse di dare una risposta ulteriori indagini dei carabinieri. Giorni tristi sono passati per l’anziano, ormai non autosufficiente, il quale percepisce una buona pensione da potersi permettere la necessaria assistenza domiciliare. Un disagio di cui sono venuti a conoscenza i carabinieri che hanno effettuato indagini con appostamenti e controlli mirati per capire dove viveva l’anziano, se lasciava la sua camera, in quali condizioni si trovava. Quando è stato tutto abbastanza chiaro, in accordo con l’autorità giudiziaria, i militari hanno “visitato” l’albergo in maniera ufficiale. Alla figlia hanno chiesto di vedere dove teneva il padre. La stanza dove è stato trovato il pensionato era senza mobili, con un mini-lucernario e senza finestre alle pareti. Vicino al nonnetto il suo cagnolino, forse il suo unico vero amico. L’ottantaduenne appariva stordito, probabilmente per le dosi di tranquillanti a lui somministrate oltre che per la malattia. I carabinieri hanno chiesto subito l’intervento di un’ambulanza e di un medico del 118 che ha disposto l’immediato ricovero del pensionato in un ospedale.
La figlia è stata tratta in arresto e accusata di maltrattamenti in famiglia e di abbandono di persona incapace. Ha ottenuto subito gli arresti domiciliari e ieri mattina, dopo la convalida dell’arresto, è stata rimessa in libertà visto che si trova nei guai con la giustizia per la prima volta. Per tentare di giustificarsi avrebbe detto di non voler mandare il padre in un istituto e di non essere riuscita a trovare per lui un’altra sistemazione. I carabinieri hanno richiesto anche l’intervento dell’Asl (sono state evidenziate le condizioni igieniche precarie della camera) e degli assistenti sociali che ora dovranno occuparsi del caso.
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