Il Tirreno

Pontedera

Spettacolo

Le voci e i cento volti di David Pratelliin tv da Simona Ventura

Sabrina Chiellini
Pratelli insieme a Simona Ventura e a Fernando Capecchi
◗
Pratelli insieme a Simona Ventura e a Fernando Capecchi

Il sogno nel cassetto che finalmente si realizza per David Pratelli, 38 anni, si chiama "Quelli che il calcio". Nel cast della trasmissione della domenica pomeriggio su Raidue (a partire dal 13 settembre) con Simona Ventura ci sarà spazio per i personaggi dell'imitatore di Ponsacco.

4 MINUTI DI LETTURA






PONSACCO. Il sogno nel cassetto che finalmente si realizza per David Pratelli, 38 anni, si chiama "Quelli che il calcio". Nel cast della trasmissione della domenica pomeriggio su Raidue (a partire dal 13 settembre) con Simona Ventura ci sarà spazio per i personaggi dell'imitatore di Ponsacco che aggiunge così un'esperienza importante alla sua carriera prendendo il posto di Max Giusti approdato con fortuna alla conduzione di "Affari tuoi". L'altra sera alla festa degli ottant'anni della Capannina di Forte dei Marmi la conduttrice, ospite del compleanno dello storico locale, non ha mancato di complimentarsi con Pratelli, spiegando come cambia il programma domenicale. Prima ancora è stato Pratelli a dare la bella notizia al pubblico di casa sul palcoscenico di Casciana Terme considerato una sorta di portafortuna per gli artisti dell'agenzia Vegastar.
Come è arrivata la partecipazione a "Quelli che il calcio"?
«E' stata soprattutto Simona a volermi e la voglio ringraziare pubblicamente. Ma anche il regista Celeste Laudisio che mi aveva apprezzato a "Guida al campionato". Entrambi mi conoscevano e ora che c'è stata l'occasione per rinnovare la trasmissione è stato proposto il mio nome».
Che cosa si aspetta?
«Un clima di festa come peraltro ho già percepito dai primi incontri e partecipando alle riunioni di queste settimane. Non penso ci saranno difficoltà anche se dovrò prepararmi, leggere molto, guardare tanta tv per essere sempre aggiornato sui temi d'attualità. Simona e dagli altri colleghi ho tanto da imparare, loro sono delle icone della tv».
Porterà personaggi nuovi?
«Certamente, partendo dal gossip di questi ultimi mesi. Sto lavorando insieme all'autore Massimo Piesco all'imitazione di un attore americano protagonista di uno dei gossip dell'estate. Ci sarà anche Ibra in versione Barcellona, De Sica e altre novità che è ancora prematuro annunciare».
Lasciando la tv e pensando a Ponsacco, dove è nato e ancora abita anche se presto si trasferirà a Pisa. A volte l'abbiamo sentita dire che crede nel detto "Nessuno è profeta in patria". Che significa?
«Non voglio aprire una polemica. Però in alcune occasioni ho l'impressione che per essere presi sul serio, intendo dire come artisti, bisogna essere Andrea Bocelli (nato a Lajatico, in Valdera, ndr). Allora sì che dicono: "Cavolo, è bravo davvero...". È anche vero che ci sono persone che mi vogliono bene, che mi incontrano a fare footing o quando esco di casa e non mancano di farmi sentire il loro sostegno. Saperli vicini fa piacere».
Una lunga gavetta, come si comincia a raccontarla?
«Ho iniziato con gli spettacoli in giro per le piazze nel 1986. Le imitazioni sono diventate un lavoro nel 1999. Poi nel 2005, con l'agenzia Vegastar, con Silvio e Fernando Capecchi, ho ripreso un percorso che avevo interrotto, per tante ragioni, dopo che nel 2002 avevo vinto, grazie alla giuria popolare, il Campionato italiano degli imitatori».
Ma questa passione da imitatore come nasce?
«È nata con me. Avevo dieci anni e invece di uscire con gli amici preferivo stare in casa a guardare i varietà e le commedie. Celentano, Pozzetto, Verdone sono sempre stati i miei punti di riferimento. E poi le gag della coppia Vianello-Mondaini o il trio Lopez-Marchesini-Solenghi chi poteva perderseli? Considero Gigi Sabani come una sorta di padre spirituale».
Il primo personaggio imitato?
«Beppe Grillo. Ma poi l'ho perso, non mi viene più. Ora sarebbe di grande attualità ma non riesco più a imitarlo, peccato».
Quello che imita più volentieri?
«Christian De Sica. Il perché non lo so. Alla fine non so più quando sono io e quando sono lui...Ce l'ho nell'anima e ogni tanto viene fuori. Faccio sempre molto volentieri anche quei personaggi che mi portano fortuna come Lippi, Ibrahimovic, Capello».
Qualcuno che si sia lamentato o offeso?
«Nessuno. Con Ciccio Graziani siamo diventati amici. Se mi facessero critiche le ascolterei. Questo vale anche per un politico: lo prenderei come un riscontro positivo, mi farebbe pensare che mi seguono».
Se non avesse fatto l'imitatore ora che farebbe?
«Forse il geometra, ma senza timbro. A scuola non era molto bravo. Quando i professori mi interrogavano rispondevo sempre con una voce che non era la mia. Una volta a geometri alla prof. di italiano che mi interrogava su "I promessi sposi" le ho risposto con la voce di Celentano. Il voto non lo ricordo ma tornai al mio posto...»
Cosa consiglia ai giovani imitatori? Vede qualche emergente?
«Nomi non voglio farne. Di bravi ce ne sono, ma molti sono improvvisati. Non c'è cura, amore per il personaggio. Non basta un passaggio televisivo a garantire il successo. Io ho fatto una lunga gavetta nei circoli, nelle piazze. Posso vantarmi di due cose: di avere partecipato a serate da 30mila lire di compenso e di avere vinto il Campionato degli imitatori, grazie a una giuria popolare».
Cosa fa nel tempo libero?
«Gioco a calcio, faccio footing, leggo, guardo tanta tv. E poi sono un super tifoso della Juventus».
Un sogno nel cassetto?
«Con "Quelli che il calcio" sto già sognando».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa