Il Tirreno

Pontedera

LA MOSCHEA

«Se ci sono i soldi, nessun ostacolo»

«Se ci sono i soldi, nessun ostacolo»

La decisione presa l'altra sera dalla giunta presieduta da Lucia Ciampi è un po' la constatazione ufficiale che gli spazi per la preghiera, a disposizione degli islamici in Valdera, sono ristretti

3 MINUTI DI LETTURA





CALCINAIA. La decisione presa l'altra sera dalla giunta presieduta da Lucia Ciampi è un po' la constatazione ufficiale che gli spazi per la preghiera, a disposizione degli islamici in Valdera, sono ristretti. A Fornacette, in via fermi, si sta stretti. Così, per la preghiera di fine ramadan, gli islamici di casa nostra, potranno utilizzare il palazzetto dello sport. Una soluzione-tampone. Ma il problema rimane. «Per quel che riguarda CAlcinaia - dice il sindaco Ciampi - non può essere un problema del Comune: quella struttura è privata e presa in affitto. Il resto? È una questione degna di essere presa in considerazione. Ma da tutta la Valdera. Occorre parlarne tutti insieme».

E l'Unione della Valdera tende una mano alle esigenze degli oltre 5mila credenti musulmani presenti nel territorio. Loa dichiara il presidente Ivan Mencacci. «Non dovremmo far diventare un problema, una semplice opinione, un bisogno rilevato e umilmente espresso». Inizia la sua riflessione. Poi, tenta di contestualizzare la situazione, inserendo Pontedera nel panorama nazionale. «La richiesta di un luogo di culto per la religione islamica è un tema di grande attualità e nasce in città multietniche, sviluppate e aperte al confronto. E' positivo poter paragonare le nostre zone a Pisa e a Milano».

Ed entra nel merito della vicenda. Passo dopo passo, vagliando gli aspetti urbanistici e quelli morali, soffermandosi sulle idee religiose e su temi economici. Confermata comunque l'intenzione, da parte dell'Unione, di approfondire e capire.

«Per ovviare alla mancanza di spazio e cercare di risolvere il sovraffolamento degli ambienti adibiti alla preghiera - elenca i suoi dubbi - sarà più opportuno costruire un unico grande stabile che accolga gli stranieri un paio di volte l'anno o meglio progettare edifici più piccoli sparsi però su tutta la provincia?». In Valdera oltre all'edificio sacro di piazza Fermi a Fornacette, appena dietro al Mc Donald's, c'è la moschea di Santa Croce, sorta da un'ex conceria, nei pressi di viale Buozzi. Ma è stato ormai appurato che entrambe le struttura non possono bastare. «Penso - continua Mencacci - alle Case del Regno dei testimoni di Geova, luoghi più familiari ma dislocati in maniera capillare: una a Ponsacco, una a Pontedera e presto ne sorgerà un'altra in zona. Penso alle chiese ma anche al numero degli stranieri che usufruiranno della moschea». Pensa al futuro dunque, ma con occhi ben saldi al presente. «Nessuno può impedire la costruzione di un luogo sacro. Ogni città, a livello urbanistico, ha delle aree destinate all'edificazione di strutture pubbliche o private destinate ai cosiddetti servizi». L'unico nodo da sciogliere sembra allora quello economico. Per dirla meglio, la reperibilità dei fondi, l'assenza di soldi da offrire per la causa moschea. «Il problema non sussiste - dice con onestà - se la comunità musulmana si fa carico della spesa. Se si aspetta invece dei contributi dall'Unione, i tempi potrebbero essere molto lunghi». Ma non tutto è perduto. Rimane un barlume di speranza. «Potremo magari studiare insieme - conclude il presidente - l'accesso a dei finanziamenti nazionali».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa