Il Tirreno

Pontedera

IL CALCIO IN CRISI

Aiuto, il pallone s'è sgonfiato

Francesca Lombardi
Il presidente del Ponsacco Antonio Passerai
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Il presidente del Ponsacco Antonio Passerai

In tempo di crisi le ripercussioni si sentono anche nel mondo dorato del calcio che conta, quello di serie A e B. Le grandi società puntano al risparmio, i giocatori più in voga se ne vanno all'estero e consentono di pareggiare i bilanci

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PONTEDERA. In tempo di crisi le ripercussioni si sentono anche nel mondo dorato del calcio che conta, quello di serie A e B. Le grandi società puntano al risparmio, i giocatori più in voga se ne vanno all'estero e consentono di pareggiare i bilanci.
E se i problemi economici esistono ai massimi vertici, figuriamoci nelle categorie più basse, quelle dei dilettanti. Quella serie D che vede protagoniste le tre squadre della Valdera: Ponsacco, Pontedera e Forcoli. La fine della Cuoiopelli Cappiano, retrocessa dalla Seconda Divisione della Lega Pro e mai approdata in serie D a causa di problemi societari, è un segnale importante di come è difficile gestire il calcio minore, quello con tanto campanilismo ma poco capitale. Così tutto diventa più complicato per i club nostrani che, calcolatrice alla mano, si trovano a dover fare i conti ogni settimana con i costi delle trasferte. Quest'anno a peggiorare la situazione per Ponsacco e Pontedera si è aggiunto l'inserimento nel girone D, quello con squadre venete, lombarde, emiliane e marchigiane.

«Prevediamo circa 25.000 euro in più da spendere per le trasferte - spiega con rammarico il presidente del Ponsacco Antonio Passerai -. Così, se l'anno scorso ne avevamo spesi 20.000, per la prossima stagione ne calcoliamo 45.000». Una cifra sicuramente che pesa sul bilancio della società rossoblu. «Contiamo di partire di sabato per le trasferte in Veneto, Marche, Emilia e Lombardia, in pratica ogni volta che dobbiamo attraversare l'Appennino - sottolinea Passerai -. Vogliamo evitare di partire alle cinque di mattina e rischiare magari di avere qualche inconveniente per strada. Come potrei chiedere poi ai miei ragazzi di vincere?». La stanchezza naturalmente si farebbe sentire e allora, addio risultati. Ma il ragionamento del presidente rossoblu, che aspetta una risposta alla richiesta di rimborso avanzata alla Federazione insieme a Chioggia, Rovigo e Adria, non si ferma qui. «C'è da dire anche che il girone D è quasi un campionato professionistico - aggiunge il massimo dirigente rossoblu -, è un girone di ferro, quindi spenderemo 60.000-80.000 euro in più per avere giocatori migliori in modo da essere più competitivi».

Si risparmia invece in casa granata. «L'anno passato per la gestione della stagione abbiamo speso circa 16.000-17.000 euro - dichiara il presidente del Pontedera Maurizio Accattini -. Siamo partiti di sabato solo con Rieti e Arrone. Una trasferta di due giorni costa circa 2.000 euro, ora le trasferte sono aumentate, inoltre non utilizzeremo il pullman solo per andare a Ponsacco. Insomma, alla fine andremo a spendere 10.000-15.000 euro in più». Il Pontedera effettuerà la due giorni solo per Veneto, Lombardia e Marche, partirà la domenica mattina per raggiungere l'Emilia Romagna e così qualche soldo in più rispetto ai ponsacchini è garantito in cassa.

Tra due squadre penalizzate per la suddivisione in gironi, c'è chi rimane tranquillo e beato. Si tratta del Forcoli che, inserito nel girone E, dovrà affrontare trasferte più vicine. Certo non ci saranno i derby con Ponsacco, Pontedera e Pisa a migliorare la situazione economica, ma gli amaranto alla fine non si possono lamentare. «I costi variano a seconda della gestione societaria - spiega il diesse forcolese Giorgio Corradetti - la spesa media per il noleggio del pullman è di 500 euro, mentre per il pranzo al ristorante spendiamo all'incirca 350 euro, quando invece dobbiamo dormire fuori alloggiamo in alberghi modesti a due o tre stelle». «Sicuramente il girone D è disagiato rispetto al nostro - conclude Corradetti - ma sono convinto che la Federazione darà un contributo, dopotutto anche sei anni fa, quando eravamo in un girone con molte formazioni romane, ci arrivarono come rimborso circa 12.000 euro».

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